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Algeria

Fasi storiche fondamentali:

L'Algeria divenne uno stato indipendente nel 1962 dopo otto anni di sanguinosa guerra contro la Francia. Leader indiscusso della lotta di liberazione fu Ben Bella. La prima Costituzione, che stabiliva una forma presidenziale di governo, fu approvata nel 1963. Ben Bella governò l’Algeria per tre anni, nazionalizzò i beni francesi e tentò un’autogestione delle risorse che si rivelò economicamente disastrosa. Egli fu deposto nel 1965 dal colpo di stato del generale Boumedienne. Sotto la sua guida il paese si avviò verso un rapido sviluppo economico, favorito dalla nazionalizzazione delle risorse minerarie e petrolifere. Il colonnello governò il paese assumendo le funzioni di presidente della Repubblica, primo ministro e ministro della Difesa. Eletto ufficialmente presidente della Repubblica nel 1976, Boumedienne promulgò una nuova Costituzione. Alla sua morte, nel 1978, fu eletto presidente il colonnello Chadli Bendjedid, che governò seguendo la linea politica del suo predecessore. Nel 1984 Bendjedid fu rieletto presidente. Nel 1988 sanguinosi moti popolari contro il governo spinsero Bendjedid a modificare l’assetto costituzionale del paese. La nuova Costituzione sanciva la separazione tra Stato e partito ponendo fine al sistema del partito unico.

Alle elezioni comunali e provinciali del 1990 il Fronte islamico di salvezza (FIS) si impose sui candidati del Fronte di Liberazione Nazionale (FNL). Nel 1992, quando fu chiaro che il FIS avrebbe avuto la maggioranza in Parlamento, un gruppo di funzionari civili e di militari costrinse Bendjedid alle dimissioni. Annullate le elezioni, fu dichiarato lo stato di emergenza, sospesa la Costituzione, sciolto il FIS e affidata l’autorità di governo a un Alto consiglio di stato, presieduto da Mohammed Boudiaff. I fondamentalisti islamici risposero compiendo numerosi atti terroristici e il governo mise in atto una dura repressione. Dopo l’assassinio di Boudiaff (giugno 1992), la presidenza dell’Alto consiglio di stato fu affidata a un collettivo di cinque persone con a capo Ali Kafi. I fondamentalisti avviarono una strategia terroristica mirante a destabilizzare la vita sociale, con attentati a mercati, scuole ed edifici pubblici, contro la popolazione civile. Nel 1994 l’Alto consiglio cessò la sua funzione di governo e nominò presidente ad interim dell’Algeria il ministro della Difesa Liamine Zeroual, con il proposito di raggiungere una conciliazione nazionale. Zeroual cercò di negoziare la pace con il Fronte islamico e con gli altri gruppi fondamentalisti, ma l’intensificarsi del terrorismo e della violenza lo costrinse ad ammettere il fallimento delle sue trattative. Intanto comparve una nuova formazione radicale, il Gruppo Islamico Armato (GIA). Nel 1995 nuove elezioni confermarono Zeroual. La dubbia trasparenza delle elezioni aggravò lo stato di guerra civile del paese. Nel 1997 le elezioni assegnarono la vittoria ai partiti vicini al regime, ma le elezioni si svolsero in un clima di sfiducia e alto fu l’astensionismo. Ripresero le trattative, ostacolate dall’ala dura del regime algerino, con alcuni gruppi fondamentalisti; l’AIS (Armata Islamica di Salvezza), il braccio armato del FIS, annunciò una tregua. Per favorire il dialogo con le opposizioni islamiste, venne promulgata una legge che faceva dell’arabo classico la lingua ufficiale algerina; il provvedimento provocò una diffusa protesta tra i berberi. In settembre, Zeroual annunciò l’anticipazione delle elezioni presidenziali. Nel 1999 Abdelaziz Bouteflika, sostenuto dall’esercito, dai partiti di governo e dall’ex sindacato unico, fu eletto presidente; le elezioni furono boicottate dalle opposizioni e disertate dagli algerini. Insediatosi alla presidenza, Bouteflika avviò delle trattative con il FIS, che condussero all’elaborazione di un progetto di legge volto a concedere un’amnistia ai membri dei gruppi islamici armati. La legge di “concordia nazionale” fu approvata dal Parlamento nel luglio 1999 e confermata a settembre da un referendum popolare. A usufruire dell’amnistia furono tutti i membri dell’AIS. Il GIA, l’altra potente formazione armata islamista, non partecipò alle trattative, né accettò le condizioni di pace, dirigendo la sua azione terroristica anche contro i membri del FIS.

Nel 2000 le formazioni armate del GIA compirono centinaia di attentati. Il governo algerino non riuscì a stabilizzare la situazione. La crisi economica aveva spinto più della metà della popolazione sotto la soglia di povertà e alla fine di aprile del 2001 tra i berberi della Cabilia esplose una violenta rivolta, innescata dall'uccisione di un giovane per mano della polizia. In seguito alla dura repressione della protesta da parte dell’esercito, la ribellione si estese in altri centri della regione e alle altre parti del paese. La marcia di un milione di persone sulla capitale Algeri si concluse con violenti scontri. Le elezioni politiche del 2002 videro il ritorno in forze del Fronte di Liberazione Nazionale, che conquistò la maggioranza assoluta dei seggi del Parlamento. Al termine dello scrutinio elettorale Alì Benflis fu confermato primo ministro e segretario generale dell’FLN. Agli inizi del 2003, Jacques Chirac compì la prima visita di un capo di stato francese in Algeria dopo l’indipendenza del paese, rappresentando una dimostrazione di sostegno da parte della Francia nel processo di normalizzazione delle relazioni internazionali perseguito da Bouteflika. Agli inizi del 2004, un nuovo conflitto si aprì all’interno del governo algerino, quando il primo ministro Benflis, intenzionato a non appoggiare la candidatura di Bouteflika nelle imminenti elezioni presidenziali, venne rimpiazzato da Ahmed Ouyahia. L’FLN ritirò i suoi rappresentanti dal governo, candidando Benflis alle presidenziali. Le elezioni si chiusero con la vittoria di Bouteflika, ma le opposizioni denunciarono irregolarità. Nel corso del 2005 si raggiunsero nuovi accordi tra il governo e la comunità berbera e con referendum fu approvata la Carta per la riconciliazione nazionale, che offriva l’amnistia ai ribelli in prigione, ai latitanti e ai combattenti ancora attivi. Bouteflika guidò l'Algeria verso una relativa pacificazione interna e il ristabilimento dei rapporti internazionali, entrambi ottenuti al prezzo di una forte censura sull'informazione e sui movimenti politici indipendenti.
Nel 2009 Bouteflika è stato riconfermato presidente con il 90% dei voti, dopo che l'anno precedente il Parlamento aveva approvato un emendamento per abolire il numero limite ai mandati presidenziali.
Alle consultazioni legislative tenutesi nel maggio 2012 il FLN ha ottenuto 220 seggi su 462, mentre l'Alleanza verde degli islamici moderati si è aggiudicata 48 seggi; il risultato elettorale, che ha indotto a sospettare pesanti brogli, sembrerebbe contraddire la perdita di consensi del partito al governo, che pure è stato fatto oggetto di aspre contestazioni popolari.
Nell'aprile 2014 il presidente Bouteflika è stato riconfermato per un quarto mandato, ottenendo l'81,5% dei consensi.

Assetto politico amministrativo:

L’Algeria è una repubblica presidenziale. La Costituzione è stata promulgata nel 1976 e più volte emendata, in particolare nel 1989, quando è stato formalmente introdotto il multipartitismo e stabilita la separazione dei poteri. Fino al 1994 sono state sospese le libertà politiche e civili e il potere è stato assunto da un Alto consiglio di stato controllato dall’esercito. Nel 1999 è stata promossa una politica di riconciliazione nazionale, sancita da un referendum sulla “concordia civile” e seguita da un’amnistia. Nel 2005 un referendum ha approvato la proposta del governo di una nuova amnistia per alcuni reati commessi durante lo scontro civile. Il potere esecutivo, in seguito alla revisione della Costituzione del 1996, è affidato al presidente della Repubblica, che viene eletto a suffragio universale e resta in carica per cinque anni; ha ampi poteri e nomina il primo ministro. Il potere legislativo è basato su un Parlamento bicamerale. L’Assemblea nazionale del popolo (al-Majlis al-Sha’abi al-Watani) è composta da 380 membri eletti a suffragio universale ogni quattro anni. Il Consiglio nazionale (al-Majlis al-Umma), chiamato anche Senato, è composto da 144 membri (di cui 48 nominati dal presidente della Repubblica) che restano in carica per sei anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età. Il sistema giudiziario è basato sul diritto francese e islamico, prevede un Consiglio costituzionale di nove membri con un singolo mandato di sei anni e diverse Corti supreme, di cui le principali sono quelle di Algeri, Orano e Costantina. La pena di morte è prevista per una serie di reati ordinari e per gli atti di terrorismo, ma il paese sta attuando una moratoria delle esecuzioni.

L’Algeria comprende 48 dipartimenti (wilaya); ogni dipartimento è amministrato da un governatore. Algeri è la capitale ed è il primo porto marittimo del paese; altri centri urbani di rilievo sono Orano, grande polo commerciale, Costantina, mercato agricolo e Annaba, centro industriale sul Mediterraneo.

 

Caratteristiche geografiche:

L'Algeria è un paese dell'Africa del nord, ha una superficie di 2.381.741 Km² e confina con: Tunisia e Libia ad EST, Niger a SUD, Mauritania e Mali a SUD-OVEST, Marocco a NORD-OVEST ed è bagnata a NORD dal Mar mediterraneo.
Il territorio dell’Algeria può essere diviso in tre regioni fisiche: i monti dell’Atlante, la zona degli altopiani e il deserto del Sahara. Quasi l'85% del territorio algerino è occupato dal Sahara, caratterizzato da paesaggi desertici che vanno dalle grandi dune di sabbia (erg) alle distese rocciose (reg). L'Atlante telliano, parallelo alla costa, precede l'Atlante sahariano, un centinaio di chilometri più a sud. Tra i due si estendono gli Altopiani. A sud dei monti dell'Atlante, il deserto di dune del Grande Erg occidentale si estende per centinaia di chilometri fino ai monti dell'Hoggar, le cui vette toccano i 3000 m. Oltre il 90% della popolazione algerina si concentra in una striscia costiera di 200 km. Dall’Atlante Telliano nasce il Cheliff (725 km), il principale fiume del paese e l’unico a regime permanente, che sfocia nel mar Mediterraneo. Gli altri fiumi, come il Soummam, Oued el-Kebir, sboccano nel Mediterraneo ma sono piuttosto brevi. Gli altopiani ospitano laghi salati, alimentati anche dai corsi d'acqua dell'Atlante Sahariano. Oltre ad alimentare i laghi salati dell'entroterra, i fiumi dell'Atlante Sahariano formano numerose oasi.

Le diverse regioni fisiche godono di climi differenti. Quello dell’Atlante Telliano è tipicamente mediterraneo, con estati calde e secche (25 °C di media) e inverni miti e piovosi (11,1 °C), in cui le precipitazioni vanno da 400 a 1.000 mm annui. Durante l’estate spira dal Sahara lo scirocco (chiamato localmente chehili), un vento caldo e asciutto. Verso sud il clima diventa via via più secco; le precipitazioni nella zona degli altipiani e in quella dell’Atlante Sahariano diminuiscono e oscillano tra i 200 e i 400 mm annui. La regione del Sahara ha clima tipicamente desertico, caratterizzato da forti venti, grande aridità, temperature elevate che raramente scendono al di sotto dei 25°C in inverno, mentre in estate arrivano a toccare i 50°C. Le notti, al contrario, posso essere anche molto fredde. Alcune regioni sahariane possono non vedere precipitazioni anche per diversi anni.

  

Lingua:   ARABO (LINGUA UFFICIALE), FRANCESE, DIALETTI BERBERI.

Altro:   RELIGIONE: MUSULMANA SUNNITA. MONETA: DINARO ALGERINO. 

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