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I problemi del mercato del lavoro, le possibilità di accesso, quante imprese rispettano i diritti dei giovani lavoratori: queste alcune delle questioni affrontate dallo studio condotto dal CISS (CONGO)

Il reinserimento professionale dei giovani di strada, l'obiettivo del progetto.

Nella città di Kinshasa i bambini e i giovani sono spesso costretti a lavorare, e specialmente quelli che vivono per strada sono spesso sfruttati, in una condizione di continua violazione dei loro diritti.

Il progetto 'Rafforzamento delle capacità della società civile nell’accesso al lavoro dei giovani di strada e la difesa dei diritti dei giovani lavoratori', cofinanziato dall'Unione Europea, concentra la propria azione sui giovani lavoratori e sui loro diritti. Obiettivo è rafforzare le attività delle associazioni di Kinshasa con i bambini e i giovani di strada, in particolare la capacità di lavorare in rete, di sostenere i diritti dei minori in età lavorativa, l'inserimento e l'avviamento al lavoro, in collaborazione con i servizi pubblici sociali.

La prima attività del progetto è stata la realizzazione di una ricerca sociale, economica e giuridica sul lavoro minorile e sui diritti dei giovani lavoratori, la prima mai realizzata a Kinshasa, condotta dal CISS e dal partner REEJER (Reseau des Educateurs des Enfants et des JEunes de la Rue) - Rete degli Educatori dei Bambini e giovani di Strada) con il coinvolgimento di circa 1.500 imprese e botteghe artigianali di 10 comuni della città.

Lo scopo ultimo del progetto del CISS, e dunque anche dell''indagine condotta, è il reinserimento professionale dei giovani di strada nel rispetto dei loro diritti.
Per fare ciò è stato necessario comprendere i problemi relativi al mercato del lavoro, le possibilità di accesso, le principali attività svolte dalle aziende, le difficoltà incontrate nel rapporto di lavoro con i giovani, i principali profili professionali richiesti per poter orientare le formazioni offerte dalle ONG locali, quante imprese conoscono e applicano il codice di lavoro e i diritti dei giovani lavoratori, quanti lavoratori sono regolarmente assunti. La ricerca ha permesso di venire a conoscenza di questi e di molti altri aspetti.

Lo studio comprende tre capitoli:

1° - Spiegazione del contesto e delle motivazioni della ricerca, gli obiettivi e i beneficiari del progetto, i risultati attesi e la metodologia utilizzata.

2° - Descrizione del contesto geografico, politico, giuridico ed economico della città di Kinshasa, delle piccole e medie imprese, delle istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali e delle organizzazioni della società civile, coinvolte nell'indagine.

3° - Presentazione dei risultati quantitativi e qualitativi.

 

Per svolgere l'indagine sono state coinvolte, oltre le imprese e le botteghe artigianali, anche alcune istituzioni pubbliche, tra cui il Ministero degli affari sociali, incaricato della protezione dei ragazzi di strada, il Ministero della famiglia, il Ministero della giustizia, il Ministero della gioventù, sport e tempo libero e il Ministero del lavoro e della previdenza sociale.

Qui di seguito ALCUNI DATI interessanti emersi a conclusione dello studio:

I problemi dell'impiego dei giovani di Kinshasa sono legati strettamente all'economia congolese che mostra un rallentamento dello sviluppo in generale e nella creazione di nuovi posti di lavoro in particolare.

L'indagine ha rivelato che il 87,8% delle aziende ha grandi difficoltà, l'82% non assume con contratti regolari i giovani per problemi economici: il contratto si tradurrebbe in spese che inciderebbero sulle entrate stesse.

Le caratteristiche richieste da un giovane lavoratore sono un'età compresa tra i 16 e i 25 anni e il possesso di almeno un titolo di studio secondario.

Le principali difficoltà che le aziende affrontano con i giovani lavoratori sono i ritardi (69%) e le assenze (55,5%), ma nel complesso i ragazzi sono valutati "buoni" dal 57,5% delle imprese e "molto buoni" dal 38,1%.

La maggior parte delle aziende intervistate sono botteghe (56,8%), il 60% di queste nel settore della sartoria e il 19% nel settore estetico e parrucchieria.
L'inchiesta ha rivelato che il sarto è stato il profilo professionale più richiesto negli ultimi due anni, è importante sottolineare che in Africa non si trovano facilmente abiti preconfezionati piuttosto si preferisce acquistare tessuti per farli cucire su misura. Il secondo profilo professionale ricercato è il parrucchiere, seguito dall'estetista e dal carpentiere. Queste stesse figure saranno le più richieste nei prossimi due anni.

Il 60,8% delle aziende offre la possibilità di reinserimento professionale ai giovani, l'86% di queste organizzano attività di formazione. Le aziende sono generalmente favorevoli all'assunzione dopo un periodo di prova, a condizione che vi sia una posizione libera e che il tirocinante sia efficiente ed idoneo al lavoro.

La modalità di assunzione utilizzata dalla maggior parte delle aziende è il "passaparola" (45,9%), solo poche pubblicano le offerta di lavoro (16,4%).
Molte imprese pagano a prestazioni, piuttosto che mensilmente.

Un risultato particolarmente preoccupante riguarda la conoscenza dei diritti dei giovani in ambito lavorativo: solo il 2,3% delle aziende intervistate ha risposto positivamente.


leggi lo studio completo...

Ricerca sociale, economica e giuridica sul lavoro minorile e sui diritti dei giovani lavoratori di Kinshasa


I risultati della ricerca sono stati presentati il 18 e il 19 luglio 2012 alla presenza del Capo di gabinetto del Ministero degli Affari Sociali Umanitari e della Solidarietà congolese e altri rappresentanti del governo e della società civile. Per l'occasione si è tenuta una tavola rotonda durante la quale è stato proposto al governo congolese un piano d'azione concreto per far fronte al problema del reinserimento socio-professionale dei giovani in situazione difficile.


Responsabile CISS del progetto a Kinshasa è Anna Bellan.
e-mail: kinshasa@cissong.org - a.bellan@cissong.org