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Mauritania

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Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

 

Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud 
  
Contatti mauritania@cissong.org 
 


Breve storia del CISS nel Paese:

Il CISS ha iniziato da poco tempo ad avvicinarsi alla realtà mauritana. I rapporti con questo paese sono iniziati grazie al sostegno dato alla Rete Maghrebina della ONG per l'Agricoltura sostenibile, un coordinamento di organizzazioni di Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania che a sua volta è parte di un coordinamento più ampio di ONG del mondo arabo. Su invito della ONG tunisina APEL (Association pour la Promotion de l'Emploi et du Logement), con la quale il CISS collabora da anni, il CISS ha sostenuto la realizzazione di un seminario della rete nella capitale mauritana Nouakchott nel 1999. Grazie a questo primo approccio con il paese e con le organizzazioni locali, è iniziato un rapporto con la ONG mauritana Tenmiya, che ha portato a realizzare nel 2001-2002 una piccola azione di sostegno ai centri di salute di quattro villaggi della regione meridionale del Trarza, dotati di infrastrutture minime. Durante questa azione, Tenmiya e CISS hanno studiato un intervento di maggiori dimensioni con il quale dotare di infrastrutture per l'acqua e la salute e migliorare le condizioni alimentari di ventiquattro villaggi della regione detta Aftout, tra i dipartimenti di Brakna, Gorgol e Assaba, una zona interna molto povera di agricoltura di sussistenza in ambiente arido, situata tra il deserto a nord e la valle del Senegal a sud, a una cinquantina di km dalle cittadine di Aleg e Maghta Lahjar. Tale progetto è iniziato nel 2006 e avrà una durata di 3 anni.

 
Fasi storiche fondamentali:

La storia nazionale della Mauritania, a causa del progressivo inaridimento della zona del Sahara, ha conosciuto dal III al VII secolo d.C. forti migrazioni. Nel X secolo l’Africa Occidentale vide l’espansione verso il Mali ed il Senegal del suo primo grande impero, il Regno animista del Ghana o impero Soninké, che arrivò ad invadere il territorio dell’attuale Mauritania. La lotta contro l’egemonia del Ghana riuscì, nel 1076, a portare alla caduta del Regno e a riconquistare il territorio. Durante i successivi 500 anni, le popolazioni della Mauritania dovettero affrontare le ondate di invasione degli arabi, che stavano attuando un processo di islamizzazione nella sponda sud del Mediterraneo. La resistenza non riuscì ad evitare la conquista da parte degli arabi, guidati da Hassan, con la guerra di Sharr Babba (1644-1674) e la successiva imposizione della cultura e religione islamica. Il passato coloniale della Mauritania ha avuto inizio con Spagnoli e Portoghesi, tra il XV e il XIX sec. intensificati dalla commercializzazione della gomma arabica, di ferro e schiavi, fino a portare al riconoscimento, in occasione del Congresso di Vienna del 1815, della sovranità della Francia sul fiume Senegal e sulla costa mauritana. Nel 1903 il paese fu dichiarato protettorato francese e nel 1920 divenne colonia della potenza europea sotto amministrazione del Senegal e sotto il suo completo controllo nel 1934. Il processo di decolonizzazione iniziò nel 1958 quando la Francia concedette un’ampia autonomia politica che spinse all’auto-dichiarazione di indipendenza (1960) della Repubblica Islamica di Mauritania, con primo presidente Moktar Ould Daddah. All’indomani dell’indipendenza, la costruzione di un’identità nazionale ricadde sulla scelta di istituzionalizzare un partito unico, il Partito del Popolo fortemente centrato sulla personalità del Presidente, e di evidenziare un passato di cultura araba, dichiarando l’hassanya lingua nazionale e di istruzione in tutte le scuole secondarie. Le relazioni conflittuali con il Marocco, per le rivendicazioni di indipendenza del popolo Saharawi del Sahara occidentale spagnolo, portarono ad una crisi militare nel 1975. Il governo messo in serie difficoltà dal punto di vista politico, diplomatico ed economico, con l’aumento della dipendenza dei flussi di aiuto estero provenienti da paesi arabi conservatori, fu rovesciato da un colpo di stato nel luglio del 1978 dalla giunta militare guidata da Mohamed Khouna Ould Haidalla. Il regime militare, che sospese la costituzione e tentò di accentrare il potere nelle proprie mani, non ebbe vita lunga e venne sostituito da un nuovo colpo di stato nel dicembre 1984 con a capo il colonnello Maaouya Sid Ahmed Ould Taya. Il nuovo presidente si trovò a dover affrontare alla fine degli anni 80 l’esacerbarsi dei conflitti interni innescati da una disputa territoriale tra mauri e gli africani soninké, di origine senegalese, con violente discriminazioni nei confronti di quest’ultimi, costretti, per un numero stimato attorno a 100.000 persone, a rifugiarsi al di là del fiume. La conseguente condanna da parte della comunità internazionale, volta ad una soluzione pacifica della situazione e al mitigare dell’atteggiamento xenofobo ed estremista, spinse il governo ad adottare nel 1991 una nuova costituzione con l’obiettivo di attivare un processo controllato di democratizzazione attraverso il riconoscimento del sistema elettorale multipartitico, il riconoscimento della libertà di stampa e dei principali diritti umani. Il governo costituitosi nel 1992 riconfermò Ould Taya presidente, eletto con il 63% dei voti che non riuscirono, tuttavia, a proteggerlo dalle denuncie di brogli da parte dell’opposizione e dalle condanne internazionali per la soluzione del rimpatrio dei 100.000 soninké in esilio e per la fine delle discriminazioni a danno dei neri africani, che li pongono in serie difficoltà nell’ottenimento di un lavoro, documenti, prestiti, terreno. Un colpo di stato militare avvenuto nella mattina del 3 agosto 2005, pianificato dal "Conseil Militaire pour la Justice et la Démocratie", ha posto fine al governo di Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya, portando al potere Ely Ould Mohamed Vall, prima segretario della sicurezza personale del presidente. Il 25 marzo 2007 si sono tenute nuove elezioni politiche, Sidi ould Cheikh Abdallahi è stato eletto Presidente della Repubblica Islamica di Mauritania. Abdallahi, candidato indipendente, ex-ministro del precedente governo, sostenuto da una parte dell’attuale Consiglio Militare per la Giustizia e la Democrazia e da molti notabili, ha ottenuto, nel secondo turno delle elezioni, il 58,85% dei voti, contro il 47,15% di Ahmed Ould Dadah, tradizionale leader dell’opposizione. Il 19 aprile 2007 è avvenuto il passaggio di potere fra il governo militare uscente del colonnello Ely ould Mohamed Vall e il nuovo presidente eletto Sidi Ould Abdalahi. Il 28 aprile sono stati eletti i membri del nuovo governo, incluso il Primo Ministro, Zeine Ould Zeidane e il presidente dell'Asamblea Nazionale (il parlamento mauritano), Messaoud Ould Boulkheir.


