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Haiti

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

Breve storia del CISS nel Paese:

Mel 2013, grazie a un finanziamento della Regione Puglia, CISS ha avviato nel Comune di Ouanaminthe (Nord Est di HAITI) il progetto 'Per un paese senza colera: accompagnare gli abitanti delle aree più vulnerabili nella lotta contro l'epidemia' in collaborazione con il partner locale Solidarite Fwontalye.
Obiettivo dell’intervento, della durata di nove mesi, è stato migliorare le condizioni di salute della popolazione, attraverso la costruzione di latrine, il rifornimento di filtri per la potabilizzazione dell’acqua, l'acquisto e distribuzione di kit igienici e momenti di formazione sull’educazione igienica.
Nel febbraio 2015 è iniziato un secondo intervento, nello stesso comune di Ouanaminthe, finanziato dall'Unione Europea e con l'obiettivo di migliorare la situazione nei settori dell’acqua, dello smaltimento dei rifiuti e dell’igiene, di prevenire nuove epidemie di colera, attraverso il rafforzamento delle Organizzazioni Comunitarie di Base (OCB) nelle loro capacità di incidenza e collaborazione con le istituzioni, e di indicare delle alternative possibili per la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti.

Fasi storiche fondamentali:

Nella prima metà del 17° secolo bucanieri francesi si insediarono nella parte occidentale dell'isola Hispaniola, allora appartenente alla Spagna, dando così origine alla colonia di Saint Domingue, nota anche con il nome indigeno di Haiti. Nel 18° secolo la colonia conobbe una forte crescita economica e demografica. La rivoluzione nella madrepatria aprì la strada all’insurrezione generale degli schiavi (1791). Il capo degli insorti, F.D. Toussaint Louverture, occupata la colonia spagnola di Santo Domingo (1801), fu proclamato governatore a vita di tutta l’isola e riconfermò la sovranità di Parigi sulla colonia, ma nel 1802 fu deportato in Francia. Riprese la rivolta nera fino alla sconfitta delle truppe francesi (1803) e alla proclamazione dell’indipendenza di tutta l’isola (1804) con il nome di Repubblica di Haiti.
Si susseguirono una serie di guerre civili che si conclusero nel 1820 quando il presidente mulatto J.P. Boyer affermò il suo dominio. Nel 1822 annetté anche la parte orientale di Hispaniola, ma l’unità dell’isola terminò nel 1844 in seguito alla ribellione degli abitanti dell’ex colonia spagnola che proclamarono la Repubblica Dominicana.

La Francia riconobbe l’indipendenza di Haiti nel 1825, in cambio di un pesante indennizzo finanziario. Dopo il rovesciamento di Boyer nel 1843, rimase una lunga instabilità politica fino al 1915.
Gli Stati Uniti stabilirono importanti interessi a Haiti e nel 1915 approfittarono di un conflitto interno per invadere il paese, che occuparono militarmente fino al 1934. Dopo il ritiro statunitense, l’oligarchia mulatta mantenne il potere fino al 1946, quando si accese un nuovo periodo di instabilità politica, conclusosi nel 1957 con la presidenza della Repubblica di François Duvalier, esponente di una nuova classe media nera in ascesa. Dopo la sua morte nel 1971, gli succedette il figlio Jean-Claude.
Il malcontento popolare, causato da disoccupazione, corruzione e iniqua distribuzione del reddito, sfociò nel 1985 in una rivolta che costrinse Duvalier a rifugiarsi in Francia (1986). Il potere venne assunto da una giunta presieduta dal capo di Stato Maggiore dell’esercito H. Namphy, deposto nel 1988 dal generale P. Avril, a sua volta costretto a dimettersi nel 1990.

Nelle consultazioni generali del 1991 fu eletto presidente della Repubblica J.B. Aristide, ex sacerdote salesiano, ma nel settembre dello stesso anno i militari ripresero il potere e costrinsero Aristide all’esilio, con una repressione che causò oltre 2.000 morti.
Nel 1993 il Consiglio di sicurezza dell’ONU impose a Haiti l’embargo commerciale e nel 1994 autorizzò l’intervento armato degli Stati Uniti. Aristide riassunse la guida del paese e diede vita a un esecutivo di larga coalizione. Allo scadere del suo mandato (febbraio 1996), essendosi impegnato a non ripresentarsi, sostenne l’elezione di R. Préval. Subito dopo, però, i rapporti fra i due leader divennero conflittuali e in novembre Aristide formò un nuovo partito, che nel 2000 vinse le elezioni, riportandolo alla presidenza. Nel 2004 un'estesa rivolta costrinse Aristide ad abbandonare nuovamente il paese.
In un clima di diffusa violenza nel 2006 è stato rieletto presidente Préval. Una nuova crisi si è aperta nel 2008 quando ingenti movimenti di piazza hanno portato alla destituzione del primo ministro J.E. Alexis. Soltanto dopo alcuni mesi Préval poté nominare al suo posto M. Duvivier Pierre-Louis, poi sostituito nel 2009 da J.M. Bellerive.

Le precarie condizioni socioeconomiche dell'isola sono state aggravate dal devastante terremoto, che nel gennaio 2010 ha provocato la morte di oltre 200.000 persone, e dall'epidemia di colera che nell'ottobre dello stesso anno si è verificata sull'isola. Le elezioni presidenziali, che si sarebbero dovute tenere nel febbraio 2010 ma che, in ragione della grave situazione, sono state posticipate al mese di novembre, hanno registrato una bassissima affluenza alle urne; le proteste per i brogli e la pressione internazionale hanno costretto al ritiro il vincitore dichiarato e candidato del partito di governo J. Celestin; il ballottaggio svoltosi nel marzo 2011 ha decretato la vittoria del cantante M. Martelly; nell'ottobre dello stesso anno il Senato ha approvato la nomina a premier di G. Conille, cui sono subentrati L. Lamothe (2012-14) ed E. Paul nel dicembre 2014.
Nel gennaio 2015, a seguito del fallimento dei negoziati per una nuova legge elettorale, il Parlamento è stato sciolto.

Assetto politico amministrativo:

Haiti è una Repubblica dove la contrapposizione etnica fra il 94% circa degli abitanti rappresentato da neri, il 5% da mulatti e il resto da bianchi, trova una rispondenza in campo culturale ed economico. I mulatti vivono essenzialmente in città, monopolizzando il commercio, i servizi e l’amministrazione, mentre i neri sono prevalentemente contadini e vivono in gravi condizioni di miseria.
La popolazione è costituita per più del 50% da giovani con meno di 21 anni e il 36,5% ha meno di 15 anni.
A conferma della situazione di arretratezza, la mortalità infantile sotto i 5 anni è molto alta, con 70 decessi ogni 1.000 bambini, mentre la speranza di vita alla nascita è bassa e si attesta a 62 anni di età.
L’accesso all’acqua potabile è garantito a solo il 69% della popolazione.

Il terremoto del gennaio 2010 ha peggiorato la condizione, provocando oltre due milioni di sfollati e mettendo in ginocchio le già deboli strutture politiche e amministrative. Attualmente il problema maggiore è costituito dalle epidemie che, a causa della mancanza di un’efficiente struttura sanitaria, si stanno diffondendo rapidamente, in particolare di colera.

Il sistema scolastico di Haiti è molto arretrato. Solo il 67% dei bambini tra i 6 e i 12 anni sono iscritti a scuola.

Il terremoto ha avuto conseguenze negative anche per la sicurezza del paese. La condizione di povertà dilagante, il collasso delle strutture giudiziarie e penitenziarie e la mancanza di controlli nelle tendopoli da parte della polizia hanno contribuito a fomentare lo sciacallaggio da parte di gruppi armati organizzati.

Caratteristiche geografiche:

Haiti è uno stato dell’America Centrale (Grandi Antille) che occupa la parte occidentale dell’isola di Hispaniola, ne fa parte anche l’Île de la Gonâve e confina con la Repubblica Dominicana.
Il clima è generalmente caldo e umido, con una stagione più secca, da novembre a maggio, e una più umida, da giugno a ottobre, ma le piogge possono verificarsi durante quasi tutto l’arco dell’anno a seconda della regione.


Lingua: CREOLO HAITIANO, FRANCESE

Altro:

RELIGIONE: CRISTIANA CATTOLICA (80%), PROTESTANTE (20%)

MONETA: GOURDE

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