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Sudan

Intervento internazionale: sostegno economico diretto in molti paesi del Sud del mondo e collaborazioni con enti locali e organizzazioni internazionali.


Breve storia del CISS nel Paese:

L'inizio dell'impegno del CISS in Sudan risale alla fine del 2001, con il sostegno, nell'area dei monti Nuba, alla scuola di Kerker gestita dall'associazione Koinonia, con sede a Nairobi, in collaborazione con la Nuba Relief Rehabilitation and Dévelopment Organisation.

 
Fasi storiche fondamentali:

Per buona parte della sua storia il Sudan è rimasto sotto il dominio dell'Egitto. Nel XVI secolo fiorì l’impero dei Funj, una comunità di neri musulmani i cui forti contrasti interni nel XIX secolo favorirono nuovamente l’arrivo degli Egiziani, che conquistarono la parte settentrionale del paese, ponend sotto il governo degli Ottomani. La schiavitù contro le popolazioni nere meridionali peggiorò i rapporti tra nord e sud.
Tra il 1877 e il 1880 il Sudan Egiziano venne governato, per conto dell’impero ottomano, dal britannico Charles George Gordon, che tentò di abolire il commercio schiavistico. Le dimissioni di Gordon e l’occupazione dell’Egitto da parte degli inglesi nel 1882 causarono l'inasprimento dei conflitti, dove divampò la rivolta guidata da Muhammad Ahmad Abd Allah, che, battute le truppe anglo-egiziane, instaurò nel 1885 uno stato teocratico. Alla sua morte le condizioni del paese peggiorarono con il governo di Abdallah at-Taaisha. Questi continuò la guerra contro le popolazioni del sud, annettendo i loro territori al Sudan Egiziano. Nel 1896 una forza anglo-egiziana si mosse contro Abdallah at-Taaisha e nel 1898 sconfisse le sue truppe. Nello stesso anno i francesi tentarono di installarsi nella regione, provocando una crisi che portò le due potenze europee sull’orlo di uno scontro diretto.
Nel 1899 il Sudan fu dichiarato un “condominio” anglo-egiziano; di fatto, il paese divenne un dominio della Gran Bretagna, che stabilì un'amministrazione coloniale nel Nord favorendone lo sviluppo, mentre il sud fu affidato a funzionari e missionari cristiani. A ovest, il sultanato di Darfur conservò l'autonomia fino al 1916, quando il sultano fu assassinato da agenti inglesi.
Dal 1922, in seguito alla conquista dell’indipendenza da parte dell’Egitto, il Nord del Sudan visse uno sviluppo del movimento nazionalista, all’interno del quale riemersero divisioni tra una parte aggregatasi intorno alla confraternita Khatmiyya, favorevole all’unione con l’Egitto, e una indipendentista, legata ai seguaci di Muhammad Ahmad Abd Allah e al partito della Umma (la “comunità musulmana”) in funzione antiegiziana.
Nel Sud, nel 1924, in reazione all’instaurazione di un governo indiretto nel Nord, esplosero rivolte che indussero i britannici a isolare ulteriormente la regione dal resto del paese, provocando forti risentimenti. Nel giugno del 1948 il governatore generale inglese varò alcune riforme indirizzate a promuovere una forma di autogoverno nel Sudan settentrionale. Nel 1950 l’Assemblea legislativa appena eletta, dominata dagli indipendentisti, denunciò il “condominio” anglo-egiziano e chiese il ritiro delle forze britanniche. Nel 1951 il re egiziano Faruq si proclamò sovrano del Sudan, ma venne rovesciato mesi dopo dal colpo di stato dei Liberi Ufficiali. Nel 1953, nell’ambito di un accordo tra autorità inglesi ed egiziane, che prevedeva un periodo triennale di autogoverno, si tennero le prime elezioni nazionali, che videro l’affermazione delle due forze del Nord; il Partito nazionalista unionista, espressione dei ceti urbanizzati e filoccidentali, prevalse sul partito Umma, radicato tra gli strati poveri della popolazione. Gli unionisti dal 1954 accentuarono le differenze economiche e sociali tra il Nord arabo e musulmano e il Sud nero e cristiano. Come conseguenza, nel 1955 esplose nel Sud un primo violento conflitto, guidato dal movimento separatista Anya-Nya.
L’indipendenza del Sudan fu dichiarata il 1° gennaio del 1956. Egitto e Gran Bretagna riconobbero il nuovo stato e il Sudan divenne membro della Lega araba e delle Nazioni Unite. Nelle elezioni 1958 vinse il partito Umma. Nel novembre il generale Ibrahim Abbud, comandante in capo delle forze armate, prese il potere con un colpo di stato.
Nel 1964, in seguito all’esplosione di violente rivolte studentesche, il presidente Abbud si dimise e fu sostituito da un governo civile, che non modificò le attitudini di Khartoum verso il Sud. Le tensioni sfociarono in una rivolta secessionista e nell’intensificarsi della guerriglia. Nel 1969 un nuovo colpo di stato portò al potere il colonnello Gaafar Nimeiri, che instaurò una dittatura.
Nel 1973 una nuova Costituzione istituì la Repubblica democratica del Sudan. Nimeiri si avvicinò agli Stati Uniti, all’Arabia Saudita, all’Egitto, lanciò una campagna repressiva contro il movimento islamista dei Fratelli musulmani e il partito Umma e negoziò un cessate il fuoco con la guerriglia del Sud, al quale venne accordata una limitata autonomia.