Assetto politico amministrativo:

La Mauritania è una Repubblica Presidenziale. La Costituzione del 1991 prevede l'apertura al multipartitismo nonché l'elezione a suffragio diretto del presidente con potere esecutivo, in carica sei anni, e di un Parlamento bicamerale. Il tribunale di grado più elevato nel paese è la Corte suprema, con sede a Nouakchott, mentre il diritto islamico svolge un ruolo determinante nel sistema giudiziario mauritano.

Il paese è suddiviso in dodici regioni (wilayas) e in un distretto che comprende la capitale, Nouakchott, ciascuna delle quali è amministrata da un Consiglio ed è divisa in dipartimenti (moughataas).

 
Caratteristiche geografiche:

La Mauritania, stato dell'Africa nordoccidentale, ha una superficie di 1.031.088 Km² e confina a NORD con il Marocco, a NORD-EST con l'Algeria, a EST e SUD con il Mali, a SUD con il Senegal. La Repubblica di Mauritania è una stato sahelo-sahariano, il 75% del suo territorio è costituito da deserto. Spostandosi verso sud, il deserto lascia il posto a zone coperte da arbusti, una vegetazione di steppa, tipici del territorio saheliano. Lungo il margine sud-occidentale nella valle del fiume Senegal 750 Km (tratto mauritano, totale 1440 Km) si trova una striscia di terra fertile di 400 km, dove si produce gran parte dei raccolti ad uso alimentare e dove si concentra la maggior parte della popolazione. Il monte principale è il Kédia d'Idjil 915 m e il lago è il Sebkha de Norhamcha. L’ambiente geografico della Mauritania è soggetto a due sfide preoccupanti: deficit ricorrenti di acqua piovana e il fenomeno della desertificazione. La progressiva avanzata del deserto del Sahara verso il sud-ovest del paese riduce la proporzione delle zone forestali rispetto al territorio nazionale dallo 0,40% nel 1990 allo 0.30% nel 2000, percentuale che corrisponde ad un tasso di deforestazione di circa 2,5% l’anno. Si stima che negli ultimi trent’anni 150.000 km², circa il 15% del territorio nazionale, si sono trasformati in zone desertiche.

IL clima è desertico arido. Le piogge sono molto rare, concentrate in brevi e violente precipitazioni e quasi totalmente assenti nella regione del Sahara. Da giugno ad agosto la temperatura si aggira attorno ai 40°C, sebbene lungo la costa la brezza mantenga la temperatura lievemente più bassa, con escursioni termiche notturne che arrivano agli zero gradi.

 
Lingua:      
ARABO HASSANIYA E WOLOF (ENTRAMBE LINGUE UFFICIALI), DIALETTI ETNICI, FRANCESE.
Altro:      
RELIGIONE: MUSULMANA 99%. MONETA: OUGUIYA MAURITANO.

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