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Palestina

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

 

Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud  
 Responsabile Massimo Allegrezza
 Contatti

jerusalem@cissong.org 

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On line l'edizione italiana della guida 'Palestina e palestinesi' di Alternative Tourism Group (ATG), ONG palestinese.

La guida 'Palestina e palestinesi' contiene tutte le principali informazioni geografiche, politiche, storiche, culturali, gastronomiche, e non solo, sulla Palestina in generale, ed in particolare su Gerusalemme, la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e tutte le altre città e località del paese.

La guida è stata tradotta in italiano grazie al contributo del CISS, ci si augura di poterla pubblicare nella versione definitiva ed integrale in pochi mesi; fino ad allora sono disponibili sul sito internet alcuni titoli ed estratti.

http://www.atg.ps/index.php?page=1177263161.1198231440.1267082313

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Breve storia del CISS nel Paese:

palestinaIl CISS opera nei Territori Autonomi Palestinesi dal 1988. Il suo impegno si è concentrato all'inizio nel settore idrico in Gaza e nel settore agricolo in Cisgiordania. A seguito del cresciuto interesse verso la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale, che ha le potenzialità per rappresentare una'opportunità di sviluppo e sostegno economico per la popolazione, il CISS ha iniziato a collaborare con il Ministero palestinese per il Turismo e le Antichità. Dal 1999 il CISS ha promosso un nuovo settore di programmi di cooperazione allo sviluppo centrato sulla conservazione e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali; i risultati raggiunti hanno dimostrato che questo tipo di interventi può costituire un importante strumento per la crescita sia economica che sociale e culturale nel paese. Nella logica degli interventi del CISS, i programmi attivati hanno modulato le azioni su diversi piani, oltre che quello di salvaguardia del bene e sua valorizzazione: la formazione e la sensibilizzazione della popolazione locale, ed in particolare le giovani generazioni; il piano economico di sostegno alla produzione di reddito; il rafforzamento istituzionale delle autorità preposte a livello locale alla tutela dei beni culturali e ambientali ed al miglioramento delle loro capacità gestionali.


 

Fasi storiche fondamentali:

Dopo la dichiarazione Balfour nel 1917, in cui per la prima volta si fa riferimento al diritto del popolo ebraico a rivendicare un “focolare nazionale” in Palestina, nel 1947 la Gran Bretagna rimette il suo mandato sulla Palestina all'Onu, che sancisce, con la risoluzione 181, la spartizione del territorio e la nascita di due Stati separati, uno arabo e uno ebraico. La decisione non viene accettata dagli arabi che incitano alla ribellione gli abitanti della zona. I palestinesi fuggono abbandonando i territori, che nel 1948 diventano lo Stato d'Israele. Nel 1964 viene fondata, dalla fusione dei movimenti laici e di sinistra, l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), mentre in territorio israeliano iniziano le azioni di guerriglia dei feddayn palestinesi, in particolare del gruppo Al-Fatah, guidato da Yasser Arafat. La tensione sale fino all'esplosione di un nuovo conflitto nel 1967, durante il quale Israele occupa la parte est di Gerusalemme, i territori palestinesi di Cisgiordania e Gaza, il Sinai egiziano e il Golan siriano. L'Onu impone ad Israele di ritirarsi, ma questo non avviene. Nel 1969 Arafat diventa presidente dell'Olp e inizia la lotta armata contro lo stato israeliano. Nel 1982 Israele invade il Libano per annientare le strutture militari dell'Olp, che aveva trasferito qui la sua base operativa dopo la cacciata dalla Giordania nel 1970. Il Libano meridionale viene occupato dall'esercito israliano, contro il quale inizia la guerriglia del gruppo Hezbollah, sostenuto da Siria e Iran. Cacciato dal Libano, Arafat sposta a Tunisi il quartier generale dell'Olp, che gli israeliani bombardano nel 1985. L'intensificarsi della repressione israeliana nei Territori Occupati fa esplodere nel 1987 un'insurrezione popolare (intifada) del popolo palestinese contro le truppe israeliane. Nel 1988 Arafat proclama la nascita di uno Stato palestinese nei Territori Occupati, riconoscendo per la prima volta il diritto all'esistenza dello stato israeliano. Dopo la fine della guerra fredda e dopo la prima guerra in Iraq si avviano trattative di pace segrete tra l'Olp e il governo israeliano del laburista Itzhak Rabin, che portano, nel 1993, all'accordo di Oslo con cui Israele riconosce l'autonomia limitata dei Territori Occupati e all'avvio di forme di autogoverno palestinese con la costruzione di un'Autorità nazionale palestinese (Anp), presieduta da Arafat. A questo accordo si oppongono gli estremisti di entrambe le parti: i coloni ebrei e la destra israeliana e gli integralisti islamici di Hamas nei Territori, che avviano una serie di attentati con l'effetto di rafforzare le posizioni della destra israeliana, che nel 1996 va al potere. L'elezione del premier Nethanyau blocca il processo di pace per due anni fino alla firma di un accordo per il parziale ritiro delle truppe israeliane dalla Cisgiordania. I negoziati si interrompono nel 2000 dopo il fallimento del vertice di Camp David tra Arafat e il premier israeliano Ehud Barak, che non riescono a trovare un accordo sul ritorno dei profughi palestinesi e lo status di Gerusalemme, rivendicata come capitale da entrambe le parti. Nel settembre 2000 la provocatoria passeggiata di Ariel Sharon, futuro Primo Ministro israeliano, sulla Spianata delle Moschee nel giorno dell’anniversario dei massacri di Sabra e Chatila, è il pretesto per scatenare la seconda intifada. Il 30 aprile 2003, con la mediazione di Unione Europea, Russia, Usa e Onu, si è tracciato un accordo “Road Map” che prevedeva il ritorno alla pace. La figura su cui confluiva l’appoggio di tutti era quella di Abu Mazen, moderato dell’ANP, ma il suo governo è durato poco, schiacciato dalla lotta di potere all’interno dell’ANP. Il governo di Ariel Sharon ha avviato la costruzione di un muro di sicurezza che dovrebbe impedire ai kamikaze palestinesi di entrare in Israele. La speranza di una soluzione al conflitto è stata riposta nel documento “Accordo di Ginevra” stipulato dopo due anni di trattative tra la sinistra israeliana, polemica verso le scelte dell’esecutivo Sharon, ed esponenti moderati dell’Autorità Palestinese. Le due figure di riferimento sono Yossi Beilin per Israele e Yasser Rabbo per l’ANP, tutti e due ex ministri dei rispettivi paesi. L'11 novembre 2004 è morto Yasser Arafat. Oggi il potere dell'Autorità Nazionale Palestinese è nelle mani di Abu Mazen, eletto il 9 gennaio 2005 Presidente dell'ANP. Il 23 agosto viene terminato il piano di smantellamento di 21 insediamenti nella Striscia di Gaza e di 4 in Cisgiordania. Deciso senza consultare i Palestinesi e motivo di polemiche tra il governo Sharon e il movimento dei coloni, ha segnato una svolta storica per la questione israelo-palestinese. Sharon è atteso al varco dall'opinione pubblica israeliana che valuterà i risultati di un passo come questo che ha lasciato una profonda ferita nel movimento dei coloni e della destra religiosa. Una ferita non rimarginabile, tanto da portare alla scissione del Likud: la destra israeliana perde la sua guida storica Ariel Sharon che, assieme a Shimon Peres e a molti transfughi del Likud e dei laburisti, fonda il movimento Kadima a novembre. I sondaggi lo danno per sicuro vincitore alle successiva elezioni politiche israeliane del 28 marzo, ma un grave malore colpisce Sharon all'inizio del mese sucessivo, lasciando all'improvviso senza guida politica Israele. Nel frattempo l'ANP è chiamata a dimostrare, avendo per la prima volta un territorio da amministrare, di essere capace di vincere la corruzione e di emarginare i movimenti armati. Le elezioni politiche del 25 gennaio 2006, le prime in Palestina dal 1996, segnano il trionfo di Hamas che ottiene 76 seggi su 132.

Assetto politico amministrativo:

Il processo di "transizione" verso il definitivo status di autonomia palestinese previsto dagli accordi di Oslo è avanzato in modo parziale e con estrema lentezza ed incertezza fino allo scoppio della seconda Intifada. Da quel momento è arretrato nei fatti, anche se non formalmente. L’ANP è arrivata a controllare solo una parte modesta della Cisgiordania, che ancora oggi è in gran parte classificata come Area C e quindi sotto il controllo israeliano.

La palestina ha un governo provvisorio affidato alla Palestinian Authority.

 

Caratteristiche geografiche:

La Palestina, regione storica del Medio Oriente, è  situata sulla costa orientale del mar Mediterraneo. Sulla base dell’ultima serie di accordi tra israeliani e palestinesi, la Palestina consiste nei due territori della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, attualmente separati da territori annessi ad Israele. La Cisgiordania si estende su una superficie complessiva di circa 5.800 Km²; la Striscia di Gaza ha una estensione di circa 365 Km². Il paese confina con Israele a NORD, OVEST e SUD (Cisgiordania) e ad EST (Striscia di Gaza), con Giordania ad EST (Cisgiordania), con Egitto a SUD-OVEST (Striscia di Gaza). La Palestina è bagnata dal fiume Giordano 253 Km (tratto palestinese, totale 360 Km) che scorre verso sud attraverso il lago di Tiberiade (l’unico grande lago della regione), e sfocia nel mar Morto 1020 Km² (totale, comprese parti giordana e israeliana).


Clima: Mediterraneo - arido

 
Lingua:      
ARABO, EBRAICO, INGLESE.
Altro:      
RELIGIONE: MUSULMANA 97%, CRISTIANA 3%. MONETA: NUOVO SHAQEL D'ISRAELE, DINARO GIORDANO.

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