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Bolivia

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

 

Breve storia del CISS nel Paese:

Sin dai primi anni della sua attività, negli anni 90, il CISS si è interessato ai problemi legati alla produzione di sostanze stupefacenti ed al narcotraffico, scelta intimamente legata alla realtà territoriale in cui l’associazione opera.

L’intervento del CISS su tale argomento ha compreso azioni sia nel campo dell’Educazione allo Sviluppo sia in quello della cooperazione con e nei paesi in via di sviluppo. Tra gli obiettivi, l'informazione corretta sulla realtà dei Paesi produttori, all’origine del fenomeno. Da sempre le notizie riguardanti la produzione di droga sono caratterizzate da una profonda distorsione dei fatti: un esempio significativo è l’equivalenza coca=cocaina e l’equiparazione dei coltivatori di coca a narcotrafficanti. Nello specifico boliviano, i coltivatori sono soltanto contadini su cui si riflette una situazione economica internazionale, in cui i prodotti tradizionali dell’agricoltura locale non bastano a garantire un reddito minimale alle famiglie dei coltivatori. Si è voluto creare uno spazio in cui informare della situazione dei Paesi produttori e del loro ruolo ed in cui fosse possibile la ricerca di soluzioni al problema delle sostituzioni delle coltivazioni. Le informazioni raccolte nelle attività di ricerca e le riflessioni sui dati hanno portato il CISS alla decisione di intervenire direttamente in alcune aree produttrici di quelli che sono i precursori delle sostanze stupefacenti, attraverso un progetto di appoggio ad ONG boliviane che lavorano per il miglioramento integrale delle condizioni di vita della popolazione delle zone produttrici.


Fasi storiche fondamentali:

Tra il 600 a.c. ed il 1000 d.c., nella regione che oggi corrisponde alla Bolivia, si sono sviluppate diverse civiltà e tra queste quella di Tiahuanaco-Huari. Nel 800 d.c. Tiahuanaco si espanse tanto da formare il primo regno panandino, che durò fino al 1100 d.c., quando gli Incas provenienti dal Perù colonizzarono il resto dei popoli andini, costituendo una confederazione di stati denominata Tahuantinsuyu e conosciuta come Impero Inca. Quando, all’inizio del secolo XVI, arrivarono gli spagnoli, l’Impero Inca si estendeva dal sud dell’Ecuador fino al nord del Cile e dal lago Titicaca fino al nord dell’Argentina. Nel 1545 furono scoperte le miniere di Potosì, dalle quali la Spagna estrasse immense quantità di argento. Nel 1809 acquistò slancio il primo movimento indipendentista sorto nelle colonie spagnole d’America. La Bolivia naque per mano di Simon Bolivar e Sucre a seguito della conquista d’indipendenza del Perù avvenuta nel 1824. Dopo il tentativo da parte del presidente boliviano, Andrés de Santa Cruz, di creare una confederazione con il Perù, si è innescata una successione di colpi di stato militari durati almeno 162 anni. All’epoca dell’indipendenza la superficie della Bolivia era di oltre due milioni di chilometri quadrati ma, in seguito a vari conflitti, i paesi confinanti ne ridussero il territorio fino a dimezzare la superficie originaria. La perdita più significativa avvenne durante la guerra del Pacifico contro il Cile (1879-1884) che sottrasse alla Bolivia 850 km di costa, precludendogli definitivamente l’accesso al mare. Durante i primi decenni del XX secolo gli interessi agricoli e minerari della Bolivia erano sotto il controllo dei signori dello stagno e dei ricchi proprietari terrieri, mentre i contadini erano costretti in un sistema feudale. Dopo la rivolta popolare armata da parte dei minatori nell’aprile del 1952, il Movimento Nazionalista Rivoluzionario andò per la prima volta al governo. Il presidente Victor Paz Estensorro nazionalizzò le miniere, pose fine al sistema feudale ed istituì la Corporazione Mineraria di Bolivia, organismo statale responsabile degli interessi del settore minerario. Il governo varò la riforma agraria, la ridistribuzione delle terre fra i mezzadri, la riforma del sistema scolastico e il suffragio universale. Grazie a queste riforme i minatori ed i contadini si sentirono rappresentati ed il governo del MNR durò 12 anni sotto la guida di diversi presidenti. Questo governo, indebolito da disaccordi interni, fu rovesciato da un colpo di stato militare nel 1964. Dal 1964 fino alle elezioni presidenziali del 1989 la Bolivia ha visto un susseguirsi di colpi di stato che hanno lasciato il paese in una situazione disastrosa. Nel 1993, con l’amministrazione di Gonzalo Sanchéz de Lozada (MNR), è iniziato un processo di privatizzazione che aprì le imprese di proprietà statale e gli interessi minerari agli investimenti stranieri. Negli anni successivi il governo ha dovuto fronteggiare un malcontento crescente a causa delle misure intraprese per lo sradicamento della coca, della crescente corruzione all’interno del governo e delle forze dell’ordine, dell’aumento del prezzo della benzina e dei servizi e di una grave penuria d’acqua nel dipartimento di Cochabamba. Nell’agosto del 2001, il vicepresidente Jorge Quiroga ha sostituito il presidente Hugo Banzer, dimessosi per motivi di salute. Il nuovo capo di stato ha affrontato un’ondata di proteste popolari scaturite dalla crisi economica e i cocaleros (contadini coltivatori di coca) hanno ripreso a bloccare le strade per protestare contro l’inasprimento della politica di distruzione delle coltivazioni di coca e le misure restrittive per la commercializzazione delle sue foglie. Dopo gli scontri del gennaio 2002, il parlamento ha deciso di destituire il deputato Evo Morales, leader dei cocaleros, scatenando ondate di proteste che hanno obbligato il governo a rinunciare ai provvedimenti che limitano il commercio delle foglie di coca. Nelle elezioni presidenziali del giugno 2002 l’ex-presidente Gonzalo Sanchez de Lozada (MNR) e Evo Morales (Movimento al Socialismo) hanno ottenuto le due prime posizioni, con rispettivamente il 22,45% ed il 20,94% dei voti. Dato che nessuno dei candidati aveva superato la soglia del 50%, il governo é stato formato da una coalizione di partiti e il nuovo presidente è stato eletto dal congresso, che il 4 agosto 2004 ha scelto Sanchez de Lozada. Ad ottobre il presidente Gonzalo Sanchez de Lozada si è dimesso ed è fuggito dal paese dopo una sollevazione popolare. La causa della crisi è stato il progetto, sviluppato dal consorzio Pacific LNG, di esportare gas naturale negli USA e nel Messico passando per il Cile. Il fatto che compagnie multinazionali beneficino della risorsa nazionale spiega la rivolta sociale. Il 22 gennaio 2006 Evo Morales è stato eletto presidente, il primo indio nella storia della Bolivia, proviene da una famiglia di contadini, ha lavorato tra i coltivatori di coca e ne è divenuto il principale rappresentante sindacale. Appena eletto, ha riconfermato sia l’intenzione di nazionalizzare le risorse energetiche sia di legalizzare la coltivazione della coca e contrastare il programma di eradicazione. Le riserve di gas naturale accertate sono seconde solo a quelle del Venezuela e, a giudizio di Morales, i proventi finanziari ottenuti dalla esportazione degli idrocarburi dovrebbero essere usati per avviare programmi sociali con cui alleviare la situazione di grave povertà della gran parte della popolazione. Attualmente i giacimenti di gas e petrolio boliviani sono controllati da società multinazionali.

Assetto politico amministrativo:

La Bolivia è una repubblica presidenziale. Il potere legislativo e il potere esecutivo hanno sede a La Paz, capitale del paese, mentre la Corte Suprema si trova a Sucre. Il presidente della repubblica è eletto per cinque anni a suffragio popolare diretto e non può ottenere il mandato per più periodi consecutivi. Una volta eletto, nomina un governo composto da 15 ministri e sceglie i prefetti dei 9 dipartimenti. Il potere legislativo viene esercitato da un Parlamento bicamerale, il Congresso Nazionale (Congreso Nacional), composto dalla Camera dei senatori (Camara de senadores, di 27 membri eletti per un termine di cinque anni) e dalla Camera dei deputati (Camara de diputados, di 130 membri eletti a loro volta per un termine di cinque anni). Hanno diritto al voto tutti i cittadini coniugati a partire dai 18 anni di età e tutti quelli non coniugati a partire dai 21 anni di età. Il sistema giudiziario prevede una Corte suprema, i cui giudici vengono nominati dal Parlamento. La pena di morte è oggi del tutto abolita.

 

La repubblica boliviana è divisa in 9 dipartimenti: Beni, Chuquisaca, Cochamamba, La Paz, Oruro, Pando, Potosí, Santa Cruz e Tarija, a loro volta suddivisi in 112 province e 314 Comuni (o Municipi). Il cuore della vita politica e amministrativa è La Paz, capitale effettiva del paese, alla quale si affianca Sucre, la capitale legale. Altri centri importanti sono Santa Cruz, Cochabamba, Oruro e Potosí.

 
Caratteristiche geografiche:

La Bolivia è uno stato dell'America meridionale con una superficie di 1.098.581 Km², confina con Perù e Cile ad OVEST, Argentina a SUD, Paraguay a SUD-EST, Brasile a EST e NORD. Nel paese si distinguono tre regioni naturali:

- l’altipiano, con un’altezza media di 4.000 m, ha un clima secco e freddo e vi risiede la maggior parte della popolazione. Si estende dal confine con il Perù a nord del Lago Titicaca, fino al confine con l’Argentina, spingendosi oltre i confini della Bolivia, in Perù, Cile ed Argentina. L’Altipiano ha un’altitudine che oscilla da 3500 mslm a 4000 mslm, ma le vette della Cordillera Real e delle numerose cime vulcaniche della Cordillera Occidental superano anche i 6.000 mslm. I grandi laghi della Bolivia si trovano sull’Altipiano. Il lago Titicaca è per superficie il secondo bacino lacustre del Sud America. A sud dei laghi, nelle regioni più aride e meno popolate, si trovano i resti di altri due bacini lacustri: il Salar de Uyuni ed il Salar de Coipasa. Nell’altipiano si trovano le ricchezze minerali del Paese: stagno, oro, argento, zinco, piombo, tungsteno, rame.

- gli “yungas” e le valli dei versanti orientali delle Ande hanno un clima subtropicale e sono le principali aree produttrici di caffè, cacao, canna da zucchero, soia, coca e banano del Paese. Le vallate andine, a sud ed a est dell’Altipiano, hanno un suolo fertile e fanno parte della Cordillera Central, una zona di colline e vallate intricate, bacini fertili ed un’intensa attività agricola. A nord ed a est di Cochabamba e La Paz, dove le Ande degradano verso il bacino amazzonico, si trovano gli Yungas. Sulle profonde valli coperte di nubi e di foreste svettano le pendici della Cordillera Real e della Cordillera Quimsa Cruz, che fermano le nuvole dirette all’Altipiano causando abbondanti piogge.

- il Chaco e “llanos” tropicali dell’est e del nord sono regioni di estese foreste e savane, dove si pratica l’allevamento bovino e si coltiva riso, soia, canna da zucchero e vi si trovano enormi giacimenti di idrocarburi. La regione sud-orientale della Bolivia, chiamata Chaco, é costituita da una vegetazione a steppa pianeggiante e da una boscaglia quasi impenetrabile. La regione è quasi del tutto disabitata. Le terre basse o “llanos” settentrionali ed orientali, che rappresentano il 60% del territorio della Bolivia, sono regioni caldo-umide. Le uniche interruzioni nel paesaggio verde e piatto sono i monoliti naturali e le schiere di basse colline che emergono dai Llanos de Moxos, Guarayos e Chiquitos. Questa regione è attraversata da due grandi sistemi fluviali. L’Acre, il Madre de Dios, l’Abuná, il Beni, il Mamoré, l’Ichilo, l’Ibare, il Rio Grande e il Paraguá scorrono verso nord e verso est, in direzione del Brasile e sono tributari del Rio delle Amazzoni. Nella regione sud-orientale, il Rio Paraguaì scorre invece verso sud diretto verso l’Atlantico, confluendo nel Rio de la Plata.

 

Lingua:     
SPAGNOLO, QEUCHUA, AYMARÁ (TUTTE UFFICIALI)

Altro:     
RELIGIONE: CATTOLICA 88,5%, PROTESTANTE 9%, ALTRO 2,5%. MONETA: BOLIVIANO.

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