Nel 1983 Nimeiri venne rieletto per la terza volta alla guida del paese. Indebolito, fu costretto a chiedere il sostegno alle forze islamiste, alle quali concesse la riforma del sistema giudiziario e l’applicazione della shariah, provocando il malcontento del Sud cristiano; la guerriglia del Sud, riunitasi nell’Esercito di liberazione popolare sudanese (ELPS) di John Garang, riprese la lotta armata. Una violenta rivolta popolare scoppiata a Khartoum nel 1985 in seguito all’esecuzione di un religioso musulmano portò a un nuovo colpo di stato e alla caduta di Nimeiri. Dopo un anno di transizione, Sadeq El-Mahdi, costituì un governo civile di coalizione che non riuscì ad affrontare i problemi del paese né a far cessare la guerriglia.
Nel 1989 prese il potere Omar Hassan El-Bashir, che si appoggiò al Fronte nazionale islamico di Hassan El-Turabi. Sospeso il Parlamento, il regime applicò la shariah; nel Sud si intensificò la guerriglia, che si fermò nel 1995 con la proclamazione di un nuovo cessate il fuoco.
Nel 1993 El-Bashir sciolse la giunta militare per istituire un governo composto in parte da civili. Più volte ammonito per le violazioni dei diritti umani perpetrate nei confronti della popolazione cristiana del Sud, nel 1995, rammaricatosi per il fallito attentato al presidente egiziano Hosni Mubarak ad Addis Abeba, il regime sudanese venne accusato di complicità con gli attentatori. Nello stesso periodo il regime di Khartoum diede ospitalità al leader fondamentalista islamico Osama Bin Laden e a migliaia di suoi seguaci.
Le elezioni svoltesi nel 1996 riconfermarono al potere El-Bashir, mentre Hassan El-Turabi fu nominato presidente del Parlamento; nello stesso anno le Nazioni Unite imposero al paese sanzioni diplomatiche.
Nel 1997 l’opposizione, raccolta nell’Alleanza nazionale democratica, sferrò un'offensiva militare nel Nord del paese. Il presidente El-Bashir si dichiarò favorevole a una trattativa con le forze di opposizione e con la guerriglia del Sud, mentre El-Turabi sostenne lo scontro militare. Nel 1998 El-Turabi riavviò le trattative con la guerriglia, che pervennero a una nuova tregua. Le profonde divisioni nel regime condussero a uno scontro tra El-Bashir ed El-Turabi, che si concluse con la vittoria del primo. Sciolto il Parlamento e proclamato lo stato d’emergenza, El-Bashir nominò un nuovo governo centrale, nuovi governatori delle regioni e prese le distanze dagli islamisti. El-Bashir riuscì a ottenere il sostegno di diversi stati arabi, africani e dell’Unione Europea.
Rafforzata la posizione interna, nel 2000 El-Bashir lanciò un’offensiva contro le opposizioni e contro quella islamista di El-Turabi. Rieletto alla presidenza del paese, avviò un negoziato con l’ELPS di John Garang; in febbraio, con l’arresto di El-Turabi, fu avviata una campagna di repressione contro il movimento islamista. Con la condanna del terrorismo pronunciata da El-Bashir dopo l’attacco subito dagli Stati Uniti l’11 settembre 2001, il regime sudanese intensificò la sua svolta moderata. Grazie a questa presa di posizione, il Sudan ottenne la revoca delle sanzioni imposte dall’ONU nel 1996. Con la mediazione delle diplomazie egiziana e libica, ripresero i negoziati tra il governo e la guerriglia dell’ELPS, che nel luglio 2002 sottoscrissero gli accordi di Machakos, con i quali veniva sancita la fine della guerra civile nel sud. Gli accordi prevedevano un governo provvisorio di sei anni, con Garang alla vicepresidenza, passati i quali nel sud si sarebbe svolto un referendum per l’indipendenza; l’EPLS accettava in cambio l’applicazione della legge islamica nel nord del paese.
Nel febbraio 2003 scoppiò la crisi del Darfur, un movimento guerrigliero si ribellò contro il governo rivendicando una maggiore autonomia. Nel gennaio 2004 il governo di Khartoum lanciò una violenta offensiva nella regione, causando distruzioni, migliaia di morti e migliaia di profughi verso il Ciad, per sfuggire alle milizie arabe janjawid, accusate dall’ONU di perseguire un genocidio nella regione.
Nel gennaio 2005 i rappresentanti del governo e dell’ELPS hanno firmato un definitivo accordo di pace. In agosto è morto in un incidente aereo John Garang, leader dell’ELPS e nuovo vicepresidente; scoppiarono violenti disordini nel paese. A Garang è succeduto il suo braccio destro Salva Kirr Mayardit. In settembre si è insediato a Karthoum il nuovo governo e il mese successivo nel sud del paese il governo autonomo. Le autorità sudanesi sono accusate da buona parte della comunità internazionale di contribuire al prolungamento del conflitto, le numerose tregue firmate tra governo e ribelli non sono mai state rispettate mentre un ennesimo accordo di pace, siglato nel maggio 2006 tra governo e una parte del Sudan Liberation Army, ha provocato solo una recrudescenza degli scontri.


