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Repubblica Democratica del Congo

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Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.

Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud  
Responsabile  Barbara Scettri 
Contatti  kinshasa@cissong.org 

Breve storia del CISS nel Paese:

Progetto giovani di strada a KinshasaL'attività del CISS nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) sono iniziate nel 1996, grazie ai rapporti instaurati con la comunità congolese presente in Sicilia. In quell'anno sono state realizzate due piccole azioni. L'anno successivo venivano realizzate altre due piccole azioni pilota di sviluppo, mentre il CISS lavorava alla stipula del gemellaggio tra la città di Bukavu (Sud-Kivu) e la città di Palermo, sottoscritto lo stesso anno e iniziato a concretizzasi con la visita di una delegazione congolese a Palermo e con alcune borse di studio a studenti congolesi presso l'Università di Palermo. Contemporaneamente nasceva il servizio Congosol che, da allora, si incarica di tenere i contatti tra il Congo e l'Europa, garantendo e diffondendo un'informazione indipendente sugli avvenimenti del paese. Nel 1997 scoppiava il conflitto che dapprima portava al potere Laurent Kabila e poi opponeva quest'ultimo ai suoi ex alleati (Rwanda, Burundi e Uganda), che occupavano militarmente la parte orientale del paese (tra cui le zone di intervento del CISS nel Kivu). Da quel momento l'impegno del CISS è stato teso soprattutto a mantenere i collegamenti con la società civile congolese e a predisporre interventi d'emergenza richiesti dalla collettività locale.
Negli anni successivi, le attività del CISS si sono estese alle zone non occupate dalle truppe straniere, con la realizzazione di altri progetti di sviluppo.


Fasi storiche fondamentali:

Dopo l’indipendenza dal dominio belga nel 1960 e una fase di guerra civile, il paese è stato a lungo sotto il giogo della pesante dittatura del maresciallo Mobutu, durante la quale la situazione economica si è drasticamente deteriorata, soprattutto a causa del saccheggio delle risorse minerarie a vantaggio della élite legata al dittatore e di alcune imprese concessionarie europee e statunitensi, e del totale abbandono di quel poco di infrastrutture che pure erano state realizzate durante l’epoca coloniale. Durante gli ultimi anni di questo regime, il paese subiva l’afflusso di ondate di profughi in fuga dai conflitti nei vicini Rwanda e Burundi, che contribuivano a destrutturare le strutture sociali delle province orientali e a metterne sotto pressione le risorse naturali.
Nel 1997 un movimento politico militare sostenuto anche da Uganda, Rwanda e Burundi ha posto fine alla dittatura di Mobuto e ha portato al potere Laurent Désiré Kabila, il quale ha rovesciato il sistema delle alleanze con i tre paesi che lo avevano sostenuto, impedendo loro di accedere alle concessioni minerarie sulle enormi ricchezze del sottosuolo del paese che erano state la principale motivazione del loro intervento, e avviando nuove alleanze con paesi quali l’Angola e lo Zimbabwe. Ciò ha scatenato la reazione dei precedenti alleati, che hanno preso a sostenere movimenti separatisti nel nord e nell’est del paese e inviato proprie truppe a loro sostegno.
Nel gennaio 2001 il presidente Kabila è stato assassinato e quindi sostituito dal figlio, Joseph Kabila. Il nuovo presidente ha ridato avvio alle trattative per porre fine al conflitto, sia con i numerosi paesi che hanno inviato truppe a sostegno dei ribelli o dello stesso governo di Kinshasa, sia con i leaders dei movimenti ribelli. Un primo passo fu fatto nell'aprile 2001, con il ritiro parziale delle truppe dello Zimbabwe (filo-governative) e dell'Uganda (favorevoli ai ribelli). Subito dopo interevennero le forze di pace delle Nazioni Unite che tentarono di assicurare il regolare sviluppo del processo di normalizzazione.
Nel dicembre 2002 il governo e i gruppi ribelli hanno firmato un trattato di pace e nell'aprile del 2003 è stata stilata la nuova costituzione. Sul cammino del governo di transizione, istituito per completare il processo di pace, rimangono molti ostacoli. Alcuni osservatori ritengono che la presenza ininterrotta delle truppe ugandesi nel paese non sia dovuta alla necessità di lottare contro i ribelli, ma al desiderio di controllare i giacimenti di oro e diamanti e la produzione di legname, risorse di cui il paese è ricco. Gruppi di ribelli rivali lottano per il controllo dei depositi di tantalite, minerale importante per l'industria della telefonia mobile.
Dopo la guerra, poco resta delle infrastrutture del paese e si stima che le armi abbiano ucciso finora 2 milioni e mezzo di persone. Nella Repubblica Democratica del Congo è in atto una grave crisi umanitaria: 16 milioni di persone soffrirebbero a causa di malattie e carestie e 2 milioni sarebbero i profughi.
Nell'estate del 2005 il presidente Joseph Kabila ha annunciato che procederà al disarmo forzato dei gruppi ribelli che si trovano soprattutto nell'est del paese. La decisione fa parte di una serie di misure annunciate da Kabila per accelerare il processo di transizione verso istituzioni democratiche.
Nel febbraio del 2006 sono state adottate la Costituzione, approvata a stragrande maggioranza dalla popolazione tramite il referendum di dicembre 2005, e la nuova legge elettorale. A luglio si sono tenute le elezioni politiche, che hanno visto la vittoria della coalizione vicina al presidente Kabila, mentre a fine ottobre si è avuto il ballottaggio presidenziale tra lo stesso Kabila e l'ex-ribelle e vice-presidente Jean-Pierre Bemba, i cui risultati devono ancora essere pubblicati. Si teme che nuovi scontri possano scoppiare quando verrà ufficializzato il responso delle urne, tanto che sia la Monuc (United Nations Organization Mission in the Democratic Republic of the Congo) che l'esercito congolese sono in stato di allerta.

 
Assetto politico amministrativo:

Dal punto di vista amministrativo, la principale caratteristica dell’attuale situazione congolese, conseguenza degli avvenimenti politico militari, è la sostanziale assenza di uno stato e di una amministrazione in grado di garantire la gestione anche minima della vita amministrativa e dei servizi essenziali. Sulla maggior parte del territorio le strutture pubbliche sono abbandonate a sé stesse e a volte il concetto stesso di amministrazione è del tutto assente. L’effettivo raggio d’azione dell’amministrazione è il più delle volte limitato ai soli centri principali e per di più handicappato dall’assenza di risorse finanziarie.
Attualmente il paese è diviso in quattro territori: il Nordovest e una parte della Provincia Orientale, controllati dal Movimento di Liberazione Congolese; il Nordest (parte del Nord Kivu, Ituri) e una parte della Provincia Orientale, controllati dal movimento politico di Nyamwisi; l’Est (Sud Kivu, parte del Nord Kivu, Maniema e Nord Katanga) e una parte della Provincia Orientale, controllati dal Raggruppamento Congolese per la Democrazia, direttamente sostenuto dall’esercito rwandese; Kinshasa, le provincie Ovest e il resto del territorio nazionale, controllati dal Governo di Kinshasa.
La capitale del paese è Kinshasa.

 
Caratteristiche geografiche:

La Repubblica Democratica del Congo, stato dell'Africa centrale, ha una superficie di 2.345.476 Km² e confina a NORD con il Sudan e la Repubblica Centroafricana, a EST con l’Uganda, il Ruanda, il Burundi e la Tanzania, a SUD con l’Angola e lo Zambia, a OVEST con il Congo; si affaccia solo per un breve tratto sull’oceano Atlantico a OVEST.
Situato nel cuore del continente africano, occupa la maggior parte del bacino del fiume Congo, è attraversato dall’equatore e ha caratteristiche geografiche molto differenti: montagne e foreste nel nord e verso ovest, vulcani e laghi nella regione di Kivu, vaste foreste pluviali sul confine occidentale con il Congo. Un’alta pianura si estende nella parte orientale, intorno ai laghi Tanganica, Kivu, Edward, Albert e Bukavu. Nel sud-est si eleva un altopiano che a Shaba raggiunge i 1.000 m di altitudine. Nel sud, coperto da savane, vive la maggior parte della popolazione.
La foresta pluviale ricopre gran parte del bassopiano della Repubblica democratica del Congo e contiene una grande varietà di specie alcune della quali rare ed endemiche, fra queste lo scimpanzé, il bonobo, il gorilla di montagna, l'okapi e il rinoceronte bianco. Cinque dei parchi nazionali del paese sono compresi nel patrimonio dell'umanità dell'UNESCO: Garamba National Park, Kahuzi-Biega National Park, Salonga National Park, Virunga National Park, Okapi Wildlife Reserve.
Il clima è equatoriale-tropicale.

Lingua:      
FRANCESE (LINGUA UFFICIALE), KONGO, LUBA, MONGO E ALTRI DIALETTI ETNICI.
Altro:      
RELIGIONE: CRISTIANA 70%, ANIMISTA 20%, MUSULMANA 10%. MONETA: FRANCO CONGOLESE.

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