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Il turismo sostenibile del progetto in EGITTO su un articolo dell'ansa.it

Ecoturismo nelle oasi egiziane

E' con piacere che pubblichiamo l'articolo "Ecoturismo nelle oasi egiziane" uscito su ansa.it, nel quale si racconta la "bellezza" del progetto "Ecoturismo per uno sviluppo sostenibile nel governatorato della Nuova Valle", realizzato dal CISS nelle tre oasi di Dakhla, Farafra e Kharga.


Ecoturismo nelle oasi egiziane

Affascinanti itinerari e proposte di turismo alternativo

di Agnese Malatesta e Tiziana Caroselli

L'Egitto non e' solo Sharm El Sheik e Marsa Alam. Il Paese, al centro in questo periodo di profondi sconvolgimenti politici, offre altri affascinanti itinerari e proposte di turismo alternativo. Tra questi si collocano certamente alcune oasi egiziane suggerite come meta di ecoturismo. Un modo per scoprire territori ricchi di atmosfera e di storia, per vivere un'esperienza a ritroso nel tempo, a contatto con un mondo ancora integro. L'area desertica copre il 43% del territorio egiziano. E le oasi egiziane, otto in tutto, sono luoghi che si offrono ai turisti nazionali e internazionali con generosita': non solo sabbia e rocce ma anche templi e antiche rovine come testimonianza dello splendore di un tempo, villaggi pittoreschi, sorgenti, pozzi, tradizioni, prodotti della terra dal gusto unico come datteri e manghi.

Anche in questa fetta di Egitto, la 'rivoluzione' dello scorso gennaio ha fatto crollare il turismo. Gli addetti ai lavori stimano un calo di presenze del 50%. Un dato preoccupante anche perche' l'economia locale e' praticamente ferma, gli investimenti si sono bloccati, le prospettive di vita nelle oasi si fanno preoccupanti.

Da quasi due anni, in tre oasi - Kharga, Dakhla, Farafra - nel Governatorato della Nuova Valle, lavorano operatori umanitari italiani. Fanno capo a un'associazione, il Ciss (Cooperazione internazionale Sud Sud), l'unica onlus presente nella zona per un progetto di cooperazione e sviluppo. Si occupa di campagne per la promozione, appunto, di ecoturismo. L'obiettivo e' ambizioso: migliorare le condizioni di vita della popolazione delle oasi attraverso lo sviluppo del turismo sostenibile e una gestione efficace delle risorse ambientali. Si traduce in azioni come campagne di sensibilizzazione, ricerche, incontri, creazione di reti fra la gente del luogo. ''Le nostre campagne - spiega Mario Micheli, responsabile del progetto - coinvolgono insegnanti, studenti, artigiani locali, piccoli imprenditori del settore turistico. Chi viene nelle oasi viene in contatto con la natura e la popolazione locale, e' una esperienza unica e molto significativa''. Il progetto del Ciss - che ha momenti di realizzazione sia in Egitto sia in Italia - e' finanziato da un programma italo-egiziano per la riconversione del debito. Cominciato nel gennaio 2010, il termine (ma gli operatori contano in un rifinanziamento) e' fissato per giugno 2012. Il costo e' di mezzo milione di euro.

''Nelle tre oasi che noi seguiamo - aggiunge l'operatore umanitario - vivono circa 200 mila persone. Prima della rivoluzione, il turismo era la seconda fonte di introiti, ma ora si e' fermato. Nel paese c'e' una ripresa, nelle oasi ancora no''.

Gli italiani sono fra gli appassionati della zona, i principali visitatori dopo olandesi e tedeschi. Secondo l'ente del turismo regionale della Nuova Valle, i turisti nel 2010 sono stati 172 mila, con un incremento dell'11% rispetto all'anno precedente; nel 2000 erano a quota 48.471 facendo dunque registrare un incremento del 350% in dieci anni. In quasi un caso su due (42,5%) si tratta di turisti europei, seguiti da egiziani (21,7%), Asiatico-australiani (12,5%), americani (11.5) e arabo-africani (11,8%). La maggior parte delle persone che scelgono le oasi della Nuova Valle come meta sono famiglie o gruppi di amici. E spesso decidono di evitare le cittadine preferendo alloggiare nei campi tendati del deserto che consentono loro, tra l’altro, di spostarsi a dorso dei cammelli, dedicarsi al Bird Watching o alla fotografia.

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