La Marina israeliana spara cannonate d'acqua contro la Barca OLIVA a protezione dei pescatori di Gaza
di Rosa Schiano - 13 giugno 2012
Sono appena tornata dal mare, sto scrivendo tremando ancora con i vestiti bagnati addosso
Eravamo fermi accanto a un'imbarcazione questa mattina a circa tre miglia dalla costa, la marina israeliana si è avvicinata alla nostra barca, ci siamo allontanati ma erano troppo veloci per noi, ci hanno seguito fino a un miglio e mezzo dalla costa sparandci addosso cannonate d'acqua ininterrottamente, la nostra barca si è riempita di acqua, ci hanno gridato di fermarci, ci siamo dovuti fermare anche perché il motore ha smesso di funzionare, hanno continuato a spararci acqua addosso, eravamo in tre sulla barca, io, un'altra ragazza e il capitano palestinese. Ci hanno detto di posizionarci sul fronte della barca per poter essere arrestati, ho gridato per favore di non arrestarci, ho chiesto di lasciarci andare a casa, ma hanno risposto di nuovo con cannonate d'acqua, non riuscivo a smettere di tremare per il freddo, poi ci hanno ordinato di nuovo di metterci sul fronte della barca per poter essere presi e portati ad Ashdod, abbiamo detto ok, ok, ma abbiamo chiesto di arrestare solo noi due internazionali e di non arrestare il capitano palestinese ma non hanno voluto, ci hanno detto che tutti noi tre dovevamo essere arrestati, noi non volevamo che il palestinese venisse arrestato, ci hanno spruzzato altra acqua, infine ci hanno detto che ci lasciavano andare ma ci hanno minacciati, ci hanno detto che se la prossima volta ci vedono di nuovo in mare ci arresteranno e porteranno Ashdod in Israele.
La mia fotocamera è completamente rotta, l'ho messa nel riso per cacciar via il sale ma ho poche speranze, 700 euro andati a mare, anche il mio cellulare non funziona più. Solo una card di una piccola fotocamera si è salvata e caricherò il video dell'attacco più tardi.
Se la prossima volta ci arrestano non saremo più in grado di monitorare le violazioni della marina israeliana, per favore fate qualcosa
a dopo
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=23273&typeb=0&Cannonate-d-acqua-contro-la-Oliva
Cannonate d'acqua contro la Oliva
La Marina israeliana oggi ha sparato cannonate d'acqua contro l'imbarcazione pacifista uscita in mare a protezione dei pescatori di Gaza. Il racconto di ROSA SCHIANO fotoreporter e attivista oggi sulla barca Oliva
di Rosa Schiano
Sono appena tornata dalla barca Oliva. Prima in mare, eravamo fermi vicino un'imbarcazione di pescatori, la Marina militare israeliana si è avvicinata a noi della Oliva, ci siamo allontanati ma erano più veloci di noi, ci hanno sparato con cannonate d'acqua, hanno riempito la barca di acqua, abbiamo chiesto di smettere ma continuavano.
Abbiamo proseguito lentamente ma ci hanno seguito fino a un miglio e mezzo dalla costa continuando a spararci cannonate d'aqua.
Tremavo dal freddo bagnata dalla testa ai piedi con le gambe nell'acqua della barca, ci hanno detto di fermarci. Noi ci siamo fermati anche perché il motore della barca si è bloccato a causa dell'acqua. Ci hanno chiesto di metterci nella parte anteriore della barca per poter essere arrestati e portati al porto Ashdod, in Israele. Io l'altro osservatore internazionale abbiamo chiesto di non arrestare il capitano palestinese ma ci hanno risposto che ci avrebbero arrestati tutti.
Abbiamo tentato di parlare, ho chiesto per favore di farci tornare a casa e di non arrestarci ma hanno ricominciato a spruzzare acqua, abbiamo continuato a gridare. Alla fine ci hanno detto che ci lasciavano andare, avvertendoci però che se ci vedono la prossima volta in mare ci arresteranno e ci porteranno ad Ashdod. Siamo tornati a Gaza lentamente, la mia macchina fotografica è completamente rotta, 700 euro buttati in mare, il mio telefono non funziona più. Stiamo cercando di recuperare una card di un'altra camera ma non sembra funzionare. Vi scrivo mentre tremo ancora per il freddo.
Questi abusi devono finire devono finire, come possiamo continuare a proteggere i pescatori se la prossima volta ci arrestano. Nena News

