Aggiornamenti progetto di recupero di tre OASI in provincia di Tata - ottobre 2009 (MAROCCO)
Recupero di più di 20 ettari di terra, costruzione di un pozzo d'acqua, piantagione di 2000 palme e 1.000 alberi da frutto, restauro della kasbah di Agadir Ouzrou, creazione di una rete di associazioni locali, sono alcune delle attività realizzate e avviate ad ottobre a Tata.
Il progetto “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione dell’ecosistema delle oasi in Marocco”, finanziato dall'Unione Europea e realizzato dal CISS in collaborazione con il partner locale l'Association De Lutte Contre Les Effets De La Secheresse Et De La Desertification Au Maroc (ALCESDAM), è al suo 2° anno di realizzazione.
Il progetto si propone di rafforzare le capacità di intervento delle comunità e delle organizzazioni locali nella tutela, valorizzazione e gestione sostenibile delle oasi e del loro ecosistema.
Le attività realizzate durante il mese di ottobre 2009 hanno riguardato i seguenti ambiti d'azione:
1 - gestione di risorse naturali
2 - valorizzazione del patrimonio storico e socio/culturale
3 - rete di associazioni locali
4 - approccio partecipato e partecipativo
5 - comunicazione
6 - stage.
1 - Gestione di risorse naturali.
Ad Akka nel Douar di Oum Laaleg, prima azione di intervento, sono in fase di completamento i lavori di recupero di più di 20 ettari di terra arida per realizzare orti e piantare alberi a favore della popolazione residente.
Dopo aver completato i lavori di scavo di un pozzo d'acqua a 30 metri di profondità sotto la direzione dell’Ing. Carlo Carollo, si è provveduto a costruire un bacino di accumulo della capacità di 200 m³. Ogni notte il bacino di accumulo si riempie d'acqua grazie all'attivazione di una pompa idraulica che aspira acqua dal pozzo. Così tutte le mattine gli agricoltori del Doaur Omu Laaleg, riuniti in un comitato per la gestione collettiva delle risorse idriche, hanno la possibilità di irrigare i campi attraverso un intricato sistema di condotte di distribuzione che dal bacino, per gravità, si riversano su oltre 20 ettari di terra prima arida, sterile e polverosa, ed ora fertile e produttiva.
Su questi terreni recuperati si stanno piantando, insieme a tutti gli agricoltori beneficiari dell’azione, 2.000 palme da dattero, 1.000 alberi da frutto (melograni, fichi, albicocche, vigna, arance), ortaggi e foraggio per gli animali. Le culture seguono il metodo di semina tradizionale e, per sfruttare al meglio la poca terra disponibile in ambienti così aridi, nelle oasi si realizzano tre livelli di coltivazione organizzati e relazionati: il primo livello è il palmeto (palme da dattero), il secondo è il frutteto (agrumi, pesche, uva, fichi, etc.) che usufruisce dell'ombra, del microclima temperato che si crea sotto le palme e dell'eccedenza d'acqua proveniente dalla loro irrigazione, il terzo è quello dell'orto e del foraggio per gli animali.
I fertilizzanti, comprati e distribuiti ai contadini, sono organici e di origine naturale.
L’agronoma Amandine Gatineau segue le piantagioni accompagnando gli agricoltori del Douar Oum Laaleg. Trentasei famiglie residenti beneficeranno delle piantagioni, ossia circa 400 persone residenti nel villaggio Douar beneficeranno di datteri, ortaggi e frutti, del pozzo d'acqua, del bacino e delle condotte idriche che rendono fertili le terre.
2 - Valorizzazione del patrimonio storico e socio/culturale.
Si sta procedendo, sotto il coordinamento dell’Arch. Salima Naji, al restauro della kasbah di Agadir Ouzrou. L’équipe del progetto ha incontrato i rappresentanti del comune di Akka e organizzato una riunione con le associazioni locali. Il progetto prevede il consolidamento della kasbah e la ricostruzioni delle parti deteriorate secondo le tecniche tradizionali usate nella sua edificazione, usando materiali, quali terra, pietre, canne, mattoni di terracotta. Le associazioni locali forniranno i materiali di costruzione e la manodopera necessaria. Una volta terminati i lavori un'opportuna segnaletica indicherà i sentieri di interesse turistico, storico e socio/culturale, valorizzando le vestigia monumentali di cui la kasbah è dotata.
Nel quadro di questa azione, è inoltre previsto il restauro di tre case nobiliari in terra, che saranno trasformate in ostelli. Questi saranno gestiti dalle associazioni locali di Agadir Ouzrou riunite in una cooperativa.
3 - Rete di associazioni locali.
L’équipe del CISS ha riunito cinquanta associazioni locali, che intervengono su tutta la provincia di Tata. L’obiettivo è formare una rete attiva di associazioni locali, coordinata e interattiva, per scambiare esperienze, buone pratiche e modelli di sviluppo sostenibile. Una volta identificata la rete associativa, valutati i bisogni, le competenze e i deficit formativi e strutturali di ciascuna, si procederà ad organizzare le associazioni in 5 poli, a seconda della zona di provenienza. Ogni polo parteciperà ad attività di formazione tecnica, di sensibilizzazione, di educazione all’ambiente e salvaguardia del sistema delle oasi.
Si prevede la definizione e realizzazione di 5 progetti pedagogici da realizzare in stretta collaborazione con le associazioni locali e con i servizi decentrati dell’educazione nazionale. I progetti pedagogici (video documentari, opere teatrali, brochure di valorizzazione della flora e della fauna locale, del patrimonio storico e socio/culturale, questionari inchiesta sull’ecosistema delle oasi e sulla buona gestione delle risorse idriche, questionari inchiesta sul ruolo della donna nel contesto rurale delle oasi della provincia di Tata) dovranno avere carattere didattico e saranno rivolti agli studenti delle scuole elementari medie e superiori della provincia di Tata, in stretta collaborazione con i distretti scolastici della zona. I 5 poli saranno inoltre formati sulla creazione di microimprese (allevamento, apicoltura, valorizzazione piante medicinali, etc.).
4 - Approccio partecipato e partecipativo.
Con una logica di approccio partecipativo, l’équipe del CISS si è occupata di mettere in stretta collaborazione le azioni del progetto con le associazioni locali presenti nella zona di intervento e i loro rappresentanti istituzionali. Si sono tenute diverse riunioni fra l’équipe del CISS, le associazioni locali e i vari rappresentanti delle istituzioni e dei servizi decentrati del Regno del Marocco (forestale, Dipartimento dell’Agricoltura, Delegazione Provinciale dell’educazione nazionale, Distretti scolastici, etc.). Tali riunioni sono scaturite dalla riflessione che un processo di sviluppo sostenibile, consolidato e duraturo, non può prescindere da una dinamica partecipativa, che vede coinvolte le associazioni di base presenti nel tessuto provinciale in stretta collaborazione con i rappresentanti delle istituzioni competenti e incaricate di seguire questo processo di sviluppo.
Le riunioni sono state accolte con grande entusiasmo da tutti i partecipanti, sono stati raggiunti accordi e intese; presto sarà redatta e firmata una convenzione fra le istituzioni competenti, le associazioni di base e il CISS, per siglare un accordo di sviluppo e cooperazione solido, sostenibile e duraturo.
5 - Comunicazione.
E' stato realizzato il primo bollettino "Lettre d'Information N.1" del progetto "Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”, dove viene presentato il progetto e le azioni realizzate durante il 1° anno. Il bollettino, stampato e distribuito, è stato redatto grazie alla collaborazione di Claire Gerbaud che ha supervisionato e coordinato impaginazione e contenuto.
Lettre Information CISS Oasis n1
6 - Stage.
Cristiana Strava, di nazionalità rumena e studentessa presso l'Università americana di Harvard, sta svolgendo un periodo di stage a Tata nel quadro del progetto. Cristiana Strava è specializzata nella produzione di video documentari ed ha esperienza nella realizzazione di documentari video a carattere educativo/ambientale in Nigeria ed in Tanzania. Cristiana vorrebbe realizzare un video documentario, in collaborazione con le associazioni femminili locali della rete del CISS, sulle pratiche tradizionali e sulle buone pratiche della gestione delle risorse idriche da parte delle donne della provincia di Tata. L’équipe CISS ha presentato Cristiana Strava a tutte le istituzioni competenti, alla delegazione dell’educazione nazionali ed alle associazioni femminili, cercando di procurarle tutte le autorizzazioni, i contatti e i permessi necessari alla realizzazione del video documentario.
Responsabile CISS del progetto in Marocco è Calogero Messina.
E-mail: c.messina@cissong.org / marocco@cissong.org

