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Kenya

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.


Breve storia del CISS nel Paese:

I progetti che il CISS ha realizzato in Kenia, sin dal 1997, riguardano i settori più vari: bambini e gli adolescenti, recupero di ragazze di strada, assistenza medica, economia rurale, riparazione di pozzi e mulini, costruzione di aule scolastiche, allevamento. Questi interventi sono sempre stati condotti in collaborazione con partner locali.

 
Fasi storiche fondamentali:

Molte città costiere del Kenya furono fondate dagli arabi che, a partire dal IX secolo d.C., intrattennero intensi rapporti commerciali con i gruppi indigeni bantu. Gli agricoltori Kĩkũyũ, etnia del gruppo bantu, rappresentarono subito il gruppo più potente e numeroso del territorio; la loro supremazia fu messa in discussione dai Masai, un popolo di allevatori che invase il Kenya nel XVI secolo. In quel periodo i portoghesi occuparono alcune località della costa. La presenza degli europei si intensificò alla fine del XIX secolo, quando il Kenya divenne una colonia britannica. Approfittando dell’indebolimento delle tribù Masai e Kĩkũyũ gli Inglesi si impossessarono del territorio impiantando piantagioni di te e caffè. Il dominio inglese durò fino al 1963. Nel dicembre dello stesso anno il Kenya divenne indipendente sotto Jomo Kenyatta, primo presidente e leader dell’unico partito del paese fino al 1992, il Kanu (Kenya African National Union). Durante la presidenza di Kenyatta il paese conobbe sviluppo e stabilità. Nel 1978 Keniatta morì, lasciando il potere a Daniel Arap Moi. Il nuovo presidente si fece subito conoscere per la corruzione dilagante, per la crisi economica e la repressione del dissenso, che portò a un tentativo di colpo di stato nel 1982 organizzato dalla Kenyan Air Force. Il malgoverno di Arap Moi costrinse la comunità internazionale a intervenire e a fare pressioni sul presidente per la nascita di un vero sistema democratico: Arap Moi cedette solo all’inizio degli anni 90 dichiarando legale il multipartitismo, ma le elezioni del 1993 furono comunque vinte dal presidente uscente a causa delle divisioni decisive nell’opposizione. Nel 1997 Arap Moi venne rieletto nuovamente con il 40% delle preferenze anche se con forti sospetti di brogli a suo favore. Negli anni 1999 e 2000 il paese venne colpito da una forte siccità, mentre nel 1998 e nel 2002 gli attacchi terroristici rispettivamente all’ambasciata americana e a un hotel di Mombasa segnarono la fine di Arap Moi. Nel 2002 venne eletto presidente Mwai Kibaki, sostenuto dalla coalizione di opposizione Narc (National Rainbow Coalition). Il suo programma elettorale prevedeva una nuova Costituzione più democratica, la lotta alla corruzione e un migliore accesso ai servizi di base. A 5 anni dalla sua elezione solo parte del programma è stato rispettato.


Assetto politico amministrativo:

Il Kenya è una Repubblica Presidenziale ed è governato in base alla Costituzione adottata con la dichiarazione d’indipendenza del 1963. Il potere esecutivo è esercitato dal presidente, eletto direttamente dal popolo, che rimane in carica per cinque anni e nomina il vice-presidente e il consiglio dei ministri scegliendoli fra i membri dell’Assemblea nazionale unicamerale. Il sistema giudiziario kenyano consiste di due corti principali e di diversi tribunali minori. Le prime sono la Corte d’Appello composta dal giudice presidente e da cinque giudici associati, e l’Alta Corte del Kenya, composta da sette giudici. I tribunali minori includono la pretura residente, quella distrettuale e i tribunali qadi, che si occupano delle questioni di diritto islamico. È in vigore la pena di morte, ma da circa due decenni non vengono eseguite sentenze capitali.

La capitale del Kenia è Nairobi. Il paese è suddiviso in sette province amministrative: Central, Coast, Eastern, North-Eastern, Nyanza, Rift Valley, Western, gestite da consigli provinciali i cui membri vengono nominati dal presidente, mentre Nairobi è un distretto a statuto speciale. Le province sono suddivise in distretti, ciascuno dei quali è diretto da consigli locali con funzioni amministrative. Le autorità locali principali sono suddivise in consigli di contea e municipi. Sotto di essi operano i consigli urbani, le autorità di quartiere, i consigli d’area e quelli locali. L’amministrazione locale gode di considerevole autonomia. Molti consigli raccolgono i fondi necessari per finanziare progetti sanitari, edili e di assistenza sociale, e per contribuire al sostegno dei costi dell’educazione.

 
Caratteristiche geografiche:

Situato sulla costa orientale dell'Africa, il Kenya ha una superficie di 582.800 Km², è attraversato dall'Equatore e confina con l'Etiopia a NORD, la Somalia ad EST, la Tanzania a SUD, il Sudan a SUD-OVEST, l'Uganda ad OVEST. Le sue coste sono bagnate dall'Oceano Indiano, mentre all'interno il Lago Vittoria 3100 Km² (parte kenyana) segna il confine con Uganda e Tanzania. L'altro lago del paese è il Lago Turkana 6405 Km² (totale, compresa parte etiope), mentre il fiume principale è il Tana, 710 Km.
La regione della Rift Valley e degli altopiani centrali costituisce la spina dorsale del paese. Nel Kenya occidentale si trovano i fertili terreni a ridosso del Lago Vittoria e alcuni parchi faunistici con numerosi volatili e mammiferi. I territori più selvaggi, rimasti incontaminati dal mondo moderno, si estendono nella vasta e arida regione nordorientale. Gli alti pendii del monte Elgon e del monte Kenya sono ricoperti da foreste di bambù.

Le condizioni atmosferiche del Kenya variano notevolmente da una zona all'altra. Nelle aride brughiere e nelle regioni semidesertiche la temperatura può raggiungere e superare i 40°C di giorno e scendere a 20°C la sera. Le regioni occidentali e la costa sono generalmente calde e umide tutto l'anno. La stagione più piovosa è quella primaverile, da marzo a giugno, periodo in cui si registrano le temperature più basse.

 
Lingua:      
SWAHILI E INGLESE (ENTRAMBE LINGUE UFFICIALI), DIALETTI ETNICI.
Altro:      
RELIGIONE: PROTESTANTE 38%, CATTOLICA 26%, MUSULMANA 6%. MONETA: SCELLINO DEL KENIA

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