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Diario dal Mediterraneo - Palermo fa rete per dire No alla Tratta degli esseri umani

di Epifania Lo Presti - Magweb

Associazioni, rappresentanti delle forze dell’ordine, giornalisti, rappresentanti di comunità immigrate e della società civile, uniti da un unico obiettivo: sradicare la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale in Sicilia, farlo attraverso la sinergia e il lavoro in rete. È questa la forza di ROOT – Research On Organized Trafficking, un progetto di ricerca e di azione contro la tratta di esseri umani sviluppato e portato avanti dalla ong palermitana Ciss – Cooperazione Internazionale Sud Sud, che da oltre 25 anni promuove e realizza progetti di cooperazione con i Paesi in Via di Sviluppo.

La tratta di esseri umani è un fenomeno presente su tutto il territorio nazionale, ma colpisce specialmente la Sicilia, che rimane una delle principali rotte per l’ingresso in Italia da parte di chi ha iniziato un percorso migratorio irregolare e che può trasformarsi in sfruttamento, anche a causa della condizione di maggiore vulnerabilità, e riduzione in schiavitù una volta raggiunto il paese di destinazione: un crimine di carattere transnazionale che se da un lato ha bisogno di una certa clandestinità, dall’altro deve essere sotto gli occhi di tutti, quasi fosse un aspetto del paesaggio urbano. Non c’è ancora stata una vera presa di coscienza collettiva né una strategia nazionale per contrastare un fenomeno multiforme in rapida evoluzione, legato a sistemi di sfruttamento sessuale e lavorativo e, in misura minore, in attività illegali come lo spaccio di sostanze stupefacenti, borseggi o furti in appartamento. La tratta si regge su forme di coercizione fisica e psicologica esercitate nei confronti delle vittime, è legata ai processi migratori, al radicamento del crimine organizzato, alla violenza contro le donne, ai temi dello sviluppo, ai circoli viziosi innescati dalla povertà e ai meccanismi distorti della distribuzione di ricchezza. Produce una violazione dei diritti umani, nei paesi di origine, di transito e di destinazione: in Italia la legislazione relativa alla tratta ai fini dello sfruttamento della prostituzione e della riduzione in schiavitù, è costituita dalla Legge n. 228 del 2003, “Misure contro la tratta di persone“, e dall’articolo 18 del Decreto Legislativo n. 286 del 1998, “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”.

Il progetto ROOT, finanziato dalla Commissione Europea, si concentra in particolare sul fenomeno della tratta di giovani donne straniere sfruttate sessualmente e costrette a prostituirsi. La prostituzione forzata in strada rimane infatti la tipologia di tratta più visibile e conosciuta.

Per comprendere come nasce il progetto del Ciss è necessario andare indietro di qualche anno: “Era il 10 febbraio 2005 quando insieme ad altre associazioni impegnate sul territorio per la difesa dei diritti dei migranti il CISS lanciava un S.O.S contro il rimpatrio di 300 richiedenti asilo ai quali era stata respinta la domanda di protezione umanitaria”, racconta Margherita Maniscalco, una delle coordinatrici del progetto. “Era fortissima la preoccupazione per la sorte di molte donne provenienti dalla Nigeria, ritenute prostitute ma effettivamente vittime della tratta; per loro poteva scattare l’arresto e l’immediata espulsione” spiega Margherita. A distanza di diversi anni, al centro dell’attenzione non sono più i rimpatri forzati, ma le condizioni di vita di numerose giovani donne, e sempre più spesso minori provenienti dalla Nigeria – ma non solo – sono ancora oggi terribili. Dal punto di vista dello staff del Ciss, la tratta delle donne così come altre forme di tratta che intrappolano bambini, adolescenti e uomini è una tipica problematica di cui l’ong palermitana si occupa. “Il progetto Root – conclude Margherita – nasce soprattutto dalla voglia di comprendere quali possono essere i meccanismi all’origine di un fenomeno che perdura in modo così costante ed invariato da sembrare sempre uguale a se stesso, sebbene si adegui al variare delle circostanze ogni giorno”.

Già dallo scorso settembre 2014 sono in corso delle attività volte a sostenere la formulazione di un piano d’azione transnazionale per la lotta contro lo sfruttamento sessuale di ragazze e donne vittime di tratta in Sicilia e per meglio capire il fenomeno: sono stati infatti coinvolti in un dialogo costante e in uno scambio di buone pratiche diversi Stati membri dell’Unione Europea e alcuni dei paesi di origine del traffico, tra cui il Marocco e la Nigeria.

È in corso una ricerca di tipo qualitativo, ma anche sul campo, con lo scopo di conoscere in modo più ampio il ruolo del crimine organizzato – internazionale e locale – quale fattore determinante di spinta e attrazione per le vittime della tratta legata allo sfruttamento sessuale. Sempre nell’ambito delle attività di ricerca è stato creato un gruppo sostenuto dalla società civile locale e supportato da esperti internazionali in materia, sono state realizzate interviste e prodotta una raccolta di storie di vita che servirà anche come punto di partenza per produrre un documentario audiovisivo. Le attività di rete a livello locale e internazionale hanno portato alla definizione di una mappa transnazionale per identificare possibili collaborazioni tra diversi paesi da parte di istituzioni locali e della società civile, alla stesura di un piano di azione internazionale e alla costituzione di un osservatorio con l’obiettivo di realizzare un costante monitoraggio del fenomeno e collaborare per il suo sradicamento.

Un’altra delle aree di intervento previste dal progetto è una campagna di informazione e formazione sul tema della tratta rivolta non solo alle comunità locali per prevenire il fenomeno, ma anche ai giornalisti e agli esperti di comunicazione perché si possa raccontare la tratta nella maniera più rispettosa possibile delle vittime e della loro dignità, per evitare di cadere in stigmi, pregiudizi e stereotipi. E poi ancora incontri e workshop tecnici tenuti da operatori specializzati e laboratori nelle scuole superiori presenti sul territorio palermitano che prevedono la creazione di kit didattici sul tema.

Grazie al lavoro di rete sviluppato negli ultimi, il Ciss in collaborazione con associazioni come Il Pellegrino della Terra, NIGARS – Nigerian Association Regione Sicilia, CESIE – Centro Studi ed Iniziative Europeo e il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Palermo, all’impegno quotidiano e alla testimonianza di operatori, attivisti e volontari impegnati a Palermo a difesa dei diritti delle donne vittime della tratta e di sfruttamento sessuale, è ancora forte il desiderio di cercare di comprendere la tratta e le sue interconnessioni e supportare un’inversione di rotta possibile.

Fonte: http://www.maghweb.org/palermo-fa-rete-per-dire-no-alla-tratta-degli-esseri-umani/