Colpo di Stato in HONDURAS
I militari arrestano il presidente Manuel Zelaya.
Un gruppo di militari ha arrestato a Tegucigalpa, il presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya. Il capo di Stato è stato bloccato dai militari all’interno della sua residenza.
L'arresto di Zelaya arriva dopo la crisi istituzionale che si era aperta a seguito della decisione del presidente di rimuovere il capo di stato maggiore delle forze armate, Romeo Vasques, dopo il suo rifiuto a collaborare per la realizzazione di un referendum, voluto dal presidente stasso.
Il referendum chiede ai cittadini di approvare o respingere la proposta secondo cui in occasione delle prossime elezioni presidenziali, il 29 novembre, si voti anche per l'istituzione di un'assemblea costituente che riformi la Costituzione dell'Honduras per quanto riguarda i mandati presidenziali, ovvero si tratterebbe una riforma costituzionale che permetterebbe a Zelaya di presentarsi per un secondo mandato presidenziale di quattro anni.
Venezuela, Colombia, Brasile, Argentina ed Ecuador hanno condannato il golpe, a loro si sono uniti i ministri degli esteri dell'UE.
Successivamente all'arresto del presidente, centinaia di sostenitori del Presidente Zelaya sono scesi in piazza davanti alla sede della presidenza per protestare contro il colpo di Stato e l’espulsione del presidente considerati illegali ed ingiustificati. Allo stesso tempo i militari hanno occupato i principali mezzi di comunicazione, tra i quali la compagnia pubblica delle telecomunicazioni, i principali canali televisivi nazionali, il Parlamento, la Corte Suprema di Giustizia ed il Ministero Pubblico.
Lunedi 29 giugno la manifestazione davanti alla Casa Presidenziale, 4.000 persone circa, è stata violentemente repressa da poliziotti e soldati, tirando bombe lacrimogene e proiettili di gomma ai manifestanti.
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