Che cosa ci lega al sud del mondo?
Repubblica - Palermo 14.8.03.
C’e` qualcosa di comune fra il Nord-Est del Brasile e il Sud d´Italia? Una filiera di palme, un tratto di spiaggia, i bagliori di un tramonto infuocato lascerebbero presagire parentele impreviste: Wittgenstein direbbe “un´aria di famiglia”. Ma sono soprattutto i bambini scuri che, scalzi o quasi, brulicano per le vie di Recife che ricordano piu´ da vicino i quartieri popolari di Palermo o di Catania. I piccoli brasiliani sono comunque meno nutriti dei coetanei siciliani: e forse proprio questo li rende simpaticamente spudorati, genialmente intraprendenti nei confronti dello straniero.
Provano a venderti di tutto - sfidando continuamente ogni capacita` d`immaginazione - a cominciare dalla loro conoscenza del territorio, delle sue chiese e delle sue posadas. Da quel che si apprende vedendo i film del neorealismo italiano, si rapportano come i nostri scugnizzi ai soldati americani quando risalivano la Penisola in direzione della linea gotica. E, proprio come quei ragazzini del nostro dopoguerra, anche loro sanno benissimo cio` che le statistiche meno ipocrite registrano: un numero crescente di turisti europei atterra su queste regioni tropicali in cerca di gratificazioni sessuali. A parte il caso inquietante dei pedofili, i giramondo dell`eros sono uomini - sempre piu` anche donne - intristiti da menages coniugali ormai spenti , o esasperati da una solitudine esistenziale non scelta, che contano di spezzare l`ingessatura emotiva abituale facendo sesso con partners esotici meno inibiti, in media, che dalle nostre parti. Per giunta, con modalita` cosi` poco mercenarie da regalare - almeno per qualche tempo - l`illusione di una relazione affettiva sincera.
Solo alla luce di questo contesto si puo` misurare la preziosita` di un`iniziativa del Ciss (“Cooperazione internazionale sud-sud”) cui, proprio in questi giorni, ad alcuni di noi e` dato partecipare a titolo per cosi` dire di cavie. Il Ciss (organizzazione non governativa nata a Palermo da una ventina d`anni) cogestisce qui ad Olinda e |Recife - fra altre decine di progetti nelle zone piu`disparate del globo - un intervento triennale di promozione di ragazzi (e soprattutto di ragazze) di quartieri difficili. Ancora adolescenti, vengono accolti in un centro sociale polivalente, coinvolti in attivita` ricreative e formative (dalla capoeira all`alfabetizzazione informatica), avviati all`inserimento sociale e - nei limiti del possibile - professionale. Ebbene, nell`ottica di un turismo `responsabile` , il Ciss ha anche organizzato per queste settimane di agosto, un viaggio in Brasile che consenta non solo di conoscere da vicino l`effettiva realizzazione di questo e di simili progetti, ma in qualche modo di contribuirvi. Infatti, mediante una selezione dei posti dove si dorme, si mangia, si acquistano i prodotti dell`artigianato, e`possibile saltare la mediazione delle grandi agenzie multinazionali e far guadagnare, direttamente ed esclusivamente, la gente del luogo. Inoltre i servizi turistici abituali (prenotazioni, accompagnamento durante i trasporti, guida durante le visite ai monumenti, traduzioni estemporanee...) vengono svolti gratuitamente da operatori dello stesso Ciss - residenti sia in Italia che nello stesso Brasile - e in cambio una percentuale della quota di partecipazione al viaggio viene destinata al finanziamento dei progetti.
Superfluo aggiungere che questa modalita` organizzativa consente un contatto con persone e ambienti che i circuiti turistici tradizionali neppure sfiorano. Non altrettanto superfluo specificare che turismo equo e solidale non equivale necessariamente a noia o seriosita`: i ritmi dei balli nella praia della Gunga o le sfumature del verde oceanico che lambisce il bianco abbacinante delle dune di Mango Secco non risultano meno emozionanti solo perche` qualcuno tenta di accostarvisi con atteggiamento rispettoso della bellezza della natura e della dignita` delle persone.
Augusto Cavadi

