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Giordania

Breve storia del CISS nel Paese:

La Giordania, un paese povero di risorse soprattutto per quanto riguarda gli approvvigionamenti idrici, lamenta l’esaurimento delle proprie risorse naturali ed il livello di saturazione a cui sono giunte le sue infrastrutture, il settore sanitario e quello dell’istruzione.
Durante i mesi di giugno e luglio 2007 il Fafo Institute for Applied International Studies, che ha sede a Oslo, ha condotto un rilevamento statistico del numero di iracheni residenti in Giordania, al fine di stabilire le proporzioni reali del problema dei rifugiati e di contribuire a definire le politiche economiche, sociali e di sicurezza. Al momento, però, la maggior parte dei profughi iracheni in Giordania vive in uno stato di clandestinità, o di semi-legalità con l’autorizzazione a permanenze temporanee, trasferendosi da un luogo all’altro.
Il paese sta riscontrando difficoltà sempre maggiori nel tentativo di gestire un così ampio numero di profughi a cui non è in grado di garantire neppure i servizi fondamentali.
Il progetto "Servizio di salute integrato per le comunità di rifugiati iracheni", iniziato a luglio 2008, si propone di intervenire in supporto dei profughi iracheni in Giordania offrendo loro un servizio integrato di assistenza sanitaria nella località di Fuheis del paese giordano, con una specifica attenzione a favore della popolazione femminile.

Breve storia del CISS nel Paese:

Indipendente dalla Gran Bretagna nel 1946, la Transgiordania cambia nome in Giordania dopo l'annessione della Cisgiordania in seguito alla prima guerra arabo-israeliana del 1948-'49, dopo la quale circa 750 mila profughi palestinesi si riversano nel paese. La pressione demografica di questa massa di rifugiati e la presenza politica dell'Olp di Arafat (insediatosi in Giordania, da dove organizza la lotta armata contro Israele) causano il progressivo deterioramento dei rapporti tra la comunità palestinese e la monarchia hashemita sostenuta dagli Stati Uniti. Nel settembre 1970, il re Hussein impiega l'esercito contro l'Olp provocando una strage di palestinesi e cacciando l'organizzazione dal paese.

I rapporti tra re Hussein e l'Olp migliorano solo dopo la "guerra del Kippur" del 1973-'74, e soprattutto nel corso degli anni '80, con l'incontro di riconciliazione tra Arafat e il sovrano giordano nel 1985 e con la rinuncia ufficiale di Amman, nel 1988, ad ogni prestesa sulla Cisgiordania, di cui Hussein affida la responsabilità all'Olp.

I rapporti con gli Stati Uniti rimangono buoni, diventando ottimi dopo la guerra contro l'Iraq del 1991, sostenuta da Amman nonostante i sentimenti filo-iracheni dei palestinesi giordani e nonostante i pesanti costi economici derivanti dalla rottura dei commerci con Baghdad. Sempre nel 1991 re Hussein avvia un procersso di democratizzazione, introducendo il multipartitismo e concedendo i diritti poltici alle donne. Nel 1994 il sovrano hashemita firma un accordo di pace che mette ufficialmente fine a 46 anni di guerra.

Nel 1999 re Hussein muore, lasciando il potere al figlio Abdallah, il quale accelera la liberizzazione economica del paese secondo le direttive del Fondo monetario internazionale (Fmi), con l'effetto di aumentare il tasso di povertà e disoccupazione e di dare quindi fiato all'opposizione islmaica radicale che fa leva sul malcontento popolare. Tale opposizione si rafforza ulteriormente dopo lo scoppio della "seconda intifada" nei Territori occupati (settembre 2000) sfruttando la rabbia dei palestinesi di Giordania verso la repressione militare di Israele. Questa situazione ha indotto il giovane sovrano ad interrompere nel 2001 l'attività parlamentare, rimandando le elezioni previste per la fine di quell'anno, e ad avviare una dura repressione nei confronti dei movimenti islamici più radicali.

Durante la guerra in Iraq, nel 2003, la Giordania si dichiara contraria all’invasione ma offre alle forze armate Usa appoggio logistico limitato.
Il 17 giugno 2003 si tengono le elezioni legislative. Il 15% dei seggi viene assegnato al Fronte di azione Islamico. La politica messa in atto da allora dal re Abdallah è stata incentrata su stabilità interna e sviluppo.

Assetto politico amministrativo:

La Giordania è una monarchia costituzionale sulla base della Costituzione promulgata l'8 gennaio 1952. I sovrani della Giordania dal 1946 ad oggi sono:

- Abd Allāh I (1946 - 20 luglio 1951)
- alāl (20 luglio 1951 - 11 agosto 1952)
- Husayn (11 agosto 1952 - 7 febbraio 1999)
- Abd Allāh II (7 febbraio 1999 - )
L'attuale Primo Ministro nominato il 25 novembre 2007 è Nader al-Dahabi.

La Giordania è suddivisa in 12 governatorati, con a capo un governatore nominato dal re:

- Ajlūn
- al-‘Aqaba
- al-Balqā'
- al-Karak
- al-Mafraq
- Amman (la capitale)
- al-Tafila
- al-Zarqa
- Irbid
- Jarash
- Ma'an
- Madaba

Caratteristiche geografiche:

La Giordania confina a nord con la Siria, a nord-est con l'Iraq, a est e a sud con l'Arabia Saudita e a ovest con Israele.

La Giordania è però in gran parte costituita da deserti e ampi altopiani. L'unico fiume di rilievo è il Giordano che sfocia nel Mar Morto. Si può dividere in tre zone principali: la Valle del Giordano, l'altopiano della Transgiordania e il deserto. L'altopiano della Transgiordania corrisponde alla zona dove sono situati i principali centri urbani, Amman, Zarqua, Irbid, e Karak, ed è il luogo di maggior interesse turistico vista la presenza dei più importanti siti archeologici come Jerash, Karak, Madaba e Petra, una delle sette meraviglie. La regione desertica occupa circa i due terzi del Paese, in questa zona, si trova la cima più alta della Giordania, il Jebel Rum alto 1754 m.

Il clima varia considerevolmente da una parte all'altra del paese.
La Valle del Giordano in estate può essere molto calda (intorno ai 40°C), mentre ad Amman e a Petra in inverno ogni tanto nevica. La zona dell'altopiano in genere è calda e secca, con temperature che variano da un minimo di 20°C a un massimo di 30°C, mentre nel deserto si soffrono notevoli sbalzi di temperatura: caldo secco frammezzato da venti freddi provenienti dall'Asia centrale.

Lingua: 

ARABO (ufficiale), INGLESE

Altro:

RELIGIONE: Musulmana sunnita 92%, Cristiana 8%

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