Assetto politico amministrativo:

Il Sudan è una Repubblica presidenziale.
Il potere esecutivo è affidato a un presidente eletto a suffragio universale ogni cinque anni, che è anche capo del governo. Il potere legislativo si basa sull’Assemblea nazionale (Majlis Watani) unicamerale, composta da 360 membri, di cui 270 sono eletti a suffragio universale ogni quattro anni e 90 sono nominati direttamente da commissioni controllate dal governo. Il sistema giudiziario si basa soprattutto sulla shariah, con elementi di Common Law. È in vigore la pena di morte.
Le libertà di espressione e di associazione politica sono fortemente limitate e l’unica forza politica legale è stata fino al 2005 il Congresso NazionaleIn base a un piano di riorganizzazione del 1991, è stato istituito un sistema federale composto di nove stati, in sostituzione delle sei regioni autonome, amministrati da un governatore assistito da un gabinetto. Gli stati sono suddivisi in 66 province e 218 distretti. Nel 1994 il paese è stato nuovamente suddiviso in 26 stati con più estesi poteri legislativi ed esecutivi.
Città principale e centro commerciale è Khartoum, la capitale. Altri centri importanti sono Port Sudan, principale centro portuale sul Mar Rosso; Wad Medani, maggior centro della Gezira; El-Obeid, città principale del Sudan centrale; Kassala, centro delle popolazioni beja; Atbara, importante nodo ferroviario e Kusti, attivo porto fluviale sul Nilo Bianco.

 
Caratteristiche geografiche:

Sudan è uno stato dell’Africa nordorientale con una superficie di 2.503.883 Km², confina a NORD con l’Egitto, a OVEST con la Libia, il Ciad e la Repubblica Centrafricana, a SUD con la Repubblica democratica del Congo, l’Uganda e il Kenya, a EST con l’Etiopia e l’Eritrea ed è bagnata del Mar Rosso.
Il territorio del Sudan può essere suddiviso in tre regioni fisiche: a nord un’area desertica sahariana, che copre circa il 30% del paese, lascia il posto alla regione semiarida del Sahel e ai bassi rilievi nel centro del paese, a sud si estende un’ampia regione, il Sudd, occupata da paludi e foreste pluviali. I pochi altipiani si trovano lungo la costa (Red Sea Hills) e nell’area centroccidentale (monti Nubah); le vette più alte sono il vulcano estinto Jabal Marrah (3.088 m), che domina la regione del Darfur nell’estremo ovest, e il Kinyeti, a sud (3.187 m). Con i suoi due rami, il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco e i loro tributari, il Nilo caratterizza la morfologia del paese. Il Nilo Bianco scorre dall’unione del Bahr al-Jabal con il Bahr al-Ghazal fino alla confluenza con l’altro braccio, formando così il Nilo vero e proprio. Il Nilo Azzurro, il maggiore per portata di acque, nasce nell’altopiano etiopico e attraversa la parte centrorientale del paese. Il lago principale è Khazzan ar Rusayris (450 Km²).


Il Sudan ha un clima tropicale continentale. Variazioni stagionali sono estreme nelle zone desertiche, con temperature invernali che possono scendere a 4,4 °C e temperature estive che superano i 43,3 °C. Tempeste di sabbia, dette haboob, si verificano di frequente nei mesi più caldi prima delle piogge. Alte temperature e bassi tassi di umidità prevalgono anche al sud e nelle pianure centrali; nell’estremo sud il clima equatoriale comporta al contrario eccessi di umidità e precipitazioni abbondanti.

Lingua:      
ARABO (LINGUA UFFICIALE), DINKA, NUET, BEJA E ALTRE.
Altro:      
RELIGIONE: MUSULMANA 70%, ANIMISTA18%, CRISTIANA 5%. MONETA: DINARO SUDANESE.

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