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Libano

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Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud  
Responsabile Alfredo Lo Cicero
Contatti libano@cissong.org

 

pannello beddawi.jpgBreve storia del CISS nel Paese:

Il CISS ha da subito tentato di costruire un approccio globale all’area mediorientale ed alla questione palestinese nel suo complesso, avendo sin dall’inizio considerato prioritari e strategici gli interventi nell’area mediterranea, in quanto ONG con sede in Sicilia. L’ONG ha collaborato anche con i Palestinesi della diaspora (Nakba): coloro che vivono nei territori palestinesi, ma anche partner residenti in Libano, in Giordania, in Siria. Tali contatti hanno portato ad identificare una serie di interlocutori e di proposte di attività nei settori nei quali il CISS è storicamente attivo (gestione delle risorse idriche, sviluppo rurale, questioni di genere, formazione, sostegno alla salute e all’infanzia): negli anni scorsi in consorzio con la ONG “Ricerca e Cooperazione”, il CISS ha presentato alla U.E. un progetto relativo alla creazione di un centro interregionale di educazione, formazione e ricerca in materia di salute e pianificazione familiare, demografia e sviluppo, da realizzarsi a Beirut. Le problematiche legate alla marginalità giovanile sono sempre state considerate dal CISS di grande importanza, anche alla luce della priorità che tale tematica riveste nel territorio siciliano. Il CISS ha, nel corso della sua storia, tentato di coniugare le esperienze realizzate con progetti di cooperazione in questo settore in Brasile, Colombia, Uruguay, El Salvador, Guatemala, Palestina con le esperienze realizzate nel sud dell’Italia, sia sotto l’aspetto della formazione e della messa in rete di operatori, che come interventi realizzati in quartieri a rischio.
Nel corso di due missioni effettuate nel 2002 personale e consulenti del CISS hanno appurato la fattibilità di una proposta progettuale, grazie anche alla identificazione di un partner locale interessato alle problematiche giovanili dei rifugiati palestinesi in Libano. Nel 2005 è iniziato un progetto che intende migliorare le prospettive di vita dei giovani palestinesi dei campi profughi, mediante la realizzazione di attività culturali, educative, ricreative e di animazione; la formazione professionale ed avviamento al lavoro, la creazione ed avviamento di due “Centri multiculturali polivalenti” all’interno dei campi profughi e la formazione di due cooperative giovanili.

 
Fasi storiche fondamentali:

La storia del Libano moderno, nei suoi attuali confini, inizia nel 1920 quando i nahr el bared.jpgfrancesi crearono una nuova entità statale posta sotto il loro controllo. Nel 1926 venne introdotta una Costituzione parlamentare e proclamata la Repubblica, ma l'indipendenza fu raggiunta soltanto nel 1946. Sotto la presidenza di Camille Chamoun e di Fuad Chehab (1952-1964) il paese visse un periodo di crescita economica di cui la popolazione usufruì in minima parte. Lo scontento provocò manifestazioni di protesta e scontri sociali. Nel 1958 il paese fu teatro di una guerra civile, che oppose la destra cristiana filoccidentale ai gruppi arabi filonasseriani, sedata grazie all'intervento di truppe americane. Nel 1964 il neopresidente Charles Hélou diede inizio a una campagna di repressione dei gruppi arabi estremisti. Durante le prime guerre arabo-israeliane il Libano rimase neutrale, ma dopo il 1967 arrivarono molti palestinesi dai territori occupati da Israele. Causa di disordini e tensioni furono i raid antisraeliani che partivano dal Libano del Sud, base della resistenza armata palestinese, ai quali Israele rispondeva con violente rappresaglie. Nel 1975 ebbero inizio i combattimenti tra i musulmani libanesi e la fazione della Falange, a maggioranza cristiano-maronita. Beirut fu divisa, la zona nord cristiana da quella sud musulmana. All'inizio del 1976 l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina si schierò dalla parte dei musulmani; in giugno la Lega araba impose una tregua, istituendo una forza di pace araba sotto la guida della Siria. Gli scontri non cessarono, nonostante il piano di pace americano. Nel marzo 1978 le forze israeliane invasero il Libano meridionale, ritirandosi solo in seguito all'invio di truppe da parte dell'ONU. Nel 1982 l'esercito israeliano invase nuovamente il paese, dando inizio alla quinta guerra arabo-israeliana: i guerriglieri dell'OLP furono costretti a lasciare Beirut, assediata dalle truppe israeliane. Il massacro di migliaia di civili palestinesi da parte delle forze cristiane falangiste, con il beneplacito delle truppe israeliane nei campi-profughi palestinesi di Sabra e Chatila, causò la reazione internazionale e l'invio di un contingente di pace nella capitale. Quando Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia ritirarono le truppe nel febbraio 1984, i conflitti tra le diverse fazioni ripresero. Nel 1985 Israele ritirò le truppe dal paese, creando una larga "fascia di sicurezza" a ridosso del confine, lasciandone il controllo agli alleati cristiani dell'esercito del Libano del sud, che dovettero fronteggiare la milizia sciita dell'Hezbollah sostenuta dall'Iran. L'occupazione da parte della Siria del settore musulmano di Beirut, nel 1987, riuscì a porre fine agli scontri tra le diverse fazioni. Nel 1989 negoziatori libanesi si riunirono in Arabia Saudita e si accordarono sull'elezione del nuovo presidente, sul ritiro siriano e su una Costituzione che concedesse maggior potere ai musulmani. Nonostante l'opposizione del presidente Michel Aoun, il 5 novembre il Parlamento ratificò lo statuto ed elesse presidente il cristiano-maronita René Moawad, assassinato dopo alcune settimane. L'elezione di Elias Hrawi, appoggiato dalla Siria, provocò violenti scontri con i sostenitori di Aoun, che si arresero nell'ottobre del 1990. L'esercito libanese, con l'aiuto siriano, ripristinò il controllo su gran parte del paese, ponendo fine alla guerra che dal 1975 al 1990 aveva provocato più di 150.000 morti e la distruzione di Beirut. Alle elezioni del 1992 per l'Assemblea nazionale vinsero i filosiriani, mentre nel sud continuava lo scontro tra gli Hezbollah e l'esercito filoisraeliano del Libano del Sud. Nonostante le elezioni legislative del 1996 rafforzassero il regime politico incentrato sulle tre personalità protagoniste dell'accordo del 1989 (Elias Hrawi, Rafiq al-Hariri e Nabih Berri), il paese continuava ad essere condizionato dalla dinamica tra le fazioni politiche, dai due eserciti stranieri presenti sul territorio e dal conflitto tra i palestinesi ed Israele. Nel 1998 c'è stato un profondo rimescolamento delle alleanze politiche. La nuova leadership ha riconfermato i rapporti con Damasco, con cui nel 1999 ha firmato un accordo commerciale finalizzato ad abolire le barriere doganali tra Siria e Libano. Nel maggio 2000, in seguito al ritiro dell’esercito israeliano, Beirut ha ripreso il controllo del sud del paese. Privo del sostegno israeliano, l’esercito del Libano meridionale è stato travolto dalle milizie Hezbollah. Le forze siriane sono rimaste in Libano, condizionandone la vita politica fino all'aprile 2005, quando si sono ritirate in seguito alle manifestazioni di piazza seguite all'assassinio del Primo Ministro libanese Rafīq al-Harīrī. Il 12 luglio 2006, il rapimento di due soldati delle Israel Defence Forces da parte del gruppo radical sciita Hezbollah ha scatenato un'offensiva militare Israeliana contro il Libano, diretta a neutralizzare gli Hezbollah. Nei giorni seguenti, i bombardamenti israeliani colpirono infrastrutture civili, l'aeroporto di Beirut, i porti e le principali vie di collegamento terrestre, i quartieri della periferia meridionale di Beirut e diversi villaggi, provocando centinaia di vittime civili. Hezbollah rispose all'offensiva israeliana con lanci di ordigni contro obiettivi militari e civili nel nord di Israele. L'11 agosto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato all'unanimità la Risoluzione 1701. Il testo della risoluzione chiede l'immediata cessazione delle ostilità tra Israele e Hezbollah, il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale, in concomitanza con lo schierarsi nella zona delle truppe regolari libanesi e dell'United Nation Interim Force in Lebanon; prevede la creazione di una zona cuscinetto "libera da ogni personale armato che non sia quello delle Nazioni Unite e delle forze armate regolari libanesi" per dodici miglia tra la frontiera israelo-libanese e il fiume Litani. Il 14 Agosto il governo libanese ha avviato il dispiegamento delle proprie forze armate lungo il confine meridionale. Il 25 agosto il vertice europeo di Bruxelles ha stabilito l'invio di circa 7.000 militari europei. Le truppe multinazionali, guidate dalla Francia, a cui subentrerà l'Italia nel febbraio 2007, intraprenderanno ogni azione necessaria per assicurare che la loro area di operazioni non sia utilizzata per attività offensive; non avranno il compito di disarmare le milizie Hezbollah, che spetterà alle truppe libanesi assieme alla sorveglianza del confine con la Siria per impedire il traffico di armi. Dal 1 dicembre 2006 l'opposizione guidata da Hezbollah e dal suo principale alleato cristiano Michel Aoun, ex comandante dell'esercito, ha avviato una campagna di proteste di piazza per far cadere il governo Faud Siniora e dar vita a un nuovo esecutivo che convochi elezioni anticipate. La protesta dell'opposizione è culminata in uno sciopero generale indetto il 23 gennaio 2007 dal leader deglo Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah per protestare contro una serie di misure economiche annunciate dal governo e appoggiate da Occidente e Paesi ararbi moderati, in vista della Conferenza dei paesi donatori del Libano in programma il 25 gennaio a Parigi. Tra le misure economiche annunciate dal governo figurano l'aumento dell'Iva e una serie di privatizzazioni nel settore statale.


Assetto politico amministrativo:

pulmino scolastico nahr el bared.jpgIn base alla Costituzione del 1926, il Libano è una repubblica con una ripartizione del potere tra le comunità cristiana e musulmana ufficializzata nell’Accordo nazionale del 1943. La Costituzione è tuttora in vigore. Nel 1990, in seguito agli accordi di Taëf, sono stati ridefiniti i poteri della presidenza e del governo a favore di quest’ultimo ed è stata stabilita la parità di rappresentanza tra cristiani e musulmani nel Parlamento. Capo dello stato è il presidente della repubblica, eletto dall’Assemblea nazionale, con un mandato di nove anni, tra i membri della comunità cristiana maronita; i suoi poteri sono oggi molto limitati. Il potere esecutivo è affidato al governo ed al presidente del consiglio, scelto tra i membri della comunità musulmana sunnita. Il potere legislativo è affidato a un parlamento unicamerale, l’Assemblea nazionale, composta da 128 membri eletti a suffragio universale con un mandato di quattro anni. Le comunità musulmana e cristiana dispongono entrambe di 64 seggi. Dei seggi della comunità musulmana, 27 sono appannaggio dei sunniti, 27 degli sciiti, 8 dei drusi e 2 degli alawiti; dei seggi della comunità cristiana, 34 sono appannaggio dei maroniti, 14 degli ortodossi di rito greco, 8 dei cattolici, 5 degli ortodossi di rito armeno, 3 di altre minoranze. Il sistema giudiziario è basato su una Corte suprema, una Corte costituzionale e quattro Corti di cassazione, di cui tre destinate alle controversie civili e una a quelle penali. Nel paese è in vigore la pena di morte.

Il Libano è suddiviso in 6 province, Beirut, Bekaa, Libano Nord, Libano Sud, Monte Libano, Nabatiyé. Ognuna delle quali viene amministrata da un governatore in rappresentanza del governo centrale. Accanto a Beirut, capitale e principale porto, le città di Tripoli, Tiro e Baálbek sono i maggiori centri commerciali e culturali del paese. Sul sito dell’antica Sidone sorge ora la città portuale di Saida; Tripoli e Saida sono importanti terminali di oleodotti provenienti dal golfo Persico.

 
Caratteristiche geografiche:

Il Libano, stato del Medio Oriente, confina a NORD e a EST con la Siria, a SUD con Israele; a OVEST è bagnato dal mar Mediterraneo. Il paese si estende da nord a sud per 225 km, con un'ampiezza variabile dai 40 agli 80 km. Una stretta pianura costiera si affaccia sul Mediterraneo, mentre nell'entroterra si innalzano due elevate catene montuose, separate dalla fertile valle della Bekaa: la catena del Libano che ospita la vetta più elevata del paese, il Qornet es-Saouda (3.088 m); e l'Antilibano, situato a est, lungo il confine siriano. Il fiume principale è il Leonte, che discende lungo la valle della Bekaa; la maggior parte degli altri corsi d'acqua ha regime stagionale.

Dal clima di tipo mediterraneo delle regioni litoranee e della valle della Bekaa si passa, sui rilievi più elevati, a un clima continentale. L'estate è generalmente calda e secca, l'inverno mite e umido. La temperatura media nella pianura costiera è di 26,7 °C in estate e di 10 °C in inverno, mentre le regioni montane sono relativamente più fresche. Le precipitazioni, concentrate soprattutto nel periodo invernale, presentano una media annua di 900 mm lungo la costa, 600 mm nella valle della Bekaa e superano i 1200 mm sui rilievi.

 
Lingua:      
ARABO E FRANCESE (LINGUE UFFICIALI), INGLESE.
Altro:      
RELIGIONE: MUSULMANA (SCIITA, SUNNITA, DRUSA) 75%, CRISTIANA 25%. MONETA: STERLINA LIBANESE.

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