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Macedonia

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Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.


Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud  
  
Contatti  macedonia@cissong.org 

Breve storia del CISS nel Paese:

La presenza del CISS nella Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia deriva dalla riflessione sulla possibilità di realizzare in aree soggette a crisi di tipo bellico interventi che non fossero di mera emergenza o assistenza ai profughi, ma tendenti a creare migliori condizioni per la popolazione sul medio periodo. In occasione della guerra del Kosovo, il CISS ha realizzato missioni sul posto tendenti a verificare la realizzabilità di questa ipotesi. Si è identificato nel settore scolastico una delle aree di azione per intervenire in Macedonia sulle cause della possibile disgregazione etnica del paese, è stato identificato e realizzato un primo piccolo intervento di ristrutturazione e miglioramento della dotazione di materiale didattico per alcune scuole primarie della città di Tetovo e dei villaggi vicini, che stavano accogliendo migliaia di profughi dal Kosovo. Mentre i profughi kosovari rientravano nella propria regione, il conflitto interetnico che ha devastato buona parte della ex Jugoslavia, si estendeva anche alla Macedonia, con scontri militari nella zona di Tetovo, abitata da una maggioranza di popolazione di lingua albanese. Nello stesso periodo, un progetto di sostegno al sistema scolastico macedone e di sperimentazione di animazione alla convivenza interetnica nelle scuole veniva elaborato dal CISS. Un progetto della durate di tre anni, concluso nel 2005, ha avuto come obiettivo il miglioramento della scolarizzazione attraverso il miglior funzionamento di 36 strutture scolastiche in 17 comuni delle ex provincie di Tetovo, Gevgelij e Valandovo. Nel 2005 il CISS ha iniziato un nuovo progetto, nel sito romano di Stobi, con l'obiettivo di rafforzare le potenzialità turistiche del paese e il livello di competenze e conoscenze nel campo della valorizzazione dei beni archeologici. Nel 2008, per una durata di tre anni, attraverso l'organizzazione di momenti di formazione, sensibilizzazione, confronto, scambio e condivisione di esperienze, il CISS ha contribuito a migliorare il sistema d'istruzione secondaria superiore della Repubblica di Macedonia, rafforzando le pratiche di Educazione alla Cittadinanza nei giovani delle diverse provenienze linguistiche e culturali dei municipi di Tetovo, Struga, Gevgeljie, Negotino, Bogdanci, Valandovo. 
Nel 2009 il CISS ha intrapreso un progetto, nell’ambito del programma di sostegno al processo di adesione dei paesi dei Balcani all’Unione Europea, finalizzato a promuovere la cooperazione tra diversi soggetti istituzionali e non che si occupano di contrastare il traffico di persone; sono stati elaborati Piani di Prevenzione Locale e una campagna di sensibilizzazione e prevenzione sul tema della tratta rivolta agli studenti.
Nel 2011, il CISS ha iniziato un progetto di recupero e conservazione dei beni culturali danneggiati dai conflitti nei Balcani, in particolare il recupero della Chiesa dell’Arcangelo Michele del villaggio di Neprosteno (Tetovo) e della Moschea di Hadzy Bey Mosque a Bitola.
 
Fasi storiche fondamentali:

Il territorio dell'attuale Repubblica di Macedonia ha fatto parte, durante i secoli, di numerosi stati e imperi antichi: l'Impero romano e l'Impero bizantino, gli stati medioevali di Bulgaria e di Serbia. Nel XV secolo la regione venne conquistata dall'Impero ottomano. In seguito alla dissoluzione dell'Impero ottomano e alle due guerre balcaniche nel 1912 e nel 1913, la Macedonia diventò parte della Serbia. Dopo la Prima Guerra Mondiale, la Serbia si unì al neo-formato Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Nel 1929, il regno fu rinominato Jugoslavia e diviso in province chiamate banovina. Il territorio della moderna Repubblica di Macedonia divenne la Provincia di Vardar. Nel 1941 la Macedonia venne occupata dalle potenze dell'Asse. La provincia Vardarska Banovina venne spartita tra la Bulgaria e l'Italia, che al momento occupava l'Albania. Il rigido governo, che le forze occupanti usarono nella zona, incoraggiò molti slavi macedoni a supportare il movimento di resistenza di Josip Broz Tito, che divenne il presidente della Jugoslavia alla fine della guerra, quando venne stabilita la Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia. All'interno di essa, la Repubblica Popolare di Macedonia diventò una delle sei repubbliche della Federazione Jugoslava. Nel 1963 la federazione fu rinominata Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

La Repubblica di Macedonia nel 1991 si separò pacificamente dalla Jugoslavia. Nonostante la relativa stabilità della Macedonia dopo lo sfascio della Iugoslavia, forti tensioni si accesero nel marzo 2001, quando i ribelli albanesi del sedicente Esercito di Liberazione Nazionale (UCK) si scontrarono con le forze armate macedoni. L'UCK proclamò di combattere a favore dei diritti dei 400.000 albanesi che vivono nel paese, ma secondo il governo macedone gli estremisti sarebbero giunti dal Kosovo con l'obiettivo di raccogliere sostegno per una 'Grande Albania'. Dopo sei mesi di scontri e di violenze, il 13 agosto 2001 fu firmata la pace. L'UCK accettò di sciogliersi e disarmarsi, a patto che la popolazione albanese, un terzo della popolazione del paese, potesse decidere in materia di lingua, polizia, istruzione e riconoscimento della religione islamica nella Costituzione, insieme alla separazione tra religioni e stato. L’invio di un contingente di 3.500 uomini della NATO, per sorvegliare l’effettivo disarmo dei guerriglieri albanesi e il mantenimento della pace, rese possibili le elezioni politiche del settembre 2002, vinte dall'Unione Socialdemocratica che perseguiva una politica di distensione nei confronti degli altri Paesi balcanici e di avvicinamento all'Occidente: nel maggio del 2003 veniva infatti firmato, insieme ad Albania e Croazia, un accordo con gli Stati Uniti (la Carta Adriatica) che rafforzava la cooperazione tra questi tre Paesi e gli USA e li avvicinava alla NATO (la Grecia, di fatto, impedisce al Paese di aderire all'organizzazione per la disputa sul nome "Macedonia"). Nel febbraio 2004 il presidente, Boris Trajkosvki, moriva in un incidente aereo; nelle successive elezioni presidenziali, svoltesi in aprile, vinceva il socialdemocratico Branko Crvenkovski. In novembre il primo ministro Hari Kostov si dimetteva per contrasti nel governo e al suo posto veniva nominato Vlado Buckovski. Nelle elezioni legislative del luglio 2006 si affermava il partito nazionalista VMRO-DPMNE, precedentemente all'opposizione e il nuovo primo ministro Nikola Gruevski avviava una politica di avvicinamento all’Unione Europea. Nel giugno 2008 si svolgevano le elezioni anticipate in un clima di scontri e violenze, che obbligavano il governo a ripetere le operazioni di voto in alcuni seggi, mentre nel 2009 quelle presidenziali erano vinte dal candidato di centro-destra Gjorgje Ivanov.

In seguito a una crisi politica e alla successiva caduta del governo, nel giugno del 2011 e nel marzo del 2013 si svolgevano elezioni politiche vinte dal VMRO-DPMNE.

Il 23 gennaio 2014 il parlamento ha adottato la nuova legge sulle elezioni che, come da tradizione, è stata condivisa dai maggiori partiti. Si tratta di una delle poche cose su cui le formazioni politiche macedoni riescono a mettersi d'accordo. Il partito di governo, la VMRO, ha dovuto cedere ad alcune richieste dell'opposizione, tra cui la “ripulitura” delle liste elettorali, per far passare la legge e nel contempo anche altre leggi sono state approvate. La più significativa riguarda il welfare e i diritti sociali di due categorie che hanno fatto sentire con forza la propria voce e criticato il governo nell'ultimo periodo: i lavoratori che hanno perso il proprio impiego durante la transizione, senza poter maturare i requisiti per la pensione, e i militari professionisti. Si tratta soltanto degli ultimi provvedimenti di una serie che indica che il governo del primo ministro Nikola Gruevski si sta meticolosamente preparando alla rielezione.


Assetto politico amministrativo:

In base alla Costituzione del 17 novembre 1991, il presidente della Repubblica viene eletto, con un mandato di 5 anni, a suffragio diretto. Il parlamento è monocamerale, costituito dall'Assemblea legislativa (Sobranje) di 120 membri, eletti anch'essi a suffragio diretto e in carica per 4 anni. Il premier viene nominato dal presidente della Repubblica, mentre i singoli ministri sono eletti dall'Assemblea. In base all'articolo 7 del preambolo alla Costituzione, la Macedonia si legittima quale “Stato nazionale del popolo macedone”; tuttavia alcuni emendamenti alla carta costituzionale varati nel novembre 2001 garantiscono maggiori diritti alle minoranze albanesi.

Il sistema giudiziario è autonomo rispetto agli altri poteri dello Stato, con il Consiglio giudiziario – eletto ogni sei anni dai giudici – quale unico organo a disporre la loro nomina e revoca.

Le forze armate sono costituite dall'esercito, il cui comandante supremo è il presidente della Repubblica. Il servizio di leva è obbligatorio, anche se in applicazione degli Accordi di Ocrida e nella prospettiva dell'istituzione di un esercito professionale adeguato alle struttura NATO, nel 2003 la ferma è stata ridotta da nove a sei mesi.

L'istruzione dell'obbligo dura otto anni, dopo i quali si accede agli studi superiori diversificati per indirizzo. L'insegnamento viene impartito nella lingua materna dello studente: macedone, turco, albanese e serbo. 

Caratteristiche geografiche:

La Repubblica della Macedonia, stato dell'Europa sudorientale situato nella sezione occidentale della penisola balcanica, ha una superficie di 25.713 Km² e confina con la Serbia e il Kosovo a NORD, con la Bulgaria ad EST, con la Grecia a SUD e con l'Albania a OVEST. La maggioranza del paese consiste in un territorio montagnoso, la punta massima è il monte Korab a (2.764 m) ed è coperto da profondi bacini e valli. I laghi principali sono il Lago d'Ocrida e il Lago di Prespa. Il paese è attraversato dal fiume Vardar che, dopo un primo tratto da Nord in direzione Sud, ruota in senso orario bagnando la capitale Skopje e poi attraversa tutto lo Stato da Nord Ovest a Sud Est fino al confine, entrando in Grecia dopo avere cambiato il nome in Axios.

Il clima è continentale. Le estati sono caldissime e secche. In inverno i venti tiepidi provenienti dall'Egeo temperano il clima continentale. Sebbene le temperature invernali siano relativamente miti, fra novembre e febbraio vi sono abbondanti precipitazioni nevose.

 
Lingua:      
MACEDONE (LINGUA UFFICIALE)

Altro:

RELIGIONE: CRISTIANO-ORTODOSSA (54,4%), ISLAMICA (SUNNITA 29,9%)

MONETA: DINARO MACEDONE

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