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progetto d’emergenza a favore dei bambini del campo Nahr al-Bareddi (Libano)

Il programma ROSS (Riabilitazione, Occupazione, Servizi, Sviluppo), programma di emergenza della cooperazione italiana promosso dal Ministero degli Affari Esteri italiano, ha approvato il progetto del CISS, in collaborazione con Associazione per la Pace, "Sostegno al benessere psicofisico di 800 minori provenienti dal campo profughi di Nahr al-Baredd" in Libano.
Si tratta di un progetto della durata di 1 mese a favore dei bambini profughi (fra i 4 e i 12 anni di età) sfollati a causa del conflitto armato in atto nel campo profughi palestinese di Nahr al-Bareddi, che hanno trovato rifugio presso altri campi. In particolare l'intervento si localizzerà presso i campi palestinesi di Chatila e di Burj al-Barajneh (Beirut).

Partner locali del CISS saranno due associazioni attive in questi campi profughi: Children and Youth Center (CYC) e Women’s Humanitarian Organisation (WHO).
Nel campo di Chatila, l'associazione CYC ha attivo uno spazio che offre attività educative e ricreative per bambini e ragazzi tra i 6 ed i 18 anni. 
A  Bourj el Barajneh, l'associazione WHO gestisce 7 centri di aggregazione con un programma di protezione dei minori dalle sindromi traumatiche legate ai conflitti.

Il conflitto tra l’esercito libanese ed i miliziani di Fatah al-Islam, scoppiato il 20 maggio scorso, ha avuto pesanti conseguenze su bambini ed adolescenti, che costituiscono circa la metà della popolazione residente nei campi.
Già prima di tale conflitto buona parte della popolazione di Nahr al-Bared viveva in una grave condizione di povertà economica; con l’inizio ed il protrarsi dei combattimenti la situazione è degenerata in una crisi umanitaria.
Tale situazione ha portato circa 6.500 famiglie a lasciare Nahr al-Bared e a trovare rifugio presso altri campi profughi: a Beddawi, a Burj al-Barajneh e Chatila, nei quali si riscontra una grave situazione di sovrappopolazione. Il numero di famiglie provenienti da Nahr el-Bared ha raggiunto a Burj al-Barajneh il numero di 326 ed a Chatila il numero di 286.

I bambini provenienti da Nahr el-Bared risultano particolarmente colpiti dalla situazione poiché stanno vivendo i traumi provocati dalla loro evacuazione, manifestando i segni di uno stress psicologico che necessitano di cure.

I bambini sono stati esposti a numerosi fattori di rischio per la loro salute mentale:
l’essere stati esposti a situazioni di pericolo di vita, la morte di familiari e di persone care, la perdita della casa, l’esposizione a drammatiche immagini di morte e devastazione hanno inciso sul loro normale sviluppo evolutivo rendendoli vulnerabili e soggetti a disagi psicologici, oltre ad aver causato difficoltà relazionali e comportamentali.

Eventi traumatici simili provocano reazioni di stress, identificate in disturbi del sonno, ipervigilanza, risposte di allarme esagerate, diminuzione della concentrazione e perdita di interesse per le usuali attività.
Spesso le famiglie non sono in grado di offrire ai minori un adeguato supporto affettivo e relazionale e la mancanza di luoghi e occasioni di incontro tra minori limita le normali attività ludico-relazionali, rischiano di contribuire all'isolamento psicologico e sociale del bambino.

Il progetto del CISS "Sostegno al benessere psicofisico di 800 minori provenienti dal campo profughi di Nahr al-Baredd" ha l'obiettivo di aumentare e rendere maggiormente efficaci le attività già in corso nei campi e consentire ad un numero maggiore di minori di parteciparvi. I due partner locali dell’intervento CYC e WHO saranno messe nelle condizioni di ampliare il numero di Bambini coinvolti nelle loro attività e di sostenerle per il tempo necessario a superare la fase di emergenza.

La vita di un bambino è molto più della sua mera sopravvivenza. Al di là degli bisogni materiali, i bambini e gli adolescenti che vivono le conseguenze della guerra hanno esigenze, connesse allo sviluppo della loro personalità, che devono ricevere attenzione.
La realizzazione di attività creative, ricreative ed educative è il metodo migliore per rispondere a tali esigenze: esse ricostruiscono un clima di normalità spezzando l’incubo dell’emergenza continua, permettendo ai bambini di socializzare i traumi vissuti ed offrendo il raggiungimento di un minimo grado di stabilità.

Le attività previste dal progetto sono:

Attività di tipo psico-sociale
Art therapy (pittura, disegno, teatro, ballo)
Esercizi di rilassamento ed attività ricreative
Dinamiche di gruppo che agevolano l’esternalizzazione dei vissuti negativi di sofferenza e la sperimentazione di esperienze positive
Narrative therapy
Counselling di sostegno psicologico individuale
 
Attività di tipo assistenziale
Saranno distribuiti ai bambini ed ai ragazzi 800 pasti caldi al giorno. Sarà distribuito un kit ricreativo per ciascun bambino che includa: puzzle, giocattoli, lavagna da disegno, quaderni, album da disegno, penne e matite colorate, fazzolettini antisettici.

Attività ludico-sportive e di intrattenimento
Il progetto contribuirà ad incrementare le attività sportive già adesso quotidianamente realizzate negli spazi dei centri (basket, pallavolo, calcio, corsa, calcetto, scacchi). Saranno realizzate visite al luna park, feste e gite.

Attività inerenti all’educazione della salute ed all’igiene personale
Saranno organizzati incontri pubblici, aperti anche alle famiglie, per sensibilizzare i bambini ed i ragazzi alla cura della propria persona e della propria salute. I temi affrontati saranno quelli relativi all’igiene personale, alle malattie infantili e alle questioni psicosociali.

La responsabile del CISS in loco, sia del progetto "Sostegno al benessere psicofisico di 800 minori provenienti dal campo profughi di Nahr al-Baredd" che del progetto "Mustaqbal: nuove prospettive per giovani palestinesi di Tripoli e Tiro" in corso dal 2005, è Ketta Grazia.
E-mail: libano@cissong.org

Per una cronaca degli scontri in LIbano, leggi l'articolo "Dall'estate 2006 ad oggi un'escalation di violenza ...".

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