Tra foglie di alloro e francese mal digerito, tunis je reste (TUNISIA)
di Marta Bellingreri - 7 febbraio 2012
Per parlare dialetto tunisino nella capitale basta parlare in francese mettendo ogni tanto un "ma3anata" corrispondente al nostro "cioè" o a "ya3ni" in Medio Oriente; e ci si può anche arrendere all'uso di altre parole in arabo...ovviamente se il discorso riguarda il cinema o la fotografia o i diritti delle donne non c'è neanche bisogno di mettere quelle due parole in arabo solo francese. Oppure si può parlare in arabo, in dialetto tunisino, perché il "jus d'orange " che mi sono ostinata a chiamare col suo nome in arabo "3asir burtuqal" per tre settimane, è dialetto tunisino! Mi raccomando se volete praticare arabo a Tunisi basta dire che il francese non lo conoscete e che è la lingua della colonizzazione... solo così i miei amici e conoscenti e passanti si sono resi conti che non sono venuta a Tunisi per trovare la fotocopia sbiadita di Parigi, ma sono venuta a Tunis per Tunis, sì è vero per studiare, fare interviste e infilarmi nelle biblioteche. Ma anche per prendere la metro fino all'ultima fermata e scoprire nel quartiere più povero della banlieu tutti i tunisini che sono stati a Lampedusa, a settembre.
Ma anche camminando per strada, in centro, mi è capitato: "Marta Marta, Lambadusa Lambadusa!".
Nei quartieri al termine della metro, dove i ragazzini si attaccano alla coda del treno, facendosi il viaggio così, il francese non si parla, la lingua conosciuta è quella di come trovare il contatto per tentare a partire. Ho trovato già la mia famigliuola di riferimento - che senza saperlo era appunto la famiglia di uno dei tunisini di Lampedusa - in questo quartiere dove le donne non possono varcare la soglie di un caffé ... haram. Tutto il contrario di Tunisi, dove gli haram si commettono più facilmente! (nel mio unico commesso in un luogo pubblico nella mia vita in un paese arabo ho dovuto poi riprendermi dai post-HARAMic stress disorder. E ho deciso che era meglio continuare a scrivere la tesi senza prolungare gli Haram!) Tunis Tunis meno male ca ta rippigghiarunu gli islamisti, che fine facesti? Grazie a Dio, como dite voialtri? al-hamdu, ca ci sù i salafiti chi 4 cose ve le insegnono và!
A proposito di insegnare! Magicamente la mia permanenza a Tunisi si prolungherà. Volevo restare fino a Pasqua e poi tornare a laurearmi. La laurea non l'ho esclusa dalla mia vita, ma dal 13 febbraio dovrei iniziare a lavorare nella scuola italiana di Tunisi, se tutto va bene il contratto sarà dal 13 febbraio al 30 giugno....ya salam! Farò 25 ore settimanali come sostegno nella classe... piccoli italianini delle medie, cresciuti a Tunisi e che raramente parlano arabo! Ma seguirò i ragazzi anche nelle classi di arabo, sono curiosissima!
Certo, mi toccherà alzarmi di nuovo all'alba come a Roma... ma come a Roma andrò verso la periferia e quindi nella direzione opposta del traffico, che da fuori va verso il centro. Mi piace decentrarmi, e sono sempre nomade! Dopo essere stata per due settimane e mezzo ospite, ho realizzato che la mia attività principale a Tunisi era...cercare casa! Quindi dopo una ventina di case viste in cui: no niente ospiti, no sai i vicini, non siamo in europa, ora c'è il partito islamista al potere e blabaablababla, non periodi brevi, no elettricità, no acqua calda, no fumo, no no no no...ho detto sì io! ad una ragazza di Sidi Buzid che mi coccola al massimo, perfino mi asciuga e mi pettina i capelli e mi ha messo lo smalto, cosa che non facevo da circa dieci anni! Ovviamente cucina benissimo, ma non credo che da domani lo farà più. Le ho detto infatti che resto solo un mese ed è rimasta male, perché nella mia ricerca casa estenuante alla fine mi sono accontentata in un posto dove non tutte le condizioni sono come vorrei. C'è la TV, così ascolto le news in arabo. Ma qualcosa non va! Vediamo chi indovina tra voi cosa, tra chi conosce le mie sfighe storiche con le case, tra quelli che mi sono venuti a trovare da Paris ad Amman!
Intanto anche se dentro le case si muore di freddo, fuori è mezza primavera di giorno e c'ho visto bene a lasciare l'Europa a gennaio e febbraio! Insomma se il contratto sarà confermato, casa cambiata e tesi scritta, vi aspetto tutti in Tunisia senza scuse che sono vicino all'Irak e che se sbagliamo strada ci ritroviamo in Arabia Saudita (Elena Vera Simo vi dice qualcosa???), al massimo finiamo in Libia o in Algeria...c'est dejà pas mal! Lavoro o non lavoro, ad aprile torno a Palermo, le primavere me le becco tutte sempre!
Tanto amore per tutti, con foglie di alloro sempre con me, odore di gelsomini, tunisini iperattivi bellissimi.

