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1 - Che cos’è la tratta di esseri umani?

E ORA TRATTIAMO DI TRATTA - Rubrica a cura di Serena Caputo

Il Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità organizzata transnazionale (Protocollo di Palermo) del 2000 definisce la tratta di esseri umani come "il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l'accoglienza e l'ospitalità di persone, dietro minaccia di ricorso o ricorso alla forza o ad altre forme di costrizione, o tramite rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità, o dietro pagamento o riscossione di somme di denaro o di altri vantaggi per ottenere il consenso di una persona esercitando su di essa la propria autorità, a scopo di sfruttamento. Lo sfruttamento include, senza pretesa di esaustività, lo sfruttamento della prostituzione di terzi e altre forme di sfruttamento sessuale, i lavori o servizi forzati, la schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, la servitù o l'espianto di organi. Il consenso di una vittima della tratta di persone allo sfruttamento è irrilevante nei casi in cui qualsivoglia dei mezzi usati di cui sopra è stato utilizzato".

Fonte (pag 42)

In altre parole con l’espressione tratta di esseri umani si intende una forma di schiavitù moderna, spesso invisibile agli occhi dei più, alla quale sono costretti uomini, donne e bambini e che rappresenta una grave violazione dei diritti umani fondamentali.

Generalmente le vittime di tratta si trovano in una condizione di estrema vulnerabilità in quanto provenienti da contesti di disagio e di povertà, aggravata da una globalizzazione sempre più selvaggia, ma anche da zone di guerra o da paesi in cui vengono perseguitate da regimi autoritari. Per questo motivo decidono di spostarsi e spesso, per il trasferimento dalle “periferie del mondo” verso i luoghi in cui si spera di avere un futuro migliore, si affidano a dei trafficanti senza scrupoli, affiliati a organizzazioni criminali internazionali ben radicate nel territorio che provvedono a inserire le vittime in vere e proprie reti di sfruttamento. Non è detto che il contatto coi trafficanti avvenga sin da subito, infatti è possibile che ciò si verifichi in altre fasi del viaggio migratorio.

Il complesso fenomeno della tratta di esseri umani ha carattere transnazionale ma può anche avvenire all’interno dello stesso stato e si regge grazie a forme di coercizione sia fisica che psicologica esercitate nei confronti delle vittime.

Nei paesi di destinazione le vittime di tratta vengono generalmente costrette all’accattonaggio o a svolgere pesantissime mansioni nel caso degli uomini, mentre quello delle donne è quasi sempre uno sfruttamento a scopo sessuale, cui vengono obbligate facendo uso della forza e ricorrendo a subdole minacce. Tuttavia bisogna far presente che tratta non corrisponde a prostituzione, ma spesso le donne vittime di tratta, e a volte anche gli uomini e i bambini, vengono costrette al marciapiede. Allo stesso modo è necessario distinguere l’espressione tratta di essere umani (trafficking in human beings) da quella di traffico di migranti (smuggling of migrants) che spiegheremo prossimamente nella nostra rubrica.

"Io Non Tratto" - campagna di comunicazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riguardo lo sfruttamento, possono conviverne diverse forme, può essere per esempio sia lavorativo che sessuale, come avviene nel caso delle lavoratrici rumene del ragusano, venuto a galla solo di recente.
Gli aguzzini intascano la maggior parte dei guadagni delle vittime e reagiscono con violenza fisica, psicologica o manipolazione emozionale, se esse accennano a voler uscire dallo stato di soggezione in cui si trovano, tentando di convincerle che non esiste alcuna alternativa alla vita fatta di stenti che conducono.
Purtroppo la condizione iniziale di vulnerabilità delle vittime si aggrava ulteriormente una volta giunte nel paese di destinazione a causa delle leggi vigenti in materia di immigrazione; ciò si verifica anche in Italia dove, per via della Bossi-Fini (legge n. 189 del 30 luglio 2002), in assenza di lavoro non si ha diritto al permesso di soggiorno ma senza il permesso di soggiorno difficilmente si verrà assunti. In questo modo non si fa altro che rafforzare l’esistenza di un perverso circolo vizioso che favorisce il gioco degli sfruttatori.

Come vedremo più avanti, la legislazione italiana a tutela delle vittime di tratta è tra le più avanzate, ciò malgrado vi sono notevoli criticità che ostacolano la stessa individuazione delle vittime. 

Occorre sottolineare l’irrilevanza del consenso di queste ultime da considerarsi in relazione alle condizioni di ricatto in cui il consenso si verifica.
La tratta a scopo di sfruttamento lavorativo è diffusissima nel nostro paese ma paradossalmente poco conosciuta, del resto come quella finalizzata all’espianto degli organi, nonché la tratta a danno di minori, che, assieme alle donne, costituiscono la categoria più fragile, soprattutto quando si è in presenza di minori stranieri non accompagnati.

 

Esistono forme di tratta ancor meno visibili rispetto a quelle sopracitate e di seguito ve ne presentiamo un piccolo elenco che riportiamo nella speranza possa creare maggiore consapevolezza riguardo a un fenomeno difficilmente riconoscibile e drammaticamente in aumento nel nostro paese, nel territorio dell’Unione Europea e in tutto mondo.

 - matrimoni forzati (guarda anche mail-order bride http://dirittiumani.donne.aidos.it/bibl_1_temi/g_indice_per_temi/tratta/d_tratta-scopo-matrimonio.html )

- gravidanze forzate (guarda anche baby factories in Nigeria)

- servitù domestica (http://www.meltingpot.org/Riduzione-in-schiavitu-estorsione-minacce-Arrestata-datrice.html#.VEjrm2d_s6U )

- adozioni internazionali (http://www.europarltv.europa.eu/it/player.aspx?pid=8a94a6a8-4b0f-4e76-a9e1-2fe5e036e90a)

- bambini soldato nei contesti di guerra (http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2014/02/11/news/bambini_soldato-78308699/)

- uomini costretti a divenire soldati.

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