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Io non tratto. Azioni integrate #controlatratta

Perché trattiamo di “tratta”? La tratta è una grave violazione dei diritti umani e una moderna forma di schiavitù.

 
 

 


 

E ORA TRATTIAMO DI TRATTA - Rubrica a cura di Serena Caputo

Una pratica rubrica per conoscere il fenomeno della tratta di esseri umani.

1 - Che cos’è la tratta di esseri umani?

2 - Che differenza c’è tra tratta e traffico?

3 - Qual è il numero di vittime di tratta in Italia?

4 - Qual è la nazionalità delle vittime di tratta presenti in Italia?

5 - In Italia esistono leggi per tutelare le vittime di tratta?

6 - In che modo i mass media trattano di tratta?

 


Perché trattiamo di “tratta”?

La tratta è una grave violazione dei diritti umani e una moderna forma di schiavitù. 

Abbiamo affrontato la questione “tratta” partendo dalla visione di un sistema criminale che fa delle persone merce a disposizione di un “mercato” che lo richiede.

Abbiamo iniziato il percorso osservando quanto accaduto e quanto sta accadendo nella città di Palermo: un aumento del fenomeno che non può che appellarsi con il termine più appropriato di schiavitù, e in particolare ci siamo orientati sullo specifico fenomeno della tratta finalizzata allo sfruttamento a scopo sessuale*, sulle cui cause e collegamenti in Sicilia in pochi hanno indagato e conoscono effettivamente la portata. Per qualcuno si tratta di un problema di “decoro”, altri, come noi, hanno deciso di praticare una battaglia di conoscenza più analitica, convinti che tutto sia collegato a un sistema criminale, a dinamiche di mercificazione e ricatto basate su una condizione di vulnerabilità delle vittime e, quindi, a problemi legati a crisi di modelli di sviluppo, a povertà, a richiesta di mano d’opera a buon mercato e di prestazioni sessuali nei paesi di destinazione, a leggi migratorie restrittive, che hanno nella violazione dei diritti umani e della giustizia il fondamento. Nessuno è escluso dalla caduta in questo sistema, quindi, tutti potrebbero essere risorse per scardinarlo. Riconoscere l’implicazione delle reti criminali e l’impatto distorto del fenomeno sullo sviluppo socio-economico e culturale del territorio è fondamentale.

*Ad aprile 2012, secondo l’UNODC, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, in tutto il mondo 2,4 milioni di persone sono vittime di traffico di esseri umani; tra loro, l'80% viene sfruttato a scopo sessuale e due su tre sono donne di varia nazionalità. A livello europeo, secondo il primo rapporto della Commissione Ue sulla tratta di persone in Europa diffuso dalla Direzione generale Affari interni, la maggior parte della tratta avviene all’interno dell’Unione europea stessa (ben il 69 per cento), il 62% delle vittime di traffico di esseri umani è sfruttato per prestazioni sessuali, di cui la maggior parte sono donne, e il 25% come manodopera forzata.

  

Cosa si intende per “tratta”?

I riconoscimenti e le definizioni tecnico-giuridiche non mancano, la prima è definita a Palermo, nel dicembre del 2000. Vittima di tratta è ogni persona reclutata, trasportata, trasferita, ospitata o accolta a fine di sfruttamento, sia all’interno sia all’esterno di un paese, anche senza che vi sia stata coercizione, inganno, abuso di potere o altra forma di abuso.

Lo sfruttamento è sempre vincolato al profitto e può includere diverse forme di sfruttamento sessuale (sfruttamento della prostituzione, pornografia e matrimoni forzati), i lavori forzati, l’accattonaggio, le adozioni illegali, l’asportazione di organi, altre forme analoghe di riduzione in schiavitù.

L’età e le nazionalità delle donne trafficate (sempre più giovani) sono varie, sono soprattutto di origini nigeriane, cinesi e cittadine europee. La tratta è una zona grigia, la forma moderna del vecchio commercio mondiale degli schiavi, in cui le vittime sono sempre e comunque vittime, non prostitute. Queste ragazze non hanno scelto questa vita, ma schiavizzate, psicologicamente ed economicamente, non hanno alcuna alternativa una volta contratto il debito. Romania, Bulgaria, Nigeria e Cina sono i principali paesi di provenienza per la tratta legata allo sfruttamento sessuale, ma si parla di tratta anche in caso di spostamenti interni nel paese.

Si parla di tratta anche quando non è coinvolto il crimine organizzato, ma le organizzazioni criminali certamente dominano il fenomeno.

Seppure lo smuggling, “traffico illecito di migranti”, sia tenuto convenzionalmente distinto dalla tratta, ci sono stati numerosissimi casi accertati di persone trafficate in transito, come per esempio giovani nigeriane di passaggio dalla Libia e in arrivo in Italia.

 

Perché trattiamo di “tratta”?

  • Perché siamo una ONG Italiana e in Italia si registra uno dei più alti numeri di vittime della tratta, non possiamo esserne complici!
  • Perché non possiamo rimanere indifferenti alla violazione dei diritti fondamentali che abbiamo sotto gli occhi!
  • Perché è un fenomeno che può essere sradicato soltanto operando a livello transnazionale, attraverso partenariati e reti: facciamo cooperazione!
  • Perché la tratta è un tema Sud-Sud.
  • Perché la tratta a scopo di sfruttamento sessuale è un problema di disuguaglianza di genere e di violenza contro le donne.
  • Perché la tratta è la negazione dell’autodeterminazione e dell’empowerment di molti giovani. Perché la tratta è un problema di povertà. La povertà umana della società Italiana che mercifica tutto e la povertà estrema nei paesi di origine che porta a svendere tutto: la dignità umana è mercificata e svenduta.
  • Perché ci siamo sempre opposti a una generazione di profitto economico basata su sfruttamento, violenza e distribuzione iniqua di ricchezza.
  • Perché la tratta si sradica anche attraverso l’educazione allo sviluppo e un’informazione corretta.
  • Perché la tratta è la risultante di un sistema mafioso intimidatorio che opera sul nostro territorio.
  • Perché la tratta è la risultante del diritto negato alla migrazione.
  • Perché è una questione di solidarietà tra i popoli.

  

 

 

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