Una missione ad Imilchil nell'Alto Atlante marocchino
La missione del CISS risponde all'obiettivo di identificare, conoscere e condividere le esperienze e le buone pratiche relative alla gestione razionale delle risorse ambientali in ecosistemi fragili siano essi oasiani, montagnosi che litoranei.
Calogero Messina, responsabile CISS del progetto “Rafforzamento delle capacità d’intervento delle organizzazioni di base per la preservazione dell’ecosistema delle oasi in Marocco” in collaborazione con il partner locale ALCESDAM, e Claire Gerbaud, consulente locale del CISS per la capitalizzazione delle buone pratiche nell'ambito dello stesso progetto, hanno effettuato una missione nella regione di Imilchil, situata nella parte settentrionale dell’Alto Atlante marocchino.
Il Centro Tariq Ben Ziyad (CTIZ), l’Associazione ADRAR e l’Associazione dei Popoli delle Montagne del Mondo (APMM), sezione Marocco, hanno organizzato lo scorso 29 agosto una tavola rotonda dal tema “Riflessioni per lo sviluppo dell’Alto Atlante”. La partecipazione dei rappresentanti CISS, su invito dell’ADRAR e dell’APMM, si è rivelata strategica. Il valore aggiunto di questo lavoro iniziato risiede sulla costruzione di indicatori di «buone pratiche», per definire un quadro di analisi comune delle esperienze analizzate.
E’ stato scelto un 'approccio partecipativo’ per dare più visibilità al lavoro intrapreso e per assicurare l’adozione di questi indicatori da parte degli attori della società civile che agiscono nelle zone di montagna del Maghreb.
E' stata anche l'occasione per conoscere il «festival des musiques des cimes d’Imilchil», organizzato durante il tradizionale «Moussem des Fiançailles», un’iniziativa culturale di grande rilievo nella regione.
Nel corso della tavola rotonda il presidente dell’APMM (Associazione dei Popoli delle Montagne del Mondo), nata in Francia nel 2000, ha presentato le attività e la storia dell’associazione in Marocco.
L’APMM, interlocutore già affermato nel Medio-Atlante, ha tra i suoi obiettivi principali quello di rivelare le lamentele delle popolazioni montane, di formulare delle raccomandazioni, di diffondere e comunicare queste problematiche attraverso i media.
- Fare sentire la voce dei montanari
- Sostenere delle azioni di sviluppo e di protesta
- Fare conoscere gli artisti e gli sportivi delle montagne
- Incoraggiare le ricerche/studi sulle problematiche delle zone di montagna
- Realizzare dei progetti di sviluppo
- Formare i giovani
- Incoraggiare il gemellaggio fra le città/villaggi delle montagne nord-sud
- Plaidoyer per una legge sulla montagna.
Il direttore del CTIZ (Centro Tariq Ben Ziyad), Youssef Ait Lemqedem, è intervenuto sul tema “L’organizzazione sociale e la gestione delle risorse di montagna in Marocco”.
Premesso che le popolazioni montane hanno un forte attaccamento alla cultura simbolica, per es. la lingua Amazigh (berbera) piuttosto che al patrimonio materiale, per es. le kasba, occorre tutelare le tradizioni e le specificità locali (culinarie, la moda tradizionale, dei tatuaggi, architettoniche, etc.)
Il turista è «sensibile» alla tutela dell’autenticità della zona.
Il principale problema che si pone nelle zone montane è il degrado e la negazione delle culture autoctone da parte dei giovani, volti verso altre culture. Occorre, quindi, formare la popolazione, principalmente i giovani, al riconoscimento del proprio patrimonio culturale e naturale cosicchè possano promuoverlo per i visitatori della zona e siano in grado di tutelarlo e valorizzarlo.
Le difficoltà e i vantaggi delle zone di montagna:
VANTAGGI
Clima
Acqua
Biodiversità
Allevamento
Arboricultura da frutto
Dinamismo della società civile
Richezza culturale
DIFFICOLTA'
Deterioramento delle risorse naturali (dovuto a deforestazione, sfruttamento eccessivo dei pascoli, erosione, etc.)
Isolamento
Frazionamento delle terre
Incapacità di gestione delle inondazioni
Occorre promuovere la solidarietà e devono essere stimolati gli investimenti (convenzioni pubblico/privato) in queste zone.
Nel corso della tavola rotonda è stata descritta l’esperienza portata avanti con il progetto di gestione delle aree protette nel Parco Nazionale dell’Alto Atlante Orientale, programma di piccoli doni e contratti di azione comunitaria.
I piccoli doni sono stati principalmente utilizzati per la promozione di Attività Generatrici di Reddito, suscettibili di ridurre la pressione umana e/o animale sulle risorse naturali.
Dal 2002 questo programma ha permesso di sostenere, nel Parco Nazionale dell’Alto Atlante Orientale, 66 micro progetti nell’ambito dell’educazione ambientale, delle economie energetiche e delle attività generatrici di reddito.
SPUNTI DI RIFLESSIONE
- Sviluppare il turismo rurale attraverso l’offerta, la sua valorizzazione e la sua promozione per mezzo di iniziative di comunicazione e marketing territoriale volte a far conoscere e veicolare le specificità locali, naturali, culturali, linguistiche, etc.
- Valorizzare le produzioni locali, in particolare riguardo il settore delll’agricoltura biologica.
- Introdurre nuove specie e culture.
- Sostenere il miglioramento genetico del bestiame ed incoraggiare gli allevatori con sovvenzioni per l’acquisto degli alimenti.
- Proteggere le foreste incoraggiando le energie alternative.
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