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Etiopia

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud  
Responsabile Enrico Castelli 
Contatti  etiopia@cissong.org 

Breve storia del CISS nel Paese:

Nel 1998 il CISS ha avuto la possibilità di visionare le bozze di uno studio relativo ad una popolazione cuscitica residente nell’area della Rift Valley africana: i Konso, popolazione etiope vivente in un territorio compreso fra i fiumi Omo e Sagan, ai confini con il Kenya. Sulla base delle esperienze acquisite nel corso degli anni e in considerazione dell'originalità e dell’unitarietà culturale di tale popolazione, il CISS ha realizzato alcune missioni in loco nel corso del 2002 al fine di valutare la possibilità di utilizzare la valorizzazione del patrimonio culturale konso come occasione di autosviluppo della comunità locale. Nel corso di tali missioni sono stati raccolti tutti i dati necessari alla redazione del progetto, delineato a partire dalle esigenze espresse dalle comunità locali, rilevate in loco. Queste ruotano attorno all’accesso all’educazione di base, alla possibilità di approvvigionamento idrico, ad un miglioramento delle condizioni sanitarie ed economiche, come testimoniato dai precedenti ed attivi progetti di sviluppo realizzati nell’area da FarmAfrica insieme alla Konso Development Association.

 
Fasi storiche fondamentali:

Dopo la caduta dell’Imperatore Haile Selassie II, nel 1975 venne proclamata la Repubblica Etiopica. A metà del 1977 la giunta militare che esercitava il potere riuscì a respingere, con l'aiuto militare di URSS e Cuba, l'invasione della Somalia intervenuta in appoggio ai secessionisti dell'Ogaden; essa non riuscì, invece, ad arrestare il movimento indipendentista eritreo, che estese il fronte militare. Nel frattempo, il colonnello Menghistu Haile Mariam emergeva come principale figura politica del paese. Nel 1984 fu eletto segretario generale del Partito etiopico del lavoro, che divenne il partito unico; nel 1987, in base a una nuova Costituzione, fu proclamata la Repubblica democratica popolare d'Etiopia, di cui lo stesso Menghistu divenne presidente. Ma il disimpegno dell'URSS, la profonda crisi economica, il diffondersi del malcontento e il rafforzarsi del movimento di indipendenza eritreo provocarono il collasso del regime di Menghistu: nel 1990 due movimenti ribelli alleati, il Fronte rivoluzionario democratico del popolo etiopico ed il Fronte popolare di liberazione dell'Eritrea riuscirono a conquistare le province settentrionali costringendo alla fuga Menghistu, maggio 1991. Il nuovo governo dovette affrontare il compito di ricostruire la nazione: fu promulgata una nuova Costituzione, che trasformò il paese in una repubblica democratica federale e nel 1995 nuove elezioni parlamentari viderola nomina di Meles Zenawi alla carica di premier. Nel 1996 alcuni settori dell'opposizione realizzarono numerosi attentati nella capitale e due movimenti indipendentisti ripresero le attività armate contro il nuovo regime. Nel 1997 il rapporto tra Etiopia ed Eritrea si deteriorò nuovamente. All’indomani della vittoria su Menghistu e dell’indipendenza dell’Eritrea, i governi dei due paesi stabilirono un accordo di libero scambio che prevedeva l’uso della moneta etiopica nell’interscambio commerciale ed il libero accesso dell’Etiopia ai porti eritrei. Nel novembre dello stesso anno l’Eritrea rinunciò all’uso del birr e adottò una propria moneta, il nakfa; questa decisione, seguita da quella etiope di utilizzare porti diversi da quelli eritrei, creò un clima aspro tra due paesi. Nel 1998 riemerse la contesa su una piccola porzione di territorio arido e una scaramuccia avvenuta tra guardie frontaliere si trasformò presto in un drammatico scontro militare che ha causato migliaia di vittime e centinaia di migliaia di profughi. Agli inizi del 1999, dopo ripetuti tentativi di conciliazione condotti soprattutto dall’Organizzazione per l’unità africana, gli scontri tra gli eserciti dei due paesi ripresero con violenza. Ad ottobre 2000 i due paesi tornarono al tavolo delle trattative e a dicembre delle stesso anno firmarono un trattato di pace. Una tregua è in vigore, ma i due paesi non si sono ancora accordati per la delimitazione dei confini. L’Etiopia ha recentemente rifiutato l’arbitrato di una commissione indipendente che assegnava alcuni territori contesi all’Eritrea. Il confine tra i due paesi è monitorato dalla missione Onu dell’United Nations Mission in Ethiopia and Eritrea. Per far fronte alla grave crisi alimentare che ha colpito l'Etiopia tra il 2002 e il 2003, la Banca Mondiale, Canada, Unione Europea e la Banca per lo sviluppo Africano hanno stanziato nel 2004 un piano triennale di aiuti pari a un miliardo di dollari. Nel maggio 2004 l'esercito di Addis-Abeba ha svolto operazioni militari nella regione di Gambella, nella quale da quattro anni vi sono scontri fra gli anuak, originari della zona, e tribù provenienti da altre parti del paese. Nel 2005 si avvia verso una soluzione la vicenda della “stele di Axum”, trafugata dall’Italia nel 1937; una prima sezione dell’obelisco, smontato nel 2003, viene restituita all’Etiopia, in base a un accordo raggiunto tra i due paesi. Le elezioni legislative del maggio 2005 sono accompagnate da accuse di frode e violente proteste, in cui trovano la morte decine di persone. I risultati delle elezioni, diffusi parzialmente solo in agosto e favorevoli al partito di governo, danno vita a nuove proteste, violentemente represse dalle forze di polizia.

 
Assetto politico amministrativo:

L'Etiopia è una Repubblica federale organizzata su base etnica. I partiti sono organizzati su base etnica: quelli numericamente più consistenti sono legati alle etnie oromo, amhara e tigrina. Il potere esecutivo è affidato ad un Consiglio dei ministri che fa capo al primo ministro ed al presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento con un mandato di sei anni, con funzioni rappresentative. Il sistema legislativo poggia sull’Assemblea parlamentare federale, composta da due camere: il Consiglio federale (o Camera alta) riunisce 117 membri eletti dalle 9 assemblee regionali per un termine di cinque anni; il Consiglio dei rappresentanti del popolo (o Camera bassa) è composto da 547 membri eletti a suffragio universale per cinque anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età. Il sistema giudiziario prevede una Corte suprema federale, il cui presidente è nominato dal Consiglio dei rappresentanti del popolo su segnalazione del primo ministro. Nel paese è in vigore la pena di morte.

La capitale del paese è Addis Abeba.


Caratteristiche geografiche:

L’Etiopia, stato dell’Africa orientale, ha una superficie di 1.133.380 kmq. Il paese, privo di sbocco al mare, confina a NORD-EST con l’Eritrea e il Gibuti, a EST e a SUD-EST con la Somalia, a SUD-OVEST con il Kenya, a OVEST e NORD-OVEST con il Sudan. Il cuore del paese è costituito da un elevato altopiano che occupa quasi la metà del territorio e presenta un'altitudine media di quasi 2000 m, con vette che, in alcuni casi, superano i 4500 m (Ras Dascian, 4.620 m). Attraversato dalla Rift Valley, nella sua parte settentrionale è inciso dalle gole di numerosi fiumi e ospita il lago Tana, da dove nasce il Nilo Azzurro. Nell'estremità nordorientale l’altipiano termina in una scarpata che domina la depressione della Dancalia; i versanti occidentali digradano più dolcemente verso il deserto del Sudan, mentre a sud esso segue il corso del fiume Omo e scende verso il lago Turkana, la maggior parte del quale si estende nel confinante Kenya. Tra i principali problemi che affliggono l’Etiopia, la pressione demografica sul territorio è tra i più gravi. La deforestazione, l'eccessivo sfruttamento dei pascoli e la mancanza di un programma di gestione del territorio hanno accelerato il tasso di erosione del suolo. L’89% della forza lavoro etiope è occupata nell'agricoltura. Molti agricoltori coltivano aree in pendenza o collinari, provocando il dilavamento del terreno di superficie durante le violente inondazioni. La deforestazione e la desertificazione sono aggravate dall'impiego diffuso di combustibili tradizionali.

Il clima del paese varia in base all'altitudine. Nella fascia tropicale, situata al di sotto dei 1830 m, si registrano temperature medie annue di circa 27° C e la piovosità è scarsa. Nella fascia subtropicale, che include gran parte dell'altopiano e ha un’elevazione compresa tra i 1830 e i 2440 m, si registra una temperatura media di circa 22° C. Oltre i 2440 m si situa una fascia temperata con medie che si aggirano intorno ai 16 °C. Le precipitazioni si verificano con maggiore frequenza tra giugno e settembre; altri mesi relativamente piovosi sono febbraio e marzo.

 
Lingua:      
AMHARICO (LINGUA UFFICIALE), TIGRÉ, GALLA, INGLESE.
Altro:      
RELIGIONE: CRISTIANA ORTODOSSA 40%, MUSULMANA 40%. MONETA: BIRR ETIOPE.

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