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El Salvador

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

Breve storia del CISS nel Paese:

Il CISS è presente con progetti in El Salvador, il più piccolo Paese dell’America Centrale, dal 1991. La scelta di intervenire in El Salvador, che negli anni 80 è arrivato alle prime pagine dei giornali per una lunga e sanguinosa guerra civile, è stata dettata dalla volontà di affermare la centralità della società civile, di verificare e sviluppare la capacità della cooperazione internazionale di contribuire alla trasformazione della società, senza limitarsi a risposte di tipo emergenziale. I primi interventi si sono svolti in un’area di conflitto, la Zona costiera della Regione di Usulután, in appoggio allo sviluppo integrale delle donne. I progetti hanno accompagnato il passaggio dalla guerra al dopoguerra, a seguito degli Accordi di Pace, firmati alla fine del 1991.

 
Fasi storiche fondamentali:

I maya abitarono le regioni occidentali del Salvador molti secoli prima dell'arrivo delle conquiste spagnole che presero il via nel 1525 con Pedro de Alvarado. Nel paese vennero avviate piantagioni di cotone, balsami e indigofere. Nel 1811 padre José Matías Delgado capeggiò una rivolta contro i dominatori spagnoli che fu repressa velocemente. L'anno seguente, l'invasione della Spagna da parte di Napoleone incoraggiò le spinte riformiste ed El Salvador ottenne l'indipendenza il 1 gennaio 1841. Il governo del paese rimase nelle mani dell'aristocrazia fondiaria e, dal 1865 al 1931, fu retto dai conservatori. Seguì, fino al 1944, la dittatura del generale Maximiliano Hernández Martínez. Nel ventennio seguente si susseguirono governi militari, che salvaguardarono il dominio economico delle "14 famiglie", proprietarie di grandi piantagioni e detentrici del monopolio del commercio del caffè. Nel 1962 fu emanata una nuova Costituzione e venne eletto alla presidenza il colonnello Julio Adalberto Rivera, candidato del Partito di conciliazione nazionale, sostituito nel 1967 da Fidel Sánchez Hernández. L'acuirsi delle tensioni con l'Honduras nel 1969 causò una breve guerra tra i due paesi. Nel 1972 venne nominato presidente il colonnello Arturo Armando Molina, in un clima di forte contestazione politica. Il generale Carlos Humberto Romero, eletto nel 1977, venne destituito dalla carica nell'ottobre 1979, in seguito a un colpo di stato organizzato da un gruppo di ufficiali. In questo periodo cominciarono ad agire formazioni quali il Fronte Farabundo Martí di liberazione nazionale, che negli anni seguenti intensificò la guerriglia. Nel 1980 José Napoleón Duarte, alla guida del Partito democratico cristiano, assunse la presidenza del paese, sostenuto dagli Stati Uniti.  Nelle elezioni del 1982 il partito di Duarte venne sconfitto e una coalizione di destra si impadronì del potere. Alle elezioni presidenziali del maggio 1984 Duarte fu nuovamente eletto alla presidenza e nel marzo successivo il Partito cristiano democratico ottenne la maggioranza nelle elezioni legislative. I tentativi di raggiungere un accordo con la guerriglia fallirono, aumentando l'insoddisfazione nei confronti della politica condotta da Duarte. Nelle consultazioni del 1989 la formazione di destra dell'Alleanza repubblicana nazionalista (ARENA) conquistò la maggioranza all'Assemblea nazionale e il principale esponente Alfredo Cristiani fu proclamato presidente alle elezioni dell'ottobre 1989. Nel 1990, con la mediazione delle Nazioni Unite, furono avviati negoziati tra il governo e il Fronte Farabundo Martí, proseguiti nel 1991, nel tentativo di definire un piano di pace. La firma degli accordi nel gennaio 1992, entrati ufficialmente in vigore il 1 febbraio 1993, mise fine alla guerra civile. Nelle nuove elezioni, svoltesi nel 1994 sotto la sorveglianza delle Nazioni Unite, si impose il candidato di destra Armando Calderón Sol (ARENA). Alle elezioni del 1997 l'ARENA, pur confermandosi primo partito, ottenne 28 seggi e fu costretto a un governo di coalizione con la Democrazia Cristiana. Nel 1998 il passaggio dell'uragano Mitch causò seri danni al paese. Nel 1999 l'Arena vinse per la terza volta le elezioni presidenziali con il suo candidato Francisco Flores. Sul fronte socio-economico gli anni 90 hanno visto il paese adottare una serie di riforme di taglio liberista, in linea con i dettami del Fondo monetario internazionale, intensificando i rapporti economici con gli Stati Uniti da un lato e con Guatemala e Honduras dall’altro. L’introduzione della dollarizzazione nel 2001, lo sviluppo di una rete capillare di maquilas (imprese, generalmente in subappalto per conto di grandi marchi internazionali, a basso impatto tecnologico e sindacalizzazione, generalmente nel settore tessile), l’effetto delle rimesse degli emigranti salvadoregni negli Usa e in Europa, hanno contribuito a cambiare la struttura economica nazionale, aumentando il peso dei settori finanziari rispetto a quelli tradizionali della produzione rurale. Questo ha spinto molti investitori a spostare i propri capitali sul settore finanziario, avviando un processo di fuga di capitali parzialmente inedito per il paese, erodendo il potere d’acquisto della fragile classe media e offrendo scarse possibilità di redistribuzione e di reinserimento delle fasce marginali. Nonostante un discreto andamento degli indici macroeconomici, gravi problemi sono rimasti connessi alla fragilità del Welfare State, dall’alto tasso di disoccupazione e all’incremento della violenza e della criminalità organizzata. Nel 2001 El Salvador ha dovuto affrontare gli effetti devastanti di un nuovo terremoto costato la vita a circa 1.800 persone. Tra il 2002 e il 2004 il governo è rimasto nelle mani di Arena. In politica estera nell’ultimo quinquennio il paese ha mantenuto una linea filostatunitense ed è stato sostenitore del progetto Cafta, per la creazione di un’area di libero scambio centroamericana, approvato nel 2003; questo è stato criticato dalle opposizioni come possibile fonte di ulteriore aumento della polarizzazione socio-economica. Glli sforzi del presidente Saca per avviare il paese alla liberalizzazione sono contrastati da un'opposizione sempre più radicale, senza dimenticare i gravi problemi interni, come la povertà e la richiesta di terra da parte dei campesinos.

 
Assetto politico amministrativo:

El Salvador è una Repubblica presidenziale. I partiti politici sono: Alleanza Repubblicana; Fronte di Liberazione Nazionale Farabundo Marti (comprende 5 fazioni: Forze di Liberazione Nazionale, Forze Armate di Resistenza Nazionale, Espressione popolare di Rinnovamento, Partito Comunista Salvadoregno, Partito Rivoluzionario dei Lavoratori dell'America Centrale); Partito Cristiano-democratico, Partito di Conciliazione Nazionale; Convergenza Democratica, (coalizione tra il partito Socialdemocratico, l'Unione Nazionalista Democratica e il Movimento Cristiano Social-popolare); Movimento Cristiano Autentico. Diritto di voto: Suffragio universale.

La capitale del paese è San Salvadòr.

 
Caratteristiche geografiche:

El Salvador è un paese molto piccolo, con una superficie di 21.046 Km², situato sulla costa del Pacifico dell'America centrale. Il paese confina con il Guatemala a OVEST, l'Honduras a NORD e a EST ed è bagnato dall'Oceano Pacifico a SUD. Il paesaggio è ricco di vegetazione e circondato da rilievi, ci sono più di 25 vulcani non più in attività: i più grandi sono San Salvador, San Vicente, Santa Ana e San Miguel. I boschi occupano il 6% del territorio, il restante è occupato dalle coltivazioni; nelle zone montuose vi sono soprattutto piantagioni di caffè, nei bassopiani lo zucchero e nelle pianure costiere il cotone. Il monte principale è il Monte Cristo (2418 m). Il paese è attraversato dal Rio Lempa (320 Km). Il lago più importante è il Lago di Ilopango (104 Km²). El Salvador è l'unico paese dell'America Latina a non avere una legislazione sulla tutela dell'ambiente. Sebbene lo sviluppo industriale e la costruzione di strutture turistiche costituiscano due delle peggiori minacce all'ambiente, il problema più evidente è dato dai rifiuti urbani.

Il clima presenta due stagioni principali: la stagione secca e la stagione delle piogge. Durante la stagione delle piogge, da maggio a ottobre, piove di solito tutte le sere. Tra novembre e aprile il clima è secco e il paese si copre di polvere. Le pianure costiere registrano temperature molto più elevate del resto del paese. La capitale San Salvador, situata 680 m sopra il livello del mare, gode di un clima più temperato, tuttavia il tasso di umidità  è molto alto.

 
Lingua:      
SPAGNOLO (LINGUA UFFICIALE), DIALETTI INDIOS.
Altro:      
RELIGIONE: CATTOLICA 90%, MONETA: COLÓN EL SALVADOR.

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