Studio e consulenza sulle risorse idriche locali a Tata (MAROCCO)
Progetto “Rafforzamento delle capacità d’intervento delle organizzazioni di base per la preservazione dell’ecosistema delle oasi in Marocco”.
Nell'ambito del progetto finanziato dall'Unione Europea e in collaborazione con il partner locale ALCESDAM, dal 3 ottobre al 20 dicembre 2008 l’ingegnere Carlo Carollo sarà impegnato a Tata, dove si è costituito l’ufficio CISS, in un'attività di studio e di consulenza sulle risorse idriche locali.
L'ing. Carollo il 10 novembre ha visitato l’oasi di Oum Laaleg, accompagnato da Calogero Messina, responsabile CISS in loco del progetto, Hassan, tecnico della DPA di Tata, Jamal Elkhababbach, animatore locale di progetto, Boujemâa, sindaco di Akka. Ha preso visione dei lavori che si stanno realizzando nell’oasi ed è venuto a conoscenza delle problematiche pertinenti la ricerca e la gestione delle risorsa idrica. La vista è stata utile anche per conoscere i vari agricoltori locali, aspetto fondamentale per lavorare in armonia e rendere sempre più partecipi gli agricoltori al progetto stesso.
L'ingegnere Carollo ha condotto una prima analisi del territorio e delle problematiche riguardanti la ricerca e la gestione della risorsa idrica.
Dall’analisi dei problemi rilevati, l’ingegnere propone il seguente piano d’azione (novembre/dicembre 2008):
- produzione dello studio di fattibilità sulla ricerca e gestione della risorsa idrica comprensivo di un diagnostico dell’esistente
- reperimento dei dati e del materiale necessario per il suddetto studio
- ideazione di un modulo di formazione sull’uso e la costruzione di carte piezometriche
- localizzazione dei pozzi su carta geologica.
Lo studio di fattibilità è necessario per stabilire le risorse necessarie, i costi da affrontare e le modalità di esecuzione dello studio sulla ricerca e gestione della risorsa idrica che sarà eseguito nei mesi di gennaio/febbraio 2009.
Una volta prodotto lo studio di fattibilità, si passerà a produrre lo studio sulla ricerca e gestione della risorsa idrica (gennaio/febbraio 2009).
Esso consiste in:
- costruzione di carte piezometriche dell’area del nuovo palmeto
- utilizzo di macchine di prospezione geoelettrica per l’analisi delle falde dell’ area del vecchio palmeto
- riabilitazione delle khettaras prosciugate, mediante un abbassamento del fondo delle khettaras stesse
- formazione di una ventina di persone appartenenti ad organizzazioni locali differenti nella costruzione ed interpretazione delle carte piezometriche
- formazione di una ventina di persone appartenenti ad organizzazioni locali differenti nell’utilizzo di macchine di prospezione geoelettrica.
La costruzione di carte piezometriche permetterà di valutare la distribuzione delle falde e di prevedere la portata estraibile dal punto prescelto senza effettuare sondaggi e quindi a costo zero.
L’utilizzo di macchine di prospezione geoelettrica permetterà di valutare la profondità a cui si trova l’acqua.
La riabilitazione delle khettaras permetterà di risparmiare sui costi dei pompaggi oltre che un uso più razionale della risorsa idrica.
Analisi del territorio e delle problematiche riguardanti la ricerca e la gestione della risorsa idrica.
Il territorio di Oum Laaleg è vasto circa 90.000 ettari. Esso comprende un oasi principale (l’oasi di Oum Laaleg) e diverse oasi satellite parecchio distanti tra loro.
L’ oasi di Oum Laaleg è vasta circa 70 ettari.
Nell’oasi sono presenti 40 pozzi privati per uso agricolo e 2 pozzi pubblici per uso domestico. Inoltre l’oasi è percorsa da 18 khettaras, di cui 16 private e 2 pubbliche. Di queste khettaras solamente una funziona correttamente e tre funzionano parzialmente. Tutte e quattro le khettaras in questione sono private. Le restanti quattordici sono prosciugate.
Il prosciugamento delle khettaras è attribuibile all’abbassamento della quota piezometrica della falda, a sua volta causato dall’eccessivo sfruttamento della falda per via dei pompaggi privati. In particolare è stato misurato un abbassamento della falda di 4 metri negli ultimi 8 anni.
Manca una conoscenza delle falda idriche e della loro distribuzione. I sondaggi effettuati per gli scavi dei pozzi rischiano così di risultare piuttosto casuali.
È stata anche visitata una stazione di pompaggio ad energia solare. Vi sono dei pannelli solari costituiti da 38 moduli che alimentano 2 motori con pompe da 2,5 pollici. È emersa un'insufficienza dell’acqua pompata.

