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Albania

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

Breve storia del CISS nel Paese:

La situazione in cui, a partire dalla travagliata transizione al multipartitismo, si è venuta a trovare l’Albania ha determinato negli ultimi anni una rilevante presenza dell’Italia, impegnata a sostenere tale sforzo in modo massiccio e con una pluralità notevole di attori. Tale presenza, seppur in un quadro di sostanziale continuità, ha naturalmente conosciuto momenti di particolare intensificazione nei periodi di maggiore crisi, quali la caduta del governo Berischa nel 1997 e la crisi del Kossovo nella primavera del 1999. Proprio nei primi mesi del 1999, anche a seguito della spinta ad operare nel contesto albanese proveniente dalle propria base associativa, il CISS, congiuntamente ad altre Ong italiane, ha iniziato a realizzare missioni di fattibilità in Albania, finalizzate all’elaborazione e successiva realizzazione di programmi di sviluppo.


Fasi storiche fondamentali:

L’Albania ha ottenuto l’indipendenza dall’Impero Ottomano nel 1912, dopo la Prima Guerra dei Balcani. Durante la prima guerra mondiale l'Albania venne occupata in successione da Grecia, Serbia, Francia, Italia e Austria-Ungheria. Dal 1920 al 1939 il paese si governò da sé, ma Ahmet Zogu, che rappresentava l'aristocrazia terriera, si alleò con l'Italia di Mussolini. Questa mossa si rivelò controproducente quando, all'inizio del secondo conflitto mondiale, gli italiani invasero il paese. I comunisti, guidati da Enver Hoxha, diedero vita alla resistenza nei confronti dell'Italia e, dopo il 1943, della Germania. Nell'ottobre del 1944 i comunisti riuscirono a scacciare i tedeschi e consolidarono il potere dopo la guerra, proclamando nel 1946 la Repubblica Popolare di Albania. Due anni dopo il paese si alleò con l'URSS di Stalin. La Gran Bretagna e gli USA appoggiarono lo sbarco di emigrati albanesi di destra che non riuscirono a far vacillare i comunisti. Quando Kruscëv, succeduto a Stalin, nel 1960 pretese delle basi per i suoi sottomarini, l'Albania ruppe i rapporti diplomatici con l'URSS. Dopo l'invasione sovietica della Cecoslovacchia, nel 1968, l'Albania abbandonò il Patto di Varsavia e iniziò una politica di autodifesa. Hoxha morì nel 1985 e il nuovo leader, Ramiz Alia, avviò un programma di liberalizzazione e rafforzò i legami dell'Albania con l'estero. All'inizio del 1990 il crollo del comunismo nella maggior parte dei paesi dell'Europa dell'Est aveva alimentato le speranze dell'Albania e, dopo la protesta studentesca del dicembre 1990, il governo legalizzò l'esistenza dei partiti di opposizione. I comunisti vinsero le elezioni del 1991, ma a metà maggio uno sciopero generale costrinse il partito al potere a ribattezzarsi Partito socialista (PSS) e a formare una coalizione con il partito di opposizione dei Democratici (PDS). La pianificazione economica finì, le industrie interruppero la produzione e la rete di distribuzione del cibo venne meno. Alla fine del 1991 nel paese scoppiarono sommosse a causa della mancanza di cibo. L'Unione Europea, temendo una crisi di profughi, approntò un programma di aiuto economico e l'esercito italiano stabilì una base militare a sud di Durazzo per controllare i rifornimenti di generi alimentari. Le elezioni del 1992 posero fine a 47 anni di potere comunista e il Partito Democratico iniziò a dare la caccia agli ex-comunisti e agli ufficiali del partito. Nello stesso anno l'Albania firmò un trattato con la Turchia ed entrò a far parte dell'Associazione della Conferenza Islamica per contrastare le pretese territoriali che la Grecia aveva su alcune zone dell'Albania meridionale. Nella seconda metà degli anni 90 presidenti e primi ministri si avvicendarono, la nuova democrazia vacillò e rischiò di crollare, molti albanesi lasciarono il paese in cerca di lavoro. Ilir Meta, socialista, divenne primo ministro nel 1999. Egli si impegnò nella modernizzazione dell'economia, nella lotta al crimine organizzato e nella riforma del sistema giudiziario e finanziario. Quando la NATO bombardò la Iugoslavia nell'estate del 1999, circa un milione di kossovari originari dell'Albania attraversarono il confine per rifugiarsi in Albania. Dal 31 luglio 2002, Fatos Thanas Nano (PSS) è per la terza volta primo ministro del paese. Disoccupazione, bassi livelli di vita, bassa produzione, dipendenza dagli aiuti internazionali, profonda crisi energetica sono elementi che caratterizzano l'Albania di oggi. Con la firma della "Carta di partenariato dell'Adriatico", siglata dal segretario di stato americano Colin Powell a Tirana il 2 maggio 2003, si è concluso il negoziato tra Washington e le nazioni balcaniche rimaste escluse dall'allargamento della NATO, definito a Praga il 21 novembre 2002. La "Carta" accompagnerà Albania, Macedonia e Croazia verso l'ammissione a pieno titolo nell'Alleanza Atlantica. Nel Kosovo il 17 marzo 2004 sono scoppiati scontri tra le etnie albanese e serba che hanno provocato morti, feriti, edifici sacri danneggiati o distrutti, abitazioni rase al suolo, 3.600 serbi ospitati nelle basi della Kfor o nei centri di accoglienza sotto il controllo della NATO, anche la forza multinazionale incaricata di avviare il paese alla convivenza multietnica ha subito diversi attacchi. La situazione è tornata alla normalità grazie alla diplomazia serba che ha invitato i serbi del Kosovo a non rispondere con la violenza alla violenza. Nel 2006 l’Albania ha siglato l’Accordo di Stabilizzazione e Associazione (Asa) con l’Unione europea, impegnandosi in profonde riforme. La possibilità di una futura adesione all’Unione resta il faro della politica albanese.

 
Assetto politico amministrativo:

L'Albania è una repubblica parlamentare. Capo di stato è il Presidente della Repubblica eletto ogni cinque anni con i 3/5 dei voti dell'Assemblea del Popolo (Kuvendi Popullor) a scrutinio segreto. Il Presidente ha il potere di garantire il rispetto della costituzione e di tutte le leggi, opera come comandante supremo delle forze armate, esercita le funzioni dell'Assemblea del Popolo quando l'Assemblea non è in carica. Il Presidente, con la proposta del leader del partito o coalizione di partiti che detiene la maggioranza nell'Assemblea, nomina il Primo Ministro, il quale propone al Presidente i membri del Consiglio dei Ministri. L'intero Consiglio poi viene approvato dal voto dell'Assemblea Popolare. Il potere esecutivo viene esercitato dal Consiglio dei Ministri. Il presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubblica; i ministri sono anche essi nominati dal Presidente sulla base di raccomandazioni del Primo Ministro. L'Assemblea del Popolo dà l'approvazione definitiva alla composizione del Consiglio. Il Consiglio è responsabile sia della politica interna che estera, dirige e controlla l'attività dei Ministeri e di altri organi dello Stato. Il parlamento unicamerale con 140 seggi viene eletto su base maggioritaria per 100 seggi e su base proporzionale con scorporo per i rimanenti 40 seggi. Il sistema legislativo è basato sull’Assemblea del Popolo (Kuvendi Popullor), organo unicamerale composto da 140 membri (di cui 100 eletti mediante voto diretto e 40 attraverso un sistema proporzionale) che restano in carica per quattro anni. L’Assemblea elegge il presidente della Repubblica e controlla l’operato del governo attraverso l’istituto della fiducia. Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età. Il sistema giudiziario fa capo al ministro della Giustizia e prevede una Corte Suprema, il cui presidente è eletto dall’Assemblea del Popolo per un termine di quattro anni. Al ministro della Giustizia spetta il compito di verificare l’organizzazione e il funzionamento dei tribunali.

L’Albania è divisa in dodici contee (qark): Berat, Dibër, Durazzo, Elbasan, Fier, Argirocastro, Corizza, Kukës, Lezhë, Scutari, Tirana e Valona, a loro volta suddivise in 36 distretti. Città principale e capitale del paese è Tirana; altri centri importanti sono Durazzo, centro portuale e industriale, Elbasan, centro del commercio agricolo, l’antica città di Scutari e Valona, la più importante città portuale del paese.

 
Caratteristiche geografiche:

L'Albania si trova sulla costa sud-orientale dell'Adriatico, ha una superficie di 28.748 Km² e confina a SUD con la Grecia, a EST con la Macedonia e a NORD con la Iugoslavia e con la provincia del Kossovo. L'interno del paese è prevalentemente montuoso e più del 36% del territorio è coperto di boschi di latifoglie e conifere. Ha pianure lungo la fascia costiera ricche di ulivi, alberi di agrumi e vigneti. Lungo il confine con la Iugoslavia, con la Macedonia e con la Grecia ci sono alcuni grandi laghi, uno dei quali, il Lago Ohrid, è il più profondo dei Balcani. L'Albania possiede 6 foreste nazionali, 24 riserve naturali e 2000 monumenti naturali; si tratta di aree protette quasi esclusivamente sulla carta. Tutti i parchi sono minacciati dalle attività dell'uomo quali la caccia e il disboscamento e il Paese non ha i fondi necessari per organizzare una gestione dei parchi adeguata. L'inquinamento ambientale è un serio problema per il paese: quasi tutte le acque di scarico vengono riversate nei fiumi senza essere trattate e anche gli scarichi chimici industriali sono aumentati a dismisura. I fiumi principali sono il Drin 285 Km (tratto albanese, totale 335 Km), il Seman-Devoll 281 Km e il Vjosa 272 Km (tratto albanese).

L'Albania è caratterizzata da estati calde e secche e inverni freddi e umidi. Circa il 40% delle precipitazioni si ha nei mesi invernali; in inverno le montagne centrali sono molto fredde a causa dell'ingresso nel paese delle masse d'aria continentali. In città l'inverno può essere particolarmente rigido: la maggior parte delle case e stanze di albergo non sono riscaldate e l'acqua corrente può gelare nei tubi.

Lingua:      
ALBANESE TOSCO (LINGUA UFFICIALE), ALBANESE GHEGO, GRECO.
Altro:      
RELIGIONE: ISLAMICA 84%, ORTODOSSA 9%, CATTOLICA 6%, ALTRO 1%. MONETA: LEK ALBANESE.

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