Forte preoccupazione per i diritti umani violati in HONDURAS - agosto 2009
Il Comitè de America Latina y el Caribe para la Defensa de los Derechos Humanos de la Mujer – CLADEM (Comitato della America Latina e dei Caraibi per la difesa dei diritti umani delle donne) ha scritto una lettera di forte preoccupazione a Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.
Di seguito una sintesi:
Il motivo della preoccupazione è dovuto ai gravi fatti che stanno quotidianamente interessando l'Honduras. Dal 28 giugno 2009, giorno in cui il presidente eletto Manuel Zelaya è stato sequestrato dall'esercito, espulso con forza dal paese e costretto a rifugiarsi in Costa Rica, si sono succedute ripetutamente violente aggressioni contro la gente che si oppone al colpo di stato.
Per più di cinquanta giorni, migliaia di persone hanno manifestato pacificamente contro il governo di fatto, le imposizioni di uno stato di assedio e la sospensione di garanzie costituzionali, chiedendo il ritorno ad un ordine costituzionale, il rientro e il reinsediamento del presidente democraticamente eletto.
L’opposizione e la resistenza della gente è pacifica. Il popolo Hondureño esercita il proprio diritto di protesta, riconosciuto dalla Costituzione e legittimato dalla condanna internazionale unanime del colpo di stato. Nonostante si tratti di un movimento pacifico, il governo di fatto ha utilizzato forze militari e di polizia per reprimere, ha ricorso a meccanismi che violano la dignità umana.
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Il governo di fatto, guidato da Micheletti, ha tenuto una zona del paese, la frontiera con il Nicaragua, in uno stato di assedio per più di cinque giorni, 24 ore al giorno. Durante questo periodo è stato impedito la distribuzione di cibo, acqua, medicine e cure mediche alla popolazione sfollata della zona e intrappolata dai checkpoint militari. Questa vicenda rappresenta una forma di tortura.
L'esercito e la polizia, inoltre, hanno attaccato gli alberghi delle principali città dove pernottavano le persone giunte per manifestare.
Durante i giorni di stato di assedio della frontiera, un giovane, che riprendeva la repressione contro i manifestanti, è stato arrestato dalle autorità e ucciso, il suo corpo è comparso giorni dopo con segno di tortura. Diverse sono le persone scomparse e uccise in tutto il paese. Il Comitè de America Latina y el Caribe para la Defensa de los Derechos Humanos de la Mujer accusa il governo di fatto di avere provocato la morte di uomini, donne e minori, dal giorno del colpo di stato.
Il Commissario dei Diritti Umani, Ramón Custodio López, appoggia il colpo di stato e il governo di fatto, dichiarando che in Honduras non ci sono violazioni dei diritti umani. La Corte si è dichiarata a favore del golpe e anche le chiese appoggiano il regime di fatto.
Diverse missioni e organizzazioni hanno visitato l'Honduras per constatare le molteplici violazioni dei diritti umani; da più di un mese dal colpo di stato si contano almeno 4 persone assassinate dalle Forze Armate e dalla Polizia, un numero indefinito di persone disperse, cento persone ferite e un centinaio di persone detenute arbitrariamente.
In particolare una Missione internazionale di osservazione della situazione dei diritti umani, costituita da 17 organizzazioni di difesa dei diritti umani d’Europa e dell'America latina, che ha visitato l'Honduras, ha constato come il colpo di stato del 28 giugno 2009 ha drasticamente alterato l'ordine costituzionale del paese, provocando una grave situazione di violazione dei diritti umani e di restrizione delle libertà democratiche. Molti sono gli ostacoli di accesso alla giustizia e la libertà di stampa è notevolmente limitata (...) Alcune delle violazioni riguardano la militarizzazione delle funzioni di sicurezza e delle istituzioni statali, gli abusi da parte delle forze di sicurezza e l'assenza di risposta da parte dei meccanismi di garanzia dello stato (...)
Per quanto appena descritto, indirizziamo una richiesta urgente affinché venga creato in Honduras un Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, uno dei pochi strumenti su cui la popolazione può contare per difendersi e frenare la violenza da parte della Polizia e delle Forze Armate, per conto del governo di fatto.
Questa richiesta nasce da un'indignazione profonda, dall'impotenza e la sofferenza di un popolo che soffre gli effetti di una presa di potere con la forza, violando la costituzione e i valori basilari su cui si fonda una democrazia, la giustizia e i diritti umani.
Norma Enríquez -CLADEM Coordinación Regional
Mónica De las Casas -CLADEM Oficina Regional
CLADEM Argentina
CLADEM Bolivia
CLADEM Brasil
CLADEM Chile
CLADEM Colombia
CLADEM Ecuador
CLADEM El Salvador
Instituto de Estudios de la Mujer" Norma Virginia Guirola de Herrera", CEMUJER de El Salvador CLADEM Honduras
Centro de Derechos de Mujeres -Tegucigalpa, Honduras
CLADEM México
CLADEM Panamá
CLADEM Paraguay
CLADEM Perú
Asociación Humanidad Libre -Arequipa, Perú
Estudio para la Defensa de los Derechos de la Mujer -DEMUS, Perú
CLADEM Puerto Rico
CLADEM Rep. Dominicana
CLADEM Uruguay
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