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Brasile

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.


Breve storia del CISS nel Paese: 

In Brasile il CISS è presente fin dall’inizio delle sue attività e ha realizzato molti interventi, sia con progetti co-finanziati dall’Unione Europea sia dal MAE – Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo. Gli interventi realizzati si possono suddividere in due ambiti: quelli in ambito rurale e quelli legati alla problematica della violenza e dei bambini di strada.

Gli interventi in area rurale sono stati realizzati principalmente in due aree: quella caratterizzata dal semi-arido e quella tropicale-amazzonica.

Nel caso del semi–arido si è intervenuti con azioni formative e pilota per incrementare metodologie produttive che consentano la convivenza con la situazione ricorrente di periodi di siccità, dato che le pratiche usualmente impiegate sono devastatrici dell’ambiente e provocano un impoverimento dei suoli e delle insufficienti fonti d’acqua dell’area.

Nel caso dell’area tropicale ed amazzonica si sono sostenute azioni a sostegno della produzione per autoconsumo e la commercializzazione, si sono sviluppate esperienze comunitarie per attività nel campo della produzione agricola, di orti comunitari, piscicoltura, apicoltura, artigianato, allevamento, produzione di meccanica agricola per trazione animale. Si è lavorato sulla componente ecologica, recuperando terre degradate a causa di tecniche arcaiche di coltivazione e dello sfruttamento intensivo della foresta, al fine di garantire un miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie contadine e la preservazione ambientale degli ecosistemi in cui vivono.

Con gli interventi a carattere sociale rivolti alla problematica della violenza e dei bambini di strada, si è lavorato nella formazione di educatori di strada come agenti del lavoro di orientamento, nell'assistenza e nella formazione rivolta ai bambini/bambine di strada. Si sono realizzati programmi di aiuto alle adolescenti vittime di prostituzione infantile con l’obiettivo di accompagnare le ragazze in un percorso di formazione, organizzazione e generazione di reddito. Si è lavorato con adolescenti in situazioni di rischio o che vivevano situazioni di violenza domestica, impedendo che ricercassero nella strada l’unica alternativa di vita, finendo nella prostituzione, nella droga e/o nel turismo sessuale.

Fasi storiche fondamentali:

Il Brasile fu scoperto dal navigatore portoghese Pedro Álvares Cabral nel 1500, quando approdò a Porto Seguro, a sud dell'attuale Salvador (Bahia), denominandolo Isola di Vera Cruz. I Portoghesi trovarono un popolo privo di organizzazione militare, che poterono assoggettare facilmente. Il loro interesse era la creazione di una base per il commercio con le Indie. In base al Trattato di Tordesillas, 7 giugno 1494, precisato dal successivo di Saragozza, 1529, il nuovo territorio fu incluso nella zona di espansione territoriale del Portogallo. Nel 1533 re Giovanni III adottò la prima struttura politica ed amministrativa basata sulle Capitanias: concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile, al quale venivano assegnati pieni poteri sulla terra con l'obbligo di pagare un tributo al sovrano. Il sistema aveva il difetto di creare comunità separate prive di interessi comuni, che nuoceva al commercio e alla difesa del paese dagli interessi stranieri. Nel 1580 il Brasile, insieme con il Portogallo, finì sotto il dominio spagnolo fino al 1640, anno in cui le Corone di Spagna e Portogallo si divisero nuovamente e il Brasile tornò sotto il dominio portoghese. L’espandersi della colonizzazione del paese verso sud fu preceduto dalla penetrazione di vaste aree dell’interno a opera di missionari gesuiti operanti nella valle dell’Amazzonia sin dagli inizi del XVI secolo. Nel 1807, quando Napoleone si accinse a conquistare il Portogallo, i regnanti si rifugiarono in Brasile. Il reggente Giovanni aprì i porti al traffico con l'estero, facendo rifiorire il Brasile. Caduto Napoleone, Giovanni tornò in Portogallo, lasciando la reggenza del Brasile al figlio Don Pedro, cui venne imposto di ripristinare gli ordinamenti della vecchia colonia. Il giovane principe si oppose e nel settembre 1822 proclamò l’indipendenza del Brasile. Fece redigere una Costituzione in base alla quale l'imperatore aveva il potere di opporsi a qualsiasi legge votata dall'organico legislativo, di sciogliere le camere del parlamento in qualsiasi momento. I brasiliani si rivoltarono il 7 aprile 1831 e costrinsero Pedro I ad abdicare in favore del figlio Don Pedro de Alcantara (Pedro II), che allora aveva 5 anni. Don Pedro impose una politica di grande espansione economica favorevole all'aristocrazia terriera che, dopo il 1860, intraprese su larga scala la coltivazione del caffè. Curò molto la politica estera, cercando l'amicizia dei paesi stranieri. Il contrasto tra il Nord retrogrado e il Sud liberale e attivo determinò però forti problemi politici. Nel Sud nacquero circoli politici liberali, che miravano ad ottenere nuove strutture statali, di cui Pedro II non comprese l'importanza, finché nel 1871 la situazione precipitò. Nel novembre 1889 il capo dell'esercito impose all'imperatore di ritirarsi e, poiché egli non oppose resistenza, il Brasile si trasformò pacificamente in una Repubblica. Con la nuova costituzione repubblicana fu creato uno stato laico e federale. Dal 1894, con l'elezione del presidente Barros, al 1930, dodici presidenti si succedettero, mentre il paese raggiungeva prosperità economica grazie all'esportazione del caffè e all'arrivo di numerosi immigrati europei. Nel 1930 Gertulio Vargas è a capo di una rivoluzione che lo colloca al potere sino al 1945, instaurando una dittatura di ispirazione fascista. Dopo la caduta di Vargas e la promulgazione di una Costituzione, nel 1946, il Paese vive una fase democratica, ma il golpe militare del 1964 reinstaura una dittatura al cui comando si succedono cinque generali. Il ritorno alla democrazia avvenne dopo un massiccio movimento popolare nel 1984. Nel 1985 Tancredos Neves vinse le elezioni, ma non arrivò mai ad assumere la carica di Presidente, morendo poco prima della cerimonia di inserimento. Josè Sarney ne prenderà il posto. Questo governo cercò di fronteggiare la grave situazione socio-economica, deliberando il Piano per la Riforma Agraria, ottobre 1985. Questa doveva portare alla distribuzione di 43 milioni di ettari di terreno appartenenti allo Stato al fine di creare un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri. La riforma incontrò l'opposizione dei latifondisti. Nel 1988 venne promulgata la Costituzione, che istituì una Republica Presidenziale, confermata con il plebiscito del 21 aprile 1993. Durante il Governo di Itamar Franco, nel 1993, il Ministro dell’Economia Fernando Henrique Cardoso introdusse il Piano Reale, un programma di stabilizzazione economica per combattere l'inflazione cronica del Paese. Il "Plan Real" portò nel 1995 alla creazione di una nuova moneta, il Real. Con il successo del Piano Reale, nel 1994 Fernando Herique Cardoso venne eletto presidente, incarico riconfermato alle elezioni del 1998. Questo secondo mandato cominciò con una maxi svalutazione del Real nel gennaio 1999, ma forti politiche crearono le condizioni per un recupero economico nel 1999-2000. Nel 2002, dopo otto anni di governo considerato neo liberale, venne eletto Presidente della Repubblica l’ex metalmeccanico Luiz Inàcio da Silva, appartenente al partito di sinistra, il Partito dei Lavoratori. Ad assumere il governo nel 2003 è il Presidente Lula. Il neo presidente incontra un Paese immerso in una grave crisi economica che si manifesta nel deterioramento dei principali indicatori socio-economici. Il Real soffre una svalutazione di circa il 50%, il debito pubblico arriva al 63% del PIB. La Presidenza Lula prosegue la politica di austerità dei governi precedenti, ma lancia una serie di programmi sociali nelle zone più sfavorite del paese. Gli indicatori macroeconomici sono migliorati e c'è stata una regressione dei tassi ufficiali di disoccupazione. Tuttavia una serie di scandali per corruzione hanno messo in difficoltà la credibilità della coalizione che sostiele il presidente. Questo non ha però creato ostacoli alla sua riconferma alle elezioni politiche di ottobre 2006. La nuova nomina di Lula durerà fino al 2010.

 

Assetto politico amministrativo:

Il Brasile è una Repubblica Federale di tipo presidenziale. É composto da 26 stati e da un distretto federale, in cui è situata la capitale Brasília, sede del Governo e del potere esecutivo, legislativo e giudiziario. Ogni Stato, dotato di un Governatore che detiene il potere esecutivo e di un’Assemblea cui spetta il potere legislativo, è diviso in Comuni e questi in Distretti. In totale il Brasile possiede 9.274 Distretti distribuiti in 5507 Comuni. Il Presidente della Repubblica è capo del Governo, detiene il potere esecutivo e può essere rieletto una volta. Il potere legislativo è detenuto dal Congresso Nazionale che è formato dal Senato e dalla Camera dei Deputati Federali.  Il Senato federale (Senado Federal) riunisce 81 membri eletti con sistema maggioritario per otto anni; la Camera dei deputati (Câmara dos deputados) ha 513 membri eletti attraverso un sistema proporzionale per un termine di quattro anni. Il diritto di voto è obbligatorio tra i 18 e i 70 anni, mentre è facoltativo tra i 16 e i 18 anni e oltre i 70 anni. Il sistema giudiziario prevede una Corte suprema federale composta da 11 giudici nominati a vita dal presidente e confermati dal Senato.

 

Gli stati Brasiliani sono raggruppati in cinque regioni politico-amministrative:

  • la regione Nord occupa il 45% dell’area territoriale ed è composta da sette Stati: Acre, Amapà, Amazonia, Parà, Rondônia, Roraima e Tocantins.
  • la regione Nord-Est occupa il 18% dell’area territoriale ed è divisa in nove Stati: Alagoas, Bahia, Cearà, Maranhão, Paraìba, Pernambuco, Piauì, Rio Grande do Norte e Sergipe.
  • la regione Centro-Ovest occupa il 19% del territorio ed è composta da tre Stati: Goias, Mato Grosso e Mato Grosso do Sul.
  • la regione Sud-Est occupa l’11% dell’area ed è composta da quattro stati: Espirito Santo, Minas Gerais, Rio de Janeiro e São Paulo.
  • la regione Sud occupa il 7% del territorio ed è divisa in tre stati: Paraná, Rio Grande do Sul e Santa Catarina.


Caratteristiche geografiche:

Il Brasile è il più grande paese dell'America Latina. Con una superficie di 8.547.403,5 km² copre quasi la metà del continente sudamericano. Il Brasile confina con dieci paesi: la Guyana Francese, il Suriname, la Guyana, il Venezuela e la Colombia a NORD, l'Uruguay e l'Argentina a SUD, il Paraguay, la Bolivia e il Perù ad OVEST. L'Oceano Atlantico bagna tutta la parte orientale del Paese, dando origine ad una fascia costiera di 7.367 Km.

Il panorama del Brasile è dominato da due importanti fenomeni geografici, il Rio delle Amazzoni, con un bacino di 4 milioni di Km e le Alte Terre, un altopiano che s'innalza dal grande fiume verso sud. Questo massiccio altopiano centrale è in gran parte costituito da tavolieri che sono posti tra i 300 e i 500 m sul livello del mare, interrotti da numerose catene montuose e da profonde valli. L'altopiano presenta pareti molto ripide sul versante orientale, ove s'innalzano cime che superano i 2.500 m di altitudine, per poi terminare in una stretta pianura lungo la costa atlantica. Un'alta catena montuosa, che si estende dal sud al nord-est del Paese, fa da spartiacque tra l'Oceano Atlantico e l'interno. Il monte Neblina, che con i suoi 3.014 m è la vetta più alta del Brasile, si trova a nord, vicino al confine col Venezuela.

Lingua:  

PORTOGHESE (LINGUA UFFICIALE), INGLESE, TEDESCO, ITALIANO, LINGUE INDIOS.

Altro:

RELIGIONE: CATTOLICA 74%, PROTESTANTE 15,5%, NON RELIGIOSI/ATEI 7,5%. MONETA: REAL BRASILIANO